Black Beat Movement - Love Manifesto - THE ITALIAN SOUL
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Black Beat Movement

Black Beat Movement – Love Manifesto

“Love Manifesto”, il nuovo disco dei milanesi Black Beat Movement

Un EP omonimo, un primo album (“ID Leaks”) e adesso finalmente il secondo. Stiamo parlando del percorso discografico dei milanesi Black Beat Movement, collettivo funk, soul, reggae e hip hop il quale solo qualche giorno fa ha pubblicato “Love Manifesto”, il proprio “sophomore-album”, tramite l\’etichetta La Grande Onda: tredici pezzi in cui anima e musica si incontrano e si uniscono nel più riuscito dei matrimoni.

“Love Manifesto” si presenta come uno dei pochi dischi italiani di black music vera e propria disponibili sul mercato al giorno d’oggi. I sei componenti della band (Naima Faraò alla voce, Jacopo Boschi alla chitarra, Luca Bologna al basso, Nico Roccamo alla batteria, Luca Specchio al sassofono e dj Agly agli scratches) sono musicisti con esperienza e passione per e nella musica soul, funk ed R&B, fattore che permette all’ascoltatore appassionato di questi “mondi” sonori di identificarsi immediatamente con quello che è un sound inconfondibile, pur rimanendo comunque vario ed originale, suonato e cantato con un “linguaggio” musicale parecchio azzeccato.

La qualità dei suoni è ciò che personalmente mi ha più colpito in questo disco. Un sound del genere è veramente raro da trovare in un disco italiano, soprattutto se di musica black, e spesso i tentativi di ricreare certe sonorità falliscono miseramente, sconfinando in squallide imitazioni iper-patinate e di scarsa qualità. Non è assolutamente il caso di “Love Manifesto”: le tredici tracce si snodano con naturalezza tra arrangiamenti di classe, groove azzeccati e suoni scelti con cura, consegnando al pubblico una precisa identità sonora di ciò che sono ora i Black Beat Movement. Identità che, personalmente, mi è meno chiara per quanto riguarda le liriche e alcuni pezzi.

Parlando delle liriche, sono un attivo sostenitore dei testi scritti in italiano, a maggior ragione quando parliamo di soul: mi intriga da morire, infatti, l’incontro tra cantautorato e musica black, un binomio che ritengo possa avere enormi potenzialità, purtroppo non sfruttate a dovere dai già pochi esponenti di soul italiano. Certo, l\’inglese offre una maggior facilità di espressione per chi lo padroneggia (ed è il caso dei Black Beat Movement), oltre che una maggiore musicalità, ma sono convinto che un disco neo soul in italiano sia una cosa che manca tantissimo nella scena musicale nazionale in questo momento. E credo che la band milanese sarebbe stata una candidata perfetta per riempire questo buco.

Per ciò che riguarda i brani, invece, trovo che alcuni (“Ruck My Face”, “Effetto Collaterale”, “Over The Words”), seppur sicuramente piacevoli e godibili all\’ascolto, non siano così efficaci come altri. Ascoltando pezzi come “Home”, “Into The Space” o “Elle” (ma ce ne sarebbero altri), infatti, percepisco vibrazioni diverse, più forti, più emozionali ed emozionanti rispetto ai pezzi sopracitati. Ma sinceramente non so neanche se considerare tutto ciò un “difetto”: pretendere la perfezione per tutti i brani di un disco sarebbe vagamente estremo.

Non sono assolutamente un difetto, invece, i featuring, che comprendono tre big della scena black italiana (i rapper Musteeno e Tormento e il cantante reggae Raphael) insieme ad un grande ospite internazionale come M1 dei Dead Prez. Ciò aggiunge valore alla già ottima produzione, permettendole di avere anche una visibilità non indifferente per un prodotto italiano che il più delle volte rischia di rivolgersi a una nicchia troppo ristretta del pubblico musicale. Non è un caso che il disco sia, dal giorno della sua uscita, alla prima posizione della classifica R&B nazionale di iTunes, attualmente davanti a dischi di artisti come The Weekend, Stevie Wonder, Whitney Houston o Michael Jackson.

“Love Manifesto” è quindi, in poche parole, un bel disco, che siate o non siate appassionati di musica nera. Una ventata di aria fresca, soprattutto per quanto riguarda il sound, un prodotto veramente e fieramente Soul, finalmente pronto a farsi conoscere al di fuori dei propri abituali confini di pubblico e, forse, anche fuori dai confini nazionali, cosa che non mi stupirebbe affatto. Un disco che non ha la pretesa di essere superiore, anzi, con l\’intenzione chiara e precisa di avvicinare più gente possibile. Una missione che, considerato l\’instancabile lavoro live della band, sembra riuscire abbastanza bene ai Black Beat Movement. D\’altronde è stato detto più volte, anche su questo blog, che negli ultimi anni i gusti musicali del pubblico stanno prendendo una direzione diversa dai canoni a cui ci eravamo nel decennio precedente al nostro. “Love Manifesto” arriva nel momento forse più adatto in cui spingere un certo tipo di musica e un certo tipo di sonorità, anche in una nazione restia al cambiamento come la nostra. Che sia la volta buona? Per saperlo, non possiamo fare altro che attendere il corso degli eventi, ascoltando, nell\’attesa, il sentito “manifesto d\’amore” dei Black Beat Movement.

http://www.blackbeatmovement.com/bbm/

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Michele Capasso
assomiki@gmail.com
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