Black Beat Movement: dentro Radio Mantra con Naima e Luca - THE ITALIAN SOUL
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Black Beat Movement: dentro Radio Mantra con Naima e Luca

Black Beat Movement

Black Beat Movement: dentro Radio Mantra con Naima e Luca

Black Beat Movement: Radio Mantra – intro

Black Beat Movement, per chi segue da qualche tempo il collettivo milanese, è sinonimo di musica consapevole.

Per tutti gli altri ‘Radio Mantra’ può rappresentare la chiave per entrare nel loro mondo nella maniera più corretta: dedicando a quest’album tempo e attenzione.

Quel tempo che serve per rallentare e godere tutto quello che ‘Radio Mantra’ fa trasparire ascolto dopo ascolto, quell’attenzione che il disco richiede per rivelarsi completamente.

In estrema sintesi, ‘Radio Mantra’ è il felice azzardo di Black Beat Movement.

In estrema sintesi “la recensione” del disco finisce qui perché il parere migliore che si possa dare è quello di fartelo ascoltare.

Black Beat Movement: dentro Radio Mantra

Entrare in Radio Mantra – per me – e uscirne con una recensione è stato impossibile. Ecco perché ho voluto Naima Faraò e Luca Bologna a farmi da guida. Quello che segue è una raccolta di momenti presi da una conversazione attorno al disco che sarebbe stato un crimine non condividere con te.

Naima: “Radio Mantra è nato durante un periodo di pazzia generale. Lo abbiamo fatto proprio a casa. Ad esempio le voci sono state registrate tutte nella nostra sala prove. C’è stato poco lavoro di studio di registrazione e con il materiale che abbiamo registrato grazie a Marco Olivi che è il nostro tecnico e alle forze congiunte di Luca (Bologna, basso e synth), Jacopo (Boschi, chitarra) onnipresente e instancabile compagno di scrittura e di arrangiamenti vocali, di Fabio “Veezo” (Visocchi, tastiere – che ora è entrato ufficialmente nella band) siamo riusciti a trovare questo suono di cui siamo molto contenti.
Per noi è stato un passo in avanti da questo punto di vista anche rispetto a ‘Love Manifesto’ di cui eravamo già soddisfatti e soprattutto siamo riusciti ad ottenere il risultato che avevamo in mente quando immaginavamo il suono che avrebbe dovuto avere secondo noi ‘Radio Mantra’”

Luca: “Noi abbiamo fatto questo disco per curarci. Erano periodi un po’ duri in generale negli aspetti del lavoro e di tutte le cose della vita.
Per questo volevamo fare un disco che, tenendo in considerazione il buono della musica che ascoltiamo e che abbiamo ascoltato, ci rappresentasse fino in fondo. Siamo perfettamente coscienti che ‘Radio Mantra’ non sia un disco spensierato, più che altro è un disco da ascoltare e da leggere per entrarci davvero.
Anche a livello di produzione è stato pensato come un corpo unico, da ‘Red Rocks’ a ‘My People’ in un flusso di musica che ci rappresenta e che si chiude con un pezzo che parla della nostra fanbase, di coloro che ci seguono e che sono attenti, che ci criticano e ci fanno complimenti, una collettività della quale siamo davvero orgogliosi.”

Un elemento – quello relazionale – che è parte del DNA di Black Beat Movement e che si manifesta anche nell’appuntamento annuale con il “pic nic”.

Una giornata di condivisione, contaminazione e interazione fra band e appassionati, un festival realizzato in barba a tutte le logiche che governano (oggi) il mondo della musica e che contribuisce a illuminare una parte importante dell’essenza di Black Beat Movement.

Black Beat Movement: creando Radio Mantra

Luca: “Forse è scontato da parte nostra dirlo, ma ‘Radio Mantra’ per me è come se fosse il primo disco della band. Eravamo arrivati al punto in cui dovevamo fare quello che io chiamo un ‘disco serio’. Non perché gli altri non lo fossero, ma perché questa volta abbiamo raggiunto il risultato che volevamo.
È un disco tutto suonato: anche i loop li abbiamo composti e suonati da zero. Anche il giradischi che si sente in ‘Blazin’’ è nostro.”

Un disco che è un azzardo e che contiene bellissime sorprese come la commistione fra il suono Black Beat Movement e quello di Technoir che si sente in ‘Woman’.
Eccellenze italiane che si incontrano in Radio Mantra.

Luca: “Questo è uno dei miei pezzi preferiti del disco e ritengo che rappresenti un modo di fare black music suonata che secondo me non esiste ancora. ‘Woman’ è la nostra avanguardia concettuale. Non dico che facciamo musica sperimentale, ma questo tipo di espressione è sicuramente nuova, non la puoi paragonare a niente in Italia e mi intriga tantissimo”

Mi fermerei un attimo a riflettere sull’onestà artistica che emerge da queste parole e da questi concetti, una caratteristica per la nostra musica preferita di cui c’è un bisogno importante, essenziale, e che fortunatamente incontra là fuori artisti che hanno il coraggio di metterla in pratica, registrarla e condividerla con noi che la possiamo ascoltare e apprezzare.
Già ti sento che pensi che queste parole siano supponenti e non sai quanto vorrei davvero riuscire a farti comprendere che se ti stanno infastidendo è a causa della loro brutale sincerità.

Luca: “L’industria musicale è arrivata al punto di farci combattere per delle briciole e questo porta gli artisti a perdere il focus su quello che stanno facendo. Noi non vogliamo che questo ci accada, per tanto saremo sempre in lotta con noi stessi per fare cose nuove. Per spingerci oltre a quello che abbiamo realizzato fino ad oggi, salendo uno scalino in più per noi stessi in primis. Non permettiamo a nessuno di limitarci nel fare cose nuove anche con metodi nuovi.
Purtroppo non siamo riusciti a realizzare un documentario su com’è nato ‘Radio Mantra’, ma mi sarebbe davvero piaciuto poter condividere tutta la parte di lavoro che è stata fatta per arrivare alle tracce che ci sono sul disco.
Ad esempio mi sarebbe piaciuto poter filmare le parti concernenti i sample. Sono tutti di musica leggera italiana e questo ci ha permesso di onorare il nostro passato musicale attraverso i campioni che abbiamo usato e che sono presi da Lucio Dalla, Adriano Pappalardo e Pino Mauro per citarne alcuni.”

Adesso il gioco divertente è quello di scoprirli.

Black Beat Movement: in italiano

Musica in italiano che ha uno spazio in ‘Radio Mantra’ dal titolo di ‘Edera’. La prima canzone cantata in italiano dalla band. Anche qui un azzardo, anche qui una perla sia a livello musicale sia di testo dove si parla di amore in maniera poco consueta.
Come essere improvvisamente catapultati nel Paese delle Meraviglie al fianco di Alice, dove fa il suo ingresso anche il cappellaio matto in una dimensione onirica che è proprietaria del suono di Black Beat Movement.

Naima: “Noi speriamo sia accolto bene dal pubblico, sì, “Edera” è un altro dei nostri azzardi. E’ stato difficile all’inizio scoprire quale fosse il mio suono in lingua italiana: io sono abituata a sentirmi sempre in inglese e dare con la voce sfumature legate all’inglese. Ero perplessa all’inizio e quella di cantare in italiano era un’idea che cullavamo da qualche tempo. Quest’anno l’abbiamo realizzata e abbiamo un valore aggiunto che è la collaborazione con Ghemon.
Si parla di amore, visto come una pianta rampicante che ricopre tutte le superfici attorno. Pianta che è sia linfa sia labirinto. Una situazione sia di enorme disagio sia di passione totalizzante. Ghemon ci è entrato benissimo, ha capito il fulcro della situazione e la sua strofa è bellissima secondo me. Pensa che non ci siamo mai confrontati: abbiamo mandato a lui il brano e lui ha elaborato la strofa cogliendo perfettamente il senso di quello che volevo raccontare senza che gli spiegassi nulla.”

Luca: “Noi con una dimensione di questo tipo ci viviamo a contatto tutti i giorni. Sia ben chiaro, la realtà è bella, meravigliosa, ma lasciare spazio anche a un po’ di psichedelia nel nostro presente è importante secondo me, è il sale della vita e della realtà. ‘Radio Mantra’ ha accelerato sia come produzione sia come scrittura su questo nostro elemento onirico.
Lo abbiamo registrato con macchine pensate per quello scopo.
Grazie al nuovo membro della band Fabio Veezo Visocchi e alla sua padronanza in materia di synth e macchine come ad esempio Oberheim Matrix, Roland Junno, Linndrum, Space Echo, Mpc60 e la saturazione attraverso il registratore a nastro Studer per noi è stato come trovare l’ultimo tassello del mosaico per il nostro suono.”

Black Beat Movement: Radio Mantra è fuori

Radio Mantra è fuori in digitale dal 16 marzo, il 23 marzo in concomitanza con l’uscita del formato fisico CD ci sarà il release party al Biko di Milano e più avanti ‘Radio Mantra’ avrà anche la sua versione in vinile.

Il messaggio di Radio Mantra è pronto ed è a portata di mano per ciascuno di noi. È un messaggio che in profondità vuole regalare speranza. Per tutti. Oggi.

E per ciascuno nel posto in cui è.

Quello che si riceve da Radio Mantra è qualcosa di non misurabile e ha a che fare con la passione che ciascuno di noi pone nelle cose che fa.

Quella passione che è il motore della nostra vita e che ci regala la possibilità di realizzare le nostre idee anche quando sono contro corrente, anche quando sono apparentemente impossibili.

La medesima passione che abbinata alla determinazione ci spinge verso quello che non conosciamo o che è “diverso” e ce ne fa apprezzare – attraverso le differenze – le qualità, permettendoci di crescere e migliorare.

Radio Mantra è l’espressione consapevole della nostra incompiutezza, è un disco maturo che ci spinge un po’ più in là, che ci regala il privilegio di perderci e grazie a noi stessi e al nostro lavoro incessante come esseri umani di ritrovarci.

Radio Mantra è un disco maturo, sotto ogni aspetto, ed è una delle cose importanti di questo 2018 musicale.

Fabio Negri
hello@fabionegri.com

Il battesimo con la musica all’età di 6 anni grazie a Fabrizio, il cugino che lo guida in un mondo fino ad allora frequentato, ma in maniera superficiale. Da allora non si è più ripreso. A casa, nello scaffale di mamma, c’era un disco, ‘Pain In My Heart’ di Otis Redding. Che ancora oggi conserva gelosamente. In radio dal 1985, nelle realtà locali, poi a scrivere su riviste musicali e portali internet e alla fine di nuovo in radio. Lavora con la sua passione del digitale e della comunicazione, ma ascolta ancora la musica su vinile. Sempre con lo sguardo su quello che succederà domani, la curiosità innata per le nuove tendenze e la passione di scoprire suoni nuovi e nuovi artisti. E il vizio di voler condividere le scoperte con gli altri.

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