Brik Liam - Gli appunti di The Soul Haven - THE ITALIAN SOUL
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Brik Liam

Brik Liam – Gli appunti di The Soul Haven

Brik Liam è “l’artista con i palloni rossi”.

“Bisogna assicurarsi che quel che stai tenendo in mano non ti condizioni, non ti leghi. C’è una differenza. E per comprendere quella differenza a volte devi lasciar perdere tutto. Dicono che se lasci andare completamente qualcuno o qualcosa, e quel qualcuno o qualcosa torna, allora è importante. Ma se non lo facesse significherebbe che non è mai stato tuo. Ma non lo sai, finchè non lo lasci andare.”

Brik Liam

E Brik Liam racconta di come lasciar andare, lasciar perdere, o semplicemente perdere. Si tratti di un rapporto, di una paura, di un dubbio, un’abitudine, nella sua musica è il coraggio di afforntare le cose. Per quello che sono.

La sua musica ha le radici nere e si sviluppa nella contemporaneità sia per i suoni che per le strutture scritte, non a caso le due influenze più presenti (che derivano dai suoi ascolti) sono Marvin Gaye e Musiq Soulchild. L’attitudine è quella del bravo artigiano: nulla si presenta se non è perfettamente levigato e in linea con l’umore e l’istinto artistico. Compresi i palloni rossi che nel suo contesto sono decisamente meno inquietanti di quelli di IT di Stephen King.

La curiosità è nel nome: Brik, una variazione del termine brick, mattone, per il suo amore verso il colore rosso. E Liam è il suo vero cognome abbreviato, da Williams. Un esorido acustico, nel 2014, con RedOctober e l’approccio più elettronico con Mr Liam’s Neighborhood; tra i due un intervallo di tre anni, per trovare la propria identità artistica che ci raggiungerà il 13 Ottobre con l’uscita di #TALP, The Ascension LP, un lavoro più maturo, conemporaneo e strutturato dal quale è già emerso più di qualche dettaglio.

Riassunto in un hashtag: #TALP

The Soul Haven, è il programma radiofonico del martedì in diretta alle 21 su Radio Stonata (ascoltabile in podcast nella sezione webradio) Siete ovviamente i benvenuti!

 

 

Fabio Negri
hello@fabionegri.com

Il battesimo con la musica all’età di 6 anni grazie a Fabrizio, il cugino che lo guida in un mondo fino ad allora frequentato, ma in maniera superficiale. Da allora non si è più ripreso. A casa, nello scaffale di mamma, c’era un disco, ‘Pain In My Heart’ di Otis Redding. Che ancora oggi conserva gelosamente. In radio dal 1985, nelle realtà locali, poi a scrivere su riviste musicali e portali internet e alla fine di nuovo in radio. Lavora con la sua passione del digitale e della comunicazione, ma ascolta ancora la musica su vinile. Sempre con lo sguardo su quello che succederà domani, la curiosità innata per le nuove tendenze e la passione di scoprire suoni nuovi e nuovi artisti. E il vizio di voler condividere le scoperte con gli altri.

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