Brown Sugar - 22 anni fa conoscevamo D'Angelo - THE ITALIAN SOUL
5330
post-template-default,single,single-post,postid-5330,single-format-standard,qode-listing-1.0.1,qode-social-login-1.0,qode-membership-navigation-over-title,qode-news-1.0,qode-quick-links-1.0,ajax_fade,page_not_loaded,,hide_top_bar_on_mobile_header,qode-child-theme-ver-0.0.1,qode-theme-ver-12.1.1,qode-theme-bridge,bridge-child,wpb-js-composer js-comp-ver-4.12,vc_responsive
Brown Sugar

Brown Sugar – 22 anni fa conoscevamo D’Angelo

22 anni fa usciva Brown Sugar, primo disco di D’Angelo.

Più o meno esattamente 22 anni fa il mondo della musica black subì uno sconvolgimento di una certa portata. Fu un disco a dare adito alla piccola rivoluzione in questione, il primo LP di uno degli artisti più bravi e talentuosi degli ultimi 25-30 anni nel campo della musica soul (e non solo): D’Angelo. L’album in questione, come molti di voi avranno capito, è Brown Sugar, luminoso esordio dell’artista nato a Richmond, Virginia. E’ con questo album, uscito il 4 luglio del 1995, che un sottogenere un po’ di nicchia come il neo soul comincia a prendere seriamente piede e ad avere anche un certo ascendente commerciale. D’altronde, quasi mai nessuno prima di allora aveva saputo unire con una maestria tale il mondo più legato al soul classico e quello più ancorato a sonorità hip hop ed elettroniche.


D’Angelo, invece, ci riuscì, e anche bene; pezzi come la title-track Brown Sugar, l’inquieta Shit, Damn, Motherfucker e l’orecchiabile Lady sono gli esempi più lampanti, ma tutti i brani del disco sono di grande spessore, tutti piccoli capolavori nel loro genere. Il genio di D’Angelo fu lampante sin da questo primo album, prodotto, arrangiato, suonato e scritto prevalentemente da lui. Il successo che ne derivò fu grande, sia dal punto di vista delle vendite (mezzo milione di copie vendute nei primi tre mesi mesi nei soli Stati Uniti), che dal punto di vista della critica, che lo individuò subito come erede della grande tradizione soul/funk/R&B statunitense; i paragoni coi vari Prince, Al Green, Sly & The Family Stone, Curtis Mayfield e Marvin Gaye, non a caso, si sprecarono…

Brown Sugar è stato sin da subito identificato con il genere neo soul, sia dagli esperti di settore che dai semplici ascoltatori, ed è forse questo il suo più grande merito, che lo si voglia o no. Per questo motivo, oltre che per il suo spessore artistico, è stato ed è ancora uno degli album più influenti (insieme ai contemporanei Urban Hang Suite di MaxwellBaduizm di Erykah Badu) per quanto riguarda il mondo R&B/Soul moderno. Tanta musica che apprezziamo oggi potrebbe non esistere senza Brown Sugar, e tanta ne esisterà ancora grazie ad esso. Noi, nel frattempo, continuiamo a farlo suonare a tutto volume: 22 anni sono tanti, ma non sembrano essere passati per questo capolavoro…

Michele Capasso
assomiki@gmail.com
No Comments

Post A Comment
Or