Carolina - Childhood - THE ITALIAN SOUL
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Carolina – Childhood

Oggi parliamo di Childhood, primo disco della cantante bresciana Carolina.

Ricevendo parecchie richieste di recensioni, interviste o anche semplici pareri, a volte rischia di sfuggire qualcosa alle nostre orecchie. Stava per succedere anche con Carolina Faroni, in arte semplicemente Carolina, giovanissima cantante soul originaria di Brescia; fortunatamente, siamo ricapitati sulla sua mail, abbiamo ascoltato il disco e abbiamo deciso di scriverne.

Carolina Faroni nasce nel 1996 a Brescia. Come lei stessa accenna nel video creato appositamente per la campagna di crowdfuding realizzata per produrre il disco, sin da piccola si dimostra una bambina vivace e creativa. Da qui, il passo verso la musica sembra breve; il primo approccio concreto col canto lo ha in un coro, piccola rampa di lancio che la spinge a dedicare parte della propria vita alla musica. Negli anni successivi questa passione matura, le esperienze pure e gli ascolti si fanno più impegnati: Stevie Wonder, Joss Stone, Aretha Franklin, ma anche Bob Dylan o The Beatles sono alcune delle maggiori influenze che Carolina cita nella sua biografia. Nel 2014, a diciott’anni, partecipa anche all’ottava edizione di X Factor, venendo però eliminata agli home visit. Ovviamente, il suo sogno nel cassetto non viene nemmeno scalfito da questa delusione. L’anno successivo, infatti, due amici le regalano la possibilità di registrare in uno studio a Londra, con tanto di biglietto aereo. Da qui, la già citata campagna di crowdfunding, sfociata poi effettivamente nella creazione del primo LP di Carolina, Childhood (in realtà registrato poi in Toscana, all’Officina Sonora del Bigallo). 


Già dalla copertina Childhood fa capire quali storie intende raccontare: quelle dell’infanzia e dell’adolescenza di una ragazza innamorata della musica. Proprio la musica riflette tutto ciò, portando l’ascoltatore nel proprio mondo fatto di gioia, spensieratezza e spontaneità, con qualche vena di affettuosa malinconia, tipica di chi sta parlando del proprio passato. Tutti i brani sono stati scritti da Carolina in inglese, lingua che padroneggia in maniera egregia, vista anche le giovane età, arrangiati da Poncio Belleri ed Ottavio Barbieri (protagonista anche in veste di chitarrista e tastierista nel disco) e rifiniti a Brescia da Emilio Rossi e Max Comincini. Dal punto di vista stilistico, Childhood è fedele a quelle che sono le influenze che hanno segnato Carolina; principalmente soul, quindi, con tanto funk e venature blues di contorno. Tra le dieci tracce, ci sentiamo di segnalarne due in particolare, forse le più malinconiche, ma anche tra le più evocative di Childhood: Lean on Me, cover del celebre brano di Bill Withers, arrangiata in maniera veramente interessante, e l’ultima traccia del disco, Sunny Side.

In definitiva, Childhood è sicuramente un esordio degno di nota, considerando che è stato scritto ed inciso, in maniera totalmente indipendente, da una ragazza di appena vent’anni, ma già in grado di trasportare l’ascoltatore nel proprio mondo. Un inizio che promette di portare parecchie soddisfazioni, sia a Carolina stessa, sia a chi vorrà seguirla ed ascoltarla, ora e in futuro. Un futuro che speriamo possa essere presto “presente”.

Michele Capasso
assomiki@gmail.com
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