Children Of Zeus - Gli appunti di The Soul Haven - THE ITALIAN SOUL
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Children Of Zeus

Children Of Zeus – Gli appunti di The Soul Haven

Children Of Zeus è un duo di Manchester, formato da Konny Kon e Tyler Daley, che ha conquistato The Soul HavenKonny Kon è un beatmaker, più conosciuto per essere un terzo dei Broke’N’English, mentre Tyler Daley – consociuto anche come Hoodman – ha un passato da MC e attore prima di essere oggi una delle voci soul più interessanti in giro (sono sue le collaborazioni con Caron Wheeler e 50 Cent, ad esempio). Dopo aver presidiato Soundcloud con le loro prime produzioni, Children Of Zeus arrivano a compilare un esordio che scaturisce dalla coppia di tracce Still Standing e No Strings Attached.

Siccome oggi come oggi è più semplice farsi capire attraverso paragoni che non attraverso lunghe descrizioni, si possono collocare Children Of Zeus a fianco dei suoni e dei paesaggi di Anderson Paak, Slum Village, Madlib e Maxwell. Benchè provenienti dal Regno Unito e dalla scena dell’Hip Hop inglese, il duo sembra non aver assorbito quel tipo di cultura, spingendosi invece nel territorio americano per sedimentare la propria cifra stilistica. La bilancia pende certamente più dal lato (neo) soul, infatti. Cresciuti con le somministrazioni di Hip Hop degli anni 80 e 90 da parte delle radio pirata inglesi che hanno ristabilito un posto d’onore alla musica black, oggi fanno parte di quegli artisti che sono trasversali (termine caro anche al nostro Simone Cazzaniga, nda) e in questo caso a cavallo tra hip hop e soul o, meglio, “classic soul for hip hop heads”, per dirlo alla loro maniera.

Attivissimi sulla rete oltre che sui canali social con una serie di podcast nella quale raccontano la loro raccolta di dischi (e ci sono chicche incredibili da ascoltare), set infuocati come questo Boiler Room a Londra e un canale Soundcloud pieno di musica. The Story So Far…, il loro debutto su First World Record è questo: su vinile un EP con sei tracce e una versione digitale estesa.

Enjoy!


Fabio Negri
hello@fabionegri.com

Il battesimo con la musica all’età di 6 anni grazie a Fabrizio, il cugino che lo guida in un mondo fino ad allora frequentato, ma in maniera superficiale. Da allora non si è più ripreso.
A casa, nello scaffale di mamma, c’era un disco, ‘Pain In My Heart’ di Otis Redding. Che ancora oggi conserva gelosamente.
In radio dal 1985, nelle realtà locali, poi a scrivere su riviste musicali e portali internet e alla fine di nuovo in radio.
Lavora con la sua passione del digitale e della comunicazione, ma ascolta ancora la musica su vinile.
Sempre con lo sguardo su quello che succederà domani, la curiosità innata per le nuove tendenze e la passione di scoprire suoni nuovi e nuovi artisti. E il vizio di voler condividere le scoperte con gli altri.

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