Isaiah Sharkey - gli appunti di The Soul Haven - THE ITALIAN SOUL
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Isaiah Sharkey – gli appunti di The Soul Haven

Isaiah Sharkey ha 28 anni ed è di Chicago. La prima curiosità è che con i suoi genitori viveva in una casa nella via ora dedicata a Curtis Mayfield. La seconda è che ben presto inizia a suonare e a 14 anni trascrive le partiture di chitarra di George Benson. Poco dopo, va in tour con Ronald Isley nel ruolo di chitarra solista e partecipa alla registrazione di due suoi dischi.

Nel 2009 prende parte alla realizzazione di un disco importante, ancora più di ogni sua precedente collaborazione. Si tratta di ‘Black Messiah’ di D’Angelo, con il quale vince il Grammy nel 2015.

Isaiah Sharkey D'Angelo
Ora Isaiah Sharkey è in pianta stabile nella band di John Mayer.

Isaiah Sharkey John Mayer
Con questo curriculum e un disco uscito da qualche giorno non si può ignroare ancora un chitarrista che fonde sapientemente il soul, l’RnB e il rock in una cifra stilistica personale e modernissima. Va bene, a suo nome il debutto è con una cover dei Cream, Sunshine Of Your Love, cui seguono altri due singoli – rigorosamente fuori da Love Life Live, ma è l’album che sorprende.

Isaiah Sharkey riesce ad accomodare Dj Jazzy Jeff nell’ipnotica It’s A Shame così come Lalah Hathaway su un’ardita e dilatata Get To Your Heart, jazzata quanto basta per conquistare i palati più “alti”. Nel suo sviluppo il disco è meno impervio rispetto a quando ha suonato nei The Vanguard e meno rock rispetto a quanto Mayer solitamente propone: si tratta, in Love Life Live, di un viaggio sulle atmosfere più eleganti del (neo) soul, quello che abbraccia il jazz e ne incorpora quanto basta per ‘Lh’, o destruttura una costruzione standard come Believe e la rende uno dei punti più belli del disco, che su Spotify è qui:

Lo ascolteremo e racconteremo a lungo in The Soul Haven, il programma radiofonico del martedì alle 21 su Radio Stonata (ascoltabile in podcast nella sezione webradio di questo sito)

Fabio Negri
hello@fabionegri.com

Il battesimo con la musica all’età di 6 anni grazie a Fabrizio, il cugino che lo guida in un mondo fino ad allora frequentato, ma in maniera superficiale. Da allora non si è più ripreso.
A casa, nello scaffale di mamma, c’era un disco, ‘Pain In My Heart’ di Otis Redding. Che ancora oggi conserva gelosamente.
In radio dal 1985, nelle realtà locali, poi a scrivere su riviste musicali e portali internet e alla fine di nuovo in radio.
Lavora con la sua passione del digitale e della comunicazione, ma ascolta ancora la musica su vinile.
Sempre con lo sguardo su quello che succederà domani, la curiosità innata per le nuove tendenze e la passione di scoprire suoni nuovi e nuovi artisti. E il vizio di voler condividere le scoperte con gli altri.

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