Justin Timberlake - Man Of The Woods - THE ITALIAN SOUL
6239
post-template-default,single,single-post,postid-6239,single-format-standard,qode-listing-1.0.1,qode-social-login-1.0,qode-membership-navigation-over-title,qode-music-1.0.3,qode-quick-links-1.0,woocommerce-no-js,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_grid_1200,overlapping_content,hide_top_bar_on_mobile_header,columns-3,qode-theme-ver-17.0,qode-theme-bridge,wpb-js-composer js-comp-ver-5.5.2,vc_responsive
Justin Timberlake

Justin Timberlake – Man Of The Woods

Justin Timberlake NON ha fatto un disco country

Man Of The Woods di Justin Timberlake NON è un disco country.

Alla faccia di tutto quello che potrai leggere a proposito.

Partiamo da qui, sgomberando lo scenario dalla polvere, dagli stivali e dalle praterie.

Se vuoi proprio una giustificazione al fatto che abbiano strombazzato il nuovo di Justin Timberlake come un disco country, è perché ci sono delle influenze – in alcune tracce – di Nashville e sono quelle di gente tipo Mumford & Sons, non quelle di Willie Nelson.

E se proprio vogliamo fare i talebani della situazione, Man Of The Woods di Justin Timberlake è un disco terribilmente “pop”, fatto bene, aggiustato sapientemente sia nelle parti affidate a Timbaland che a quelle affidate ai Neptunes.

E Justin si è preso dei rischi, grossi per un progetto di questo calibro. Ma non voglio correre troppo.

Che Country e Soul andassero d’accordo non è una storia nuova.

Del resto, da Ray Charles a Percy Sledge, da Solomon Burke al presente bellissimo di Anderson East, è una storia con cui conviviamo.

E adesso arriva Justin Timberlake e tutto il marketing (tanto!) di  ‘Man Of the Woods’ puntava sull’ “ho fatto un disco country”.

Sono due gli scenari possibili. Il primo è che questa affermazione sia vera, il secondo che il buon Justin (o il suo ufficio marketing) abbia qualche idea confusa.

Justin Timberlake ha fatto Man Of The Woods e secondo me adesso ti guarda così.

Ritenere ‘Filthy’, il singolo che ha aperto le danze, country è ridicolo.

Oppure, passando per ‘Morning Light’ con Alicia Keys viene da pensare che sia country anche Sam Smith.

E prima c’è stata ‘Midnight Summer Jam’ quasi a volerci dire che Stevie Wonder, George Michael dell’era Faith e addirittura Nile Rodgers siano country.

Già, il titolo può indurre all’inganno: Man Of The Woods. E poi la canzone ha sì qualche inflessione country, ma quasi sposata con il Doo Wop su una produzione minimale sì, ma moderna, quasi come se ci si trovasse ad ascoltare un pezzo bello (finalmente!) di Ed Sheeran insieme a  ‘The Hard Stuff’.

‘Montana’ sembra uscita dalle session di registrazione di The Weeknd, scappata prima di essere completata nei suoni, ma anche qui di country non ne troviamo.

‘Livin’ Off The Land’ è un esperimento curioso e coraggioso per un artista del calibro di Justin Timberlake. Osa, qui, e diventa una delle tracce più interessanti di ‘Man Of the Wood’.

Adesso scriviamolo chiaro: ‘Man Of the Woods’ è lungi dall’essere un capolavoro di album.

Di sicuro l’esperimento rischioso fa portare a casa un buon “sei” di media a Timberlake perché là dove ci sono i “pezzi forti” presto arrivano alcune tracce disastrose e poco riuscite (o quanto meno poco credibili se si prende Man Of The Woods come album).
Però ci sono alcuni pezzi che rimarranno a lungo, quelli che hanno conservato il sapore nero con cui Timberlake flirta da sempre.

Non è un disco brutto, ‘Man Of The Woods’, e come sigilla la finale ‘Young Man’ ora Justin è papà, è uomo di famiglia, è diventato grande.

E ‘Man Of The Woods’ è lo sguardo, a volte furbo, dell’uomo Justin Timberlake che di lavoro fa la pop star. E non fa dischi country.

 

 

 

 

 

Fabio Negri
hello@fabionegri.com

Il battesimo con la musica all’età di 6 anni grazie a Fabrizio, il cugino che lo guida in un mondo fino ad allora frequentato, ma in maniera superficiale. Da allora non si è più ripreso. A casa, nello scaffale di mamma, c’era un disco, ‘Pain In My Heart’ di Otis Redding. Che ancora oggi conserva gelosamente. In radio dal 1985, nelle realtà locali, poi a scrivere su riviste musicali e portali internet e alla fine di nuovo in radio. Lavora con la sua passione del digitale e della comunicazione, ma ascolta ancora la musica su vinile. Sempre con lo sguardo su quello che succederà domani, la curiosità innata per le nuove tendenze e la passione di scoprire suoni nuovi e nuovi artisti. E il vizio di voler condividere le scoperte con gli altri.

No Comments

Post A Comment
Or

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.