Kihmy - Gli appunti di The Soul Haven - THE ITALIAN SOUL
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Kihmy

Kihmy – Gli appunti di The Soul Haven

Kihmy si presenta quasi in punta di piedi. Only For Love è il titolo del suo lavoro attraverso il quale coniuga i suoni del soul, del funk e dell’hip hop, dell’elettronica e li racconta a volte in italiano ed altre in inglese. Non solo: è anche autrice, Kihmy, quindi si cuce addosso musica, parole ed espressione. Ad esempio quella di una delusione, poi girata in bianco e nero, come quella di Dear Friend

Eleganza ed essenzialità sono le parole d’ordine per la realizzazione di Only For Love, traccia che intitola il lavoro e lo apre, invitando a una danza di seduzione che conquista man mano nel prosieguo degli ascolti fin giù alla conclusione più acustica de La Mia Strada. Era facile cadere nella riproposizione di stili e colori cui siamo abituati dagli ambiti internazionali, ma la scrittura di Kihmy, le chitarre di Matteo Finizio e il mix di Bassi Maestro che accomoda al meglio la produzione sono un lavoro di sartoria che – ed è questo l’aspetto più interessante di tutto Only For Love – rendono unica e riconoscibile la proposta musicale.

Sono questi i suoni che ci piacciono e che ci piace condividere perché, pur non negando i posti dai quali provengono, riescono a farci scoprire qualcosa di personale e nuovo. Non è facile oggi, pertanto Only For Love rientra di diritto in quelle oasi di musica che ci fanno stare bene, che sono sofisticate ma non eccedono nell’autocompiacimento, che sono ben scritte e ben realizzate e possono fare la differenza. Only For Love nel suo sviluppo ti butta un po’ di freddo addosso, non accomoda, avvolge e sfida. Per questo ti conquista. Lo ascolti, di nuovo, e ogni volta scorgi qualcosa di nuovo. Dote poco usuale, oggi, nel panorama musicale. Altro punto a favore.

La proposta di Kyhmi ha una forza che raramente abbiamo ascoltato dalle nostre parti e che ci consegna mezz’ora di musica che alza l’asticella e pone la consapevolezza artistica al primo posto.

Fabio Negri
hello@fabionegri.com

Il battesimo con la musica all’età di 6 anni grazie a Fabrizio, il cugino che lo guida in un mondo fino ad allora frequentato, ma in maniera superficiale. Da allora non si è più ripreso.
A casa, nello scaffale di mamma, c’era un disco, ‘Pain In My Heart’ di Otis Redding. Che ancora oggi conserva gelosamente.
In radio dal 1985, nelle realtà locali, poi a scrivere su riviste musicali e portali internet e alla fine di nuovo in radio.
Lavora con la sua passione del digitale e della comunicazione, ma ascolta ancora la musica su vinile.
Sempre con lo sguardo su quello che succederà domani, la curiosità innata per le nuove tendenze e la passione di scoprire suoni nuovi e nuovi artisti. E il vizio di voler condividere le scoperte con gli altri.

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