Myles Sanko - Gli appunti di The Soul Haven - THE ITALIAN SOUL
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Myles Sanko

Myles Sanko – Gli appunti di The Soul Haven

Myles Sanko è indubbiamente uno degli artisti più interessanti che arrivano dall’Inghilterra. Questa volta la mettiamo sul piano personale: è uno di quegli artisti che non solo mi fanno e hanno fatto compagnia per tante ore di musica ascoltata e condivisa, ma per il quale nutro un grande rispetto. E non si parla del suo passato da cuoco oppure di un’analisi della sua biografia, ma di come le sue qualità di performer siano eccellenti, del rapporto che costruisce ogni giorno con i suoi estimatori, del suo saper essere sempre e comunque solare e del suo indiscusso talento artistico.

Myles Sanko

Ci vuole poco, e lo abbiamo già spiegato qui, per farsi conquistare da Myles Sanko quando si ha il privilegio di vederlo all’opera sul palco. Nel suo percorso artistico, poi, non ha mai scansato nessun ostacolo. Prendiamo ad esempio quell’ostacolo che spesso è visto malissimo dai musicisti che è quello di vedersi remixare e rivestire una canzone: lui lo ha fatto diverse volte, passando dalle sonorità di Renegades Of Jazz fino ad arrivare a quelle Rob Hardt nella sua uscita più recente, quella di Forget Me Not.

Proprio qui volevo fermarmi.

Con il suo terzo disco, quello più personale di tutti, Just Being Me, mette in musica temi importanti quali il potere (in Promises) oppure l’emancipazione (in Just Being Me), o ancora la riflessione sui tempi moderni e violenti che stiamo vivendo in mezzo a odio, razzismo e separazione (in This Ain’t Living) o ancora le conseguenze di una malattia come l’Alzheimer (nella più recente Forget Me Not).

Si diventa più personali, si vede – nel caso di Forget Me Not – come una canzone d’amore possa avere messaggi importanti a secondo di come la si illumina: una ballad, in sostanza, che va oltre. Che diventa, quando l’Alzheimer colpisce e scolora sbiadendo i ricordi – anche quelli più cari – in maniera ineluttabile. Esce allo scoperto, Myles Sanko, con il suo terzo lavoro e lo fa anche a livello di immagine. Sua la scrittura, la direzione e lo shooting dei video che accompagnano gli estratti da Just Being Me, che si possono trovare sul ben curato canale YouTube e che per Forget Me Not si presentano così:

Fabio Negri
hello@fabionegri.com

Il battesimo con la musica all’età di 6 anni grazie a Fabrizio, il cugino che lo guida in un mondo fino ad allora frequentato, ma in maniera superficiale. Da allora non si è più ripreso.
A casa, nello scaffale di mamma, c’era un disco, ‘Pain In My Heart’ di Otis Redding. Che ancora oggi conserva gelosamente.
In radio dal 1985, nelle realtà locali, poi a scrivere su riviste musicali e portali internet e alla fine di nuovo in radio.
Lavora con la sua passione del digitale e della comunicazione, ma ascolta ancora la musica su vinile.
Sempre con lo sguardo su quello che succederà domani, la curiosità innata per le nuove tendenze e la passione di scoprire suoni nuovi e nuovi artisti. E il vizio di voler condividere le scoperte con gli altri.

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