Netflix & Jazz - The Italian Soul
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Netflix And Jazz - The Italian Soul

Netflix & Jazz

Netflix e il jazz non sono mai stati così vicini.

Ultimamente Netflix si è data da fare in maniera encomiabile per quanto riguarda film e documentari riguardanti la musica, soprattutto la musica jazz, con nomi quali Nina Simone, Nat King Cole, John Coltrane, Clark Terry e Lee Morgan. Essendomi gustato i documentari girati su questi ultimi tre mostri sacri della musica afro-americana, oggi cercherò di raccontarveli e recensirveli brevemente, in modo che possiate farvi un’idea e, chissà, spendere qualche ora del vostro tempo in compagnia di questi straordinari personaggi.

Chasing Trane (John Scheinfeld, 2017)

John Coltrane è stato senza dubbio, oltre ad uno dei più grandi musicisti del secolo scorso, un personaggio estremamente profondo, interessante e spiritualmente ricchissimo, capace di ispirare generazioni su generazioni di musicisti (e non solo). Un profilo del genere è ideale per la realizzazione di un documentario, eppure, a cinquant’anni dalla sua morte, forse solo con Chasing Trane il sassofonista americano ha avuto il tributo che gli spettava. Il film ha il grande pregio di scavare abbastanza in profondità nella vita e nell’animo di Coltrane, raccontando, anche grazie a foto molto suggestive che lo ritraggono in momenti particolarmente intimi (in pigiama, in salotto coi figli, a spasso col cane, ecc…), accompagnate dalle più classiche realizzate in studio di registrazione o ai concerti, chi era la persona John Coltrane senza troppi veli. Certo, la musica forse avrebbe meritato qualche spazio in più, e gli illustri ospiti intervistati durante il documentario a volte sembrano poco azzeccate (Bill Clinton? John Densmore? Santana?), ma si sa che per arrivare a un pubblico più ampio si deve giungere a dei compromessi. In ogni caso, ve lo consigliamo caldamente, anche solo per godervi la voce narrante del grande Denzel Washington.


Keep On Keepin’ On (Alan Hicks, 2014)

In questo film/documentario bello ed emozionante, girato da Alan Hicks e prodotto dal grande Quincy Jones, viene affrontata una situazione tipica del mondo del jazz: il rapporto tra maestro ed allievo. I protagonisti sono il grande trombettista Clark Terry, all’epoca novantenne forzatamente allettato dal diabete, e il suo protetto Justin Kauflin, giovane e talentuoso pianista cieco all’inizio della propria carriera. Justin trova in Clark un mentore perfetto per crescere e migliorare musicalmente e umanamente, pur attraversando diverse difficoltà che la vita gli mette sulla strada, e Clark trova in Justin l’alunno perfetto, il cui impegno e grande affetto lo aiuteranno negli ultimi anni di vita, non certo facili visti i grandi problemi di salute che lo affliggevano. Ovviamente il finale sa molto, quasi troppo di “favola”, se vogliamo, con Justin che viene scoperto da Quincy Jones proprio a casa dell’amico Clark Terry e portato immediatamente in tour mondiale con la sua band, ma è anche questo il bello del film: la perseveranza, anche nelle difficoltà, seguita dai risultati. Da non perdere!


I Called Him Morgan (Kasper Collin, 2016)

Questo film/documentario, diretto dallo svedese Kasper Collin, è un piccolo capolavoro. Anche qui, non aspettatevi granché dal punto di vista dell’analisi tecnica della musica; in questo modo potrete godervi l’incredibile e tormentatissima storia di Lee Morgan, trombettista dal talento e dalla sfortuna infiniti, morto a nel 1972 a 33 anni per mano della moglie Helen Moore. La particolarità del film sta nel fatto che è proprio Helen, intervistata da un appassionato di jazz nella sua casa a Wilmington, North Carolina, qualche mese prima di morire, a raccontare gran parte della storia, anche della propria, non meno interessante e tragica di quella del marito. Il risultato è uno spaccato nitido e fedele della “comunità jazz” di New York negli anni ’50/’60, resa accuratamente anche grazie a degli ospiti qui sì veramente azzeccati come Wayne Shorter, Bennie Maupin, Charli Persip, Tootie Heath e molti altri, tutti musicisti che conoscevano bene Lee Morgan. Consigliatissimo, per appassionati e non!


 

Michele Capasso
assomiki@gmail.com
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