Ola Onabule - It's the Peace That Deafens - THE ITALIAN SOUL
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Ola Onabule – It’s the Peace That Deafens

love again

Ola Onabule – It’s the Peace That Deafens

Scoprite con noi il nuovo album di Ola Onabule.

Ola Onabule nasce il 30 marzo del 1964 ad Islington, sobborgo di Londra, da genitori Nigeriani.  All’età di 7 anni è costretto a seguirli a Lagos, capitale del suo paese d’origine, dove vivrà per i successivi dieci anni. Ovviamente il periodo dell’infanzia e dell’adolescenza saranno fondamentali per la sua formazione artistica:

“…C’era moltissima musica a casa mia durante la mia infanzia e adolescenza; mia madre era, ed è ancora, una ‘spontaneous hummer’– significa che spessissimo mormorava qualche canzone, soprattutto Motown, o i Beatles o Fela Kuti, oppure qualche altro re juju come Sunny Ade. Poi ci fu un mio cugino che era ossessionato da James Brown, quindi quest’ultimo divenne velocemente un elemento di fascino per me. All’inizio dell’adolescenza invece scoprii Stevie Wonder e Donny Hathaway, mentre qualche anno dopo mi innamorai del jazz, soprattutto di Miles Davis, degli Steely Dan e di Michael McDonald…” “…Lagos era rumorosa, caotica, impegnativa e disorientante, ma allo stesso tempo riusciva ad essere eccitante, profondamente arricchente dal punto di vista spirituale, musicale e ritmica…”.

 

Tornato a Londra Ola comincia a studiare legge. Aveva quasi completato un percorso di tre anni che gli avrebbe permesso di laurearsi quando decise di iniziare a frequentare il politecnico del Middlesex per ottenere una laurea artistica.

“…Ho iniziato suonando spesso in bar o ristoranti, anche se non sempre in solo, (quindi suonando la chitarra e cantando). Facevo così quando andavo all’università e studiavo per diventare un avvocato. Non pensavo che sarei mai diventato un cantante e cantautore professionista allora, ma sapevo che la musica era molto importante per me. Questo fino a quando incontrai delle persone con una grossa reputazione nel jazz: fu allora che pensai di lasciare gli studi di legge per fare della musica il mio lavoro principale…’

 

 

Il talento di Ola gli permise di essere notato da varie etichette, tanto che all’inizio degli anni ’90 venne messo sotto contratto dalla Elektra Records, una branca della Warner Bros Records. Tutto ciò, però, durò molto poco. Onabule si rifiutò di lavorare in un mondo di compromessi, bugie e pseudoarte come spesso è quello discografico e decise di costruire uno studio di registrazione e di fondare una propria etichetta, la Rugged Ram Records. Libero da ogni vincolo contrattuale ed artistico, cominciò a registrare musica per conto proprio, realizzando il primo album nel 1995.

 

In questi vent’anni di carriera Ola ha realizzato otto album (sette con la propria etichetta e uno con la Dot Time Records) e girato il globo con il proprio progetto e a fianco di altri grandissimi musicisti. Il suo ultimo album, “It’s the Peace That Deafens” è uscito proprio qualche giorno fa, il 18 settembre, unico album di Ola non prodotto dalla sua casa discografica, bensì dalla Dot Time Records.

 

 

“It’s the Peace That Deafens” è un album che descrive perfettamente la vita (o almeno una parte di essa) e il percorso artistico del cantante anglo-nigeriano. Innanzitutto si percepisce immediatamente un’influenza africana (soprattutto della musica yoruba) che permea l’intero disco, soprattutto nel modo di cantare di Ola. Inoltre, si possono notare in ogni pezzo del disco il soul di Donny Hathaway e Stevie wonder affiancato da influenze più funk, afro beat e soprattutto jazz, altro genere che ha pesantemente influenzato Ola al suo ritorno dalla Nigeria (Herbie Hancock, Joe Zawinul e Nina Simone sono tra i suoi eroi musicali). Grossa rilevanza hanno anche i testi, i quali guardano con un misto di orgoglio, rabbia e nostalgia alle radici africane di Ola. Per chi non capisse l’inglese, potrebbe essere utile guardare il video musicale di “Jankoriko”, primo singolo estratto dall’album, un cortometraggio dal forte impatto emotivo che ben rappresenta ciò che Lagos e la Nigeria sono per Onabule.

 

Ola Onabule è un raro esempio di integrità artistica, morale ed intellettuale nel mondo della musica. La Nigeria, suo paese d’origine, è una delle nazioni con più corruzione e violenza (religiosa e non) nel mondo. Ola ha deciso nel suo piccolo, di ribellarsi a tutto ciò rifiutando ogni compromesso e facendo leva solo sul frutto del proprio lavoro, cercando di dare un esempio diverso, una speranza in più, uno spiraglio:

“…Il mio ultimo disco è una collezione di canzoni che riguardano la mia esperienza e la mia percezione dell’Africa, più specificatamente della Nigeria. Ho passato lì 9 anni della mia infanzia, e sono arrivato a un punto della mia vita dove è quasi obbligatiorio essere nostalgici. Ho sempre dovuto lottare intensamente con la mia ‘nigerianità’: da una parte sono molto orgoglioso del mio essere nigeriano, dall’altra provo invece molta tristezza a causa dei miei ricordi e di cose che sono avvenute lì e che continuano ad avvenire […]. Le canzoni sono storie e memorie che ho di quel periodo. Ho deciso di chiamare l’album ‘It’s the Peace That Deafens’ (‘È la Pace Che Assorda’) perché ho realizzato di non aver mai veramente sentito o visto alcuno sforzo concentrato nel cambiare molte cose che penso andrebbero cambiate. I nigeriani sono tra le persone più istruite dell’Africa, ma sono anche molto conformisti…”

 

“…Nessuno ha mai veramente voluto rompere l’equilibrio. Vogliono mantenere lo status quo, o quello che chiamano pace. Penso che questa pace sia il suono più cupo che abbia mai sentito…”.

 

 

Sito ufficiale

Intervista 1

Intervista 2

 

 

 

 

Michele Capasso
assomiki@gmail.com
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