The Mountaintop Speech - 50 anni dalla scomparsa di Martin Luther King
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The Mountaintop speech

The Mountaintop speech – 50 anni dalla scomparsa di Martin Luther King Jr.

The Mountaintop Speech. Jazz, Soul e Hip-Hop e movimento dei diritti civili.

The Mountaintop Speech. Oggi The Italian Soul ospita sul blog la rubrica “Improvising On The Changes” prodotta, curata e musicalizzata dal nostro Dante Laricchia.

La scorsa settimana sono stati celebrati i 50 anni dalla scomparsa di Martin Luther King Jr, assassinato il 4 Aprile del 1968 su un balcone del Lorraine Motel a Memphis. Il giorno precedente aveva pronunciato quello che sarebbe stato il suo ultimo discorso, conosciuto come “The Mountaintop Speech”.

Costantemente sottoposto ad ogni forma di intimidazione fisica e psicologica (soprattutto da parte dell’FBI), il reverendo era ben cosciente di essere un bersaglio mobile, ma ciò non gli impediva di continuare ad esporsi, per raggiungere un obiettivo che trascende l’individuo e il suo istinto di autoconservazione.

“Non so cosa succederà adesso. Ci aspettano giorni difficili. Ma realmente non mi preoccupa. Perché sono stato in cima alla montagna. E non sono preoccupato. Come chiunque, mi piacerebbe vivere una lunga vita – la longevità ha la sua importanza. Ma questo adesso non mi preoccupa. Voglio solo compiere la volontà di Dio. E lui mi ha concesso di salire sulla montagna. E ho guardato in basso e ho visto la Terra Promessa. Potrei non arrivarci assieme voi, ma voglio che sappiate questa sera che noi, come popolo, arriveremo alla terra promessa. E quindi sono contento che questa sera. Niente mi preoccupa, non temo nessun uomo. I miei occhi hanno visto la gloria della venuta del Signore.”

La musica Afro-Americana ha da sempre rappresentato molto più che una semplice colonna sonora per il Movimento dei Diritti Civili.
Ogni sua forma di espressione Soul, Gospel, Jazz, Hip-Hop è stata creata attorno ai concetti di comunità e condivisione, incarnando valori della tolleranza e dell’inclusione, in maniera da rendere la dimensione artistica imprescindibile dal contesto sociale.

La figura di Martin Luther King è una delle più nobili personificazioni di questo spirito, e il suo status di gigante della comunicazione rende il parallelo con i grandi della musica affatto azzardato.

Considerando che qualificare un pastore evangelico battista come parte integrante della scena Gospel (da sempre scuola per gran parte dei musicisti soul, jazz e blues) non dovrebbe sorprendere nessuno, mi permetto di suggerire un accostamento più audace.
Per la sua posizione prominente di predicatore e attivista, King rappresenta uno dei più grandi rapper della storia, capace di muovere le masse con la forza delle sue parole. Ma non è tutto: ogni volta che saliva sul pulpito era anche un grande jazzista. Come un grande improvvisatore, la performance di MLK si realizzava “nel momento”,  creando composizioni spontanee a partire da una struttura tematica, scegliendo le parole più evocative, intonandole come melodie, giocando la dinamica del call&response con il pubblico, e correndo i rischi che solo i più grandi solisti osano sfidare, come se in quel solo ci fosse in gioco la tua stessa vita. In “The Mountaintop Speech” risuonano le parole di un uomo che guarda negli occhi il suo destino e che lo accetta senza paura.
Come i jazzisti creano il proprio linguaggio improvvisando tra i cambi di accordi, Martin Luther King ha sviluppato ed affermato le sue idee attraverso i cambiamenti sociali, essendo -come Armstrong, Duke, Miles, Coltrane- allo stesso tempo artefice degli stessi.
È in questo spirito che sono lieto di presentare “Improvising On The Changes”, un progetto educativo che affronta temi di giustizia sociale in relazione con la musica afro-americana e che da questo mese comincia una collaborazione con il blog di TheItalianSoul.

La piattaforma, ideata inizialmente per le scuole con l’obiettivo di avvicinare il pubblico adolescente al jazz, si propone di:
– Contestualizzare le premesse storico-sociali del movimento per i diritti civili attraverso una breve storia del jazz;
– Approfondire il contributo del jazz all’attivismo degli anni 50-60, esplorandone le tappe più significative;
– Promuovere il dibattito su temi integrazione, pari opportunità, uguaglianza di genere;

Stay tuned!!

Dante Laricchia

dario serafino
Info@theitaliansoul.com
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