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1999 - Prince - L'apocalisse sonora

1999 – L’apocalisse sonora di Prince

Back in the day: il 27 Ottobre del 1982 usciva 1999

“Non avevo intenzione di produrre un doppio album, ma non la smettevo più di comporre. Evidentemente scartare qualcosa non è mai stato il mio forte”. Queste le affermazioni del nostro caro Prince riguardo il suo quinto album intitolato “1999”, primo doppio  della sua discografia sterminata (ne pubblicherà più avanti anche tripli e quadrupli), un’opera grazie al quale la sua carriera comincia a decollare dopo alcuni episodi passati inosservati come l’esordio “For You”(1978), l’omonimo del 1979, “Dirty Mind”(1980) e “Controversy”(1981). “1999” è uscito il 27 Ottobre del 1982 e  il 29 Novembre di quest’anno  verrà ristampato in una nuova  versione rimasterizzata e in ben 5 formati: CD singolo, doppio LP, la Deluxe Edition con doppio cd e 4 LP e una Super Deluxe con 5 cd e un DVD (oppure 10 LP più DVD) contenenti materiale inedito, b-side e 35 pezzi rimasti nel cassetto più la scaletta originaria.

La grande energia di Prince e la sua creatività erano anche riscontrabili dal fatto che lui suonava quasi di tutto, poche volte utilizzava i suoi collaboratori, un grande one-man band. Così faceva durante i suoi esordi. Siamo nel 1982 e la new-wave elettronica comincia ad allettare gran parte degli artisti di quel periodo, affermati e non. Non fa eccezione nemmeno Prince che fiuta bene il tutto e pensa di poter creare qualcosa di intelligente con i sintetizzatori e le drum-machine che tanto andavano forti in quel periodo , dare loro un calore soul-funky. L’esplosivo cocktail sonoro del Folletto di Minneapolis trova la sua massima espressione negli 11 brani in scaletta tra i quali spiccano l’apocalittica e funkissima title-track, pezzo anche anti-nucleare e in cui lui risponde a tutto questo tramite la sua musica. Il concetto viene reso chiaro nei versi  “So tonight I’m gonna party like it’s 1999” oppure “Everybody’s got a bomb we could all die any day…But before I’ll let it happen I’ll dance my life away”.

La musica è il miglior modo per reagire a questa ipotetica fine del mondo. Ben riusciti anche il rock ‘n soul di “Little Red Corvette” che ha un’altra tematica molto cara al Folletto, il sesso più provocatorio e salace, l’ adrenalinica “Delirious” e “Let’s Pretend We’re Married”, un tripudio di ritmo e suoni con accenni simil-rap nella parte finale. Ma è il funk a fare la parte del leone, quello più sfrenato e torrido di  brani come “D.M.S.R”, i 9 minuti e 30 della sbalorditiva  jam-session elettronica “Automatic”(con le partecipazioni di Lisa Coleman e Jill Jones) e “Lady Cab Driver”con impeccabili assoli rock. C’è anche spazio per ballads come “Free” e la sensualissima e super-soul “International Lover”, in chiusura del disco e con vaghe reminescenze di Marvin Gaye in chiave anni ’80. L’adoratissimo Prince sfornò così una  delle sue tante perle, un disco allora d’avanguardia e sorprendente nelle sue eccentricità.

Ci fa sempre tanto piacere notare come ancora lui continui a far parlare di sé e la sua musica continui ad essere più che mai attuale. Senza di lui non avremmo avuto mai i vari D’Angelo, N.E.R.D., Lenny Kravitz,  Outkast, tanto per citare alcuni nomi del soul e del groove contemporaneo che al Folletto devono molto. Dopo questo grande disco Prince continuerà ancora a stupire il suo pubblico grazie a lavori come “Purple Rain”(1984), “Around The World In A Day”(1985), “Parade”(1986), “Sign O’ The Times”(1987) e via via discorrendo. Tutti album entrati di diritto nella storia della musica mondiale e che hanno lasciato un segno indelebile. Non servono le parole per lasciarsi emozionare dalla sua musica, l’unica cosa che possiamo fare è ascoltare ogni suo brano o disco e lasciarci catturare dal suo inimitabile ed emozionante caleidoscopio musicale. Lunga vita al Folletto, Prince vive e non morirà mai!!

Francesco Favano

The Italian Soul TEAM
Info@theitaliansoul.com
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