Billy Paul - 360 Degrees Of Billy Paul

Billy Paul – 360 Degrees Of Billy Paul

La rubrica “Back In The Day” oggi ci porta a parlare di Billy Paul e del suo album “360 Degrees Of Billy Paul”

Ne parlammo in uno vecchio articolo qui sul blog, trattando l’album “Back Stabbers” degli O’Jays. Ci riferiamo alla scena Philly Soul, quel soul sofisticato e articolato musicalmente e come arrangiamenti, che ha come suo fulcro appunto la città di Philadelphia. E’ un mondo a sè, ricco di chicche, un forziere pieno di tesori inestimabili e degni di essere riscoperti. Facendo archeologia musicale, e nello specifico del soul, ci si imbatte in un’altra grande perla che è “360 Degrees Of Billy Paul”, album del 1972. Nato il 1 Dicembre del 1934 a Philadelphia, e deceduto il 24 Aprile del 2016 a Blackwood, pur nella sua scarna discografia, Paul Williams, semplicemente Billy Paul, ha saputo deliziarci proponendo dell’ottima musica di gran classe in cui a volte ci ha aggiunto elementi di psichedelia.

 

 

Trattandosi di Philly Soul, anche in questo disco troviamo la collaudata squadra formata dal duo Gamble & Huff (a composizione e arrangiamenti) e musicisti straordinari come Vincent Montana jr, Bunny Sigler, Roland Chambers, Don Renaldo, Larry Washington, tra gli altri. “360 Degrees Of B.P.” nel titolo è tutto un programma, è il secondo album pubblicato per l’etichetta Philadelphia International, e si avvale di perle come il singolone “Me & Mr. Jones”, dalle atmosfere avvolgenti e con l’interpretazione stupefacente di Billy, sensualissima e adatta per serate a lume di candela, e “Am I Black Enough For You”, con un testo sotto forma di slogan che rappresenta una chiara presa di posizione civile contro ogni forma di razzismo. Stupiscono anche due cover: quella di “Let’s Stay Together”(dal repertorio di Al Green) e “Your Song”(dal repertorio di Elton John). Quest’ultima si fa apprezzare per un notevole arrangiamento super-soul, all’altezza dell’originale, come se fosse un pezzo cucito appositamente per Billy Paul. Come non citare, parlando di cover presenti, anche “It’s Too Late”(Carole King), anche questa riletta e ri-arrangiata egregiamente, fedele all’originale ma evitando copia-incolla fini a loro stessi. La coscienza sociale emerge anche nell’ottima “Brown Baby”, anche questa carica di orgoglio razziale. Per il resto, a stupirci è la voce di Billy, abile nel passare dallo stile morbido e confidenziale, a quello più graffiante, agguerrito e carico di emotività. E’ un disco che incarna alla perfezione il suono di Philadelphia, grazie a un’orchestrazione sontuosa, ben strutturata e mai ridondante o stucchevole.

 


Dopo questo lavoro il vocalist di Philadelphia continuerà con altre pubblicazioni ineccepibili (una su tutte “War Of The Gods” del 1973 e ricca di atmosfere psichedeliche e oniriche), fino a diradare col tempo le uscite. Numerosi i premi da lui vinti, i concerti con stelle del calibro di Miles Davis, Charlie Parker, Dinah Washington, Nina Simone, Roberta Flack e le numerose cittadinanze onorarie ottenute in varie parti degli Stati Uniti. La sua “Me & Mr. Jones” vanta anche cover da parte di Sarah Jane Morris, Freddie Jackson e Michael Bublè, tra gli altri. A distanza di 50 anni possiamo dire che “360 Degrees Of B.P.” mostra veramente le varie angolazioni di questo grande soul-brother, grazie a una musica densa, di gran classe e che sviscera soul da tutti i pori, sia che si tratti di cover, sia che si tratta dei pezzi composti dal team Gamble & Huff. Se cercate chicche nascoste e siete grandi amanti del groove, quello autentico, questo disco di Billy Paul non potete farvelo sfuggire, il suo cinquantesimo anniversario dimostra come questa sia l’occasione giusta per riscoprirlo e godere delle sue celestiali armonie.

Francesco Favano

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