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Bobby Womack

Bobby Womack

E’ scomparso Bobby Womack, voce soul tra le più amate di sempre.

Qualche giorno fà il mondo del soul ha perso una delle sue voci più caratteristiche, un pezzo della sua storia, uno dei suoi più grandi esponenti: Bobby Womack è morto all’età di 70 anni a causa di un cancro al colon.

Bobby (Robert Dwayne) nasce a Cleveland, Ohio, il 4 marzo 1944, terzo di cinque fratelli. Come successe per molti altri grandi del soul, egli crebbe in una famiglia in cui spiritualità e musica si univano in quel perfetto connubio che sono i gospel. Bobby ed i suoi fratelli erano a tal punto talentuosi che il loro padre, Friendly, decise di formare i The Womack Brothers, una band di genere (ovviamente) gospel che cominciò ad avere un certo successo, tanto che anche un certo Sam Cooke venne raggiunto dalla loro fama. Cooke rimase colpito dal talento dei fratelli Womack, tanto che, nel 1962, cambiato il nome del gruppo in “Valentinos”, produsse ed arrangiò il loro primo singolo per la SAR Records, “Looking for a Love”. 

La tragedia della morte di Sam Cooke rappresenta un punto di svolta nella carriera di Bobby: i Valentinos si sciolgono e per lui si apre la strada del solismo. Tra il 1967 ed il 1972, oltre che a collaborare con grandi nomi del soul (Joe Tex, Aretha Franklin e Wilson Pickett, per citarne alcuni), Bobby sforna i suoi primi due album di un certo successo, “Fly Me to the Moon” (1969) e “Communication” (1971, contenente la splendida “That’s the Way I Feel About Cha”).

Dal 1972, con l’uscita dell’album capolavoro “Understanding”, comincia per Robert un periodo foriero di successi e soddisfazioni che durerà fino al 1985 circa. In questi anni escono il già citato “Understanding”, nel quale sono contenute le hit “I Can Undestand It”, “Woman’s Gotta Have It” e “Harry Hippie”, “Across 110th Street” (1972), splendida colonna sonora del omonimo film blaxploitation, e il remake di “Looking for a Love” (1974), il brano che aveva reso famosi i Valentinos e che sarà il singolo di maggior successo di Womack. Bobby inoltre continua nella sua intensa attività di collaboratore artistico: da segnalare i duetti con il chitarrista dei Rolling Stones Ronnie Wood e con la cantante soul Patti LaBell.

Dalla metà degli anni ’80 la carriera del Nostro subisce una forte battuta d’arresto anche a causa della dipendenza dalla cocaina, che affligge l’artista dalla fine degli anni ’70.  Dopo un periodo, compreso tra il 1985 e gli anni 2000, di sporadiche collaborazioni in studio e non (Todd Rundgren, The Roots), la carriera di Bobby sembra rivivere una seconda giovinezza dopo la nascita di un potente sodalizio con Damon Albarn (Gorillaz, Blur): egli infatti collabora inseme a Mos Def in “Stylo”, primo singolo dell’album “Plastic Beach” (2010) dei Gorillaz, mentre nel 2012 pubblica il suo ultimo album “The Bravest Man in the Universe” (2012), prodotto dallo stesso Albarn.

Il 2012 è però anche un anno tragico per Bobby, il quale apprende di essere malato di cancro. Il resto è storia purtroppo recentissima: il tentativo di completare un altro album, impedito dal veloce progredire della malattia, e la morte.

R.I.P. BOBBY!

Michele Capasso
assomiki@gmail.com
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