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Butcher Brown - #KingButch

Butcher Brown – #KingButch

#KingButch è il nuovo, incredibile album della band funk Butcher Brown. Un concentrato di groove che vi farà saltare dalla sedia.

Giusto tre anni fa parlavamo su questo blog dei Butcher Brown, band funk proveniente dalla Virginia, forse non casualmente proprio da Richmond, già famosa per aver dato i natali al re del neo soul, D’Angelo. Tutti i componenti della band sono infatti proprio di Richmond, e la loro storia gravita intorno al Jellowstone Studio, epicentro della scena black della città e “casa-studio” di DJ Harrison, produttore, tastierista e DJ del collettivo. Proprio qui è nata l’ultima fatica dei Butcher Brown, #KingButch, disco di cui vi parleremo nelle prossime righe.

Se non avete mai ascoltato i Butcher Brown probabilmente rimarrete colpiti: in primo luogo proprio dal fatto di non averli mai sentiti (uno dei gruppi statunitensi più sottovalutati), e successivamente per la loro mostruosa bravura. Poche band al mondo sono in grado di attingere a piene mani da jazz, hip hop, rock, funk e soul in maniera tanto profonda e con tanto gusto. D’altronde, sono proprio loro a scrivere sul proprio sito web che “il gruppo rende onore ad ogni genere musicale e, allo stesso tempo, sfida i tradizionali confini musicali”. Un mantra che permane ovviamente anche in #KingButch, nuovo album uscito lo scorso 18 settembre per la prestigiosa etichetta californiana Concord Jazz. 

 

Come molti album del 2020, anche per questo la pubblicazione era stata prevista nei mesi estivi (più precisamente il 15 luglio), salvo poi essere spostata con la speranza di tempi migliori. Un’attesa probabilmente snervante per i fan della band, ma che ha ripagato con una produzione che nel suo campo ha pochi eguali al mondo. Il primo brano, Fonkadelicapraticamente un breve intro dell’album (dura 47 secondi) è nella sua essenzialità il manifesto della band, che fa capire immediatamente all’ascoltatore il livello mostruoso di groove che incontrerà durante tutti i circa quaranta minuti di #KingButch (il tandem basso-batteria soprattutto, composto da Andrew Randazzo e Corey Fonville ha pochi rivali nel mondo). La seconda traccia è anche la title-track, un brano che omaggia l’hip hop di inizio millennio grazie al talento di Tennishu a.k.a. Marcus Tenney, trombettista, sassofonista e in questo caso anche rapper della band. In Broad Rock è la chitarra di Morgan Burrs a farci contorcere le viscere di piacere, in un altro brano che trasuda groove da ogni poro. Cabbage è un brano più classico, che omaggia la band Lettuce, gruppo che ha saputo aprire la strada ai Butcher Brown nell’ambiente funk americano, e con essa tanti grandi gruppi funk del passato, come i Tower of Power per esempio, i quali hanno iniziato la via che oggi la band di Richmond percorre con orgoglio e sapienza. Con Gum in My Mouth cambiamo completamente atmosfera, grazie ad un sound più rilassato, “lazy”, sul quale Tennishu rappa prendendo ispirazione anche dal flow tipico dello stile musicale del momento, la trap. Arriva poi Frontlinepezzo in cui affiorano più evidenti le influenze jazz della band, che però, fedele al proprio carattere eclettico, vira immediatamente su di una sempre efficace cassa in quattro con il pezzo successivo 1992. Love Lock Tidal Wave, la prima degli Mtume e la seconda di Ronnie Laws, sono le uniche due cover dell’album, inframmezzate dal jazz-rap in 6/8 di Hopscotch. L’album si chiude con For The Cityaltro pezzo prettamente hip hop e l’unico con un featuring, quello del rapper Fly AnakinIDK, quasi una suite, nella quale si spazia tra jazz, R&B, funk e rock.

Concentrato: questa è la parola che si potrebbe usare per definire l’essenza di #KingButch. Un concentrato di black music, di groove, di idee e di bravura; un disco in cui il peso specifico di questi cinque musicisti di Richmond, Virginia, viene messo sul piatto della bilancia, rischiando di sfondarlo per la quantità di “grasso” presente in questi quattordici, splendidi brani. Lo diciamo chiaramente: non ce n’è per nessuno in questo ambito, stiamo parlando del top della classe per quanto riguarda funk e affini; lo pensavamo tre anni fa, quando li abbiamo scoperti, e lo pensiamo ora, dopo esserci goduti questo piccolo capolavoro. Se amate la musica afro-americana, adorerete i Butcher Brown e #KingButch. Garantito da The Italian Soul.

Michele Capasso
assomiki@gmail.com
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