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Dirty Mind - Prince - The Italian Soul

Dirty Mind – Prince – Back In The Days

Back in the days con Prince e il suo Dirty Mind, esattamente 40 anni dopo la sua uscita, avvenuta l’8 ottobre del 1980.

“Non intendevo essere provocatorio, volevo semplicemente essere me stesso”. Queste furono le parole di Prince riguardo al suo terzo album intitolato Dirty Mind, uscito l’8 Ottobre 1980. E infatti qui il nostro eroe, dopo due esordi tecnicamente ineccepibili ma acerbi e piuttosto ingenui, comincia a fare sul serio. La provocazione sarà, a partire da questo disco, uno dei suoi tratti distintivi. Basta guardare già la copertina,  in cui lui appare in impermeabile con una spilletta con la dicitura “Rude Boy”. Sotto quasi niente, solo un foulard e uno slip nero. E anche il titolo, appunto Dirty Mind, ovviamente è tutto un programma.

Per quanto riguarda l’aspetto stilistico-musicale Prince riesce a dare al soul-funk un approccio più punk. Cominciano a comparire elementi di elettronica new-wave tipici del periodo e che caratterizzeranno tutta la sua produzione del decennio. In poche parole, un lavoro più audace e sperimentale. La title-track Dirty Mind è un torrido pezzo funk caratterizzato da una ritmica ossessiva, e pone le basi per il cosiddetto Minneapolis Sound, più vicina a certo rock n’roll retrò, ma con un pizzico di new-wave è When You Were Mine, dalla melodia solare e catchy che piacerà tanto a Cindy Lauper. Il lato soul-blues del Folletto trova la sua massima espressione nel breve lento Gotta Broken Heart Again, un perfezionamento di alcune ballads presenti nei primi due album. Anche in quanto a slow-jams infatti Prince non è mai stato da meno e infatti ne avremo prova negli album successivi. Come accennato prima, il sesso è l’argomento principale di questo lavoro e allora ecco arrivare due pezzi esplosivi come il funk-rock-disco di Uptown e la torrida e scabrosa Head. Il primo è un inno alla libera sessualità indipendentemente dall’etnia e dall’orientamento, nell’altro invece si celebra il sesso orale (il titolo, tradotto dallo slang americano, indica appunto questa pratica) con una ragazza pronta al matrimonio (qui interpretata da Lisa Coleman). Rendono bene l’idea la ritmica robusta, i sintetizzatori utilizzati a mo’ di sezione fiati e gli effetti elettro-psichedelici a metà canzone. Il tema dell’incesto nel breve rockabilly di Sister ci porta alla finale Partyup, altra gemma funky in cui il nostro ribadisce le sue intenzioni di rivoluzione pacifica, come nei versi  “You’re gonna have to fight your own damn war, ‘cause we don’t wanna fight no more”(La combatterete voi la vostra dannata guerra, perché noi non vogliamo più combattere”).

Nonostante la breve durata (solo 30 minuti e 17 secondi), Dirty Mind si mostra un disco intenso, caldo e capace di stupire grazie alle sue tematiche spinte che all’epoca costarono al Principe  la censura da parte di diverse radio americane. Il funk-rock allucinato di Sly & The Family Stone, la sensualità di Marvin Gaye, il rock-blues psichedelico di Jimi Hendrix e il groove granitico di James Brown vengono miscelati, composti e scomposti alla perfezione in quest’opera che col tempo verrà inserita alla posizione 204 dalla rivista Rolling Stones, per quanto riguarda i migliori album di tutti i tempi, e al numero 87 da Pitchfork tra i migliori dischi anni ’80. Forse al giorno d’oggi quelle sperimentazioni electro potrebbero risultare datate, ma ci danno una prova della grande creatività di Prince, artista capace di stupire grazie a canzoni ricche di scosse telluriche alle quali è difficile stare immobili. Il Folletto ha sconvolto le regole del gioco e siamo ancora agli inizi. La sua arte si affinerà durante gli anni successivi con perle imprescindibili come Purple Rain (1984) e Sign ‘O’ The Times (1987), dischi che collocheranno il genio di Minneapolis nell’Olimpo dei grandi della musica. Quindi caro Prince, non possiamo fare altro oggi che ringraziarti per le tante meraviglie che ci hai donato, la tua musica, le tue eccentricità vivono ancora tra noi! We’ll never forget you bro!

Francesco Favano

The Italian Soul TEAM
Info@theitaliansoul.com
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