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Donny Hathaway - Extension Of A Man - The Italian Soul

Donny Hathaway – Extension Of A Man (1973)

50 anni fa usciva Extension Of A Man di Donny Hathaway.

Donny Hathaway, pur nei suoi 33 anni di vita, ha saputo donarci delle perle soul di inestimabile valore, grazie alla sua voce calda e passionale e grazie anche ai suoi arrangiamenti di gran classe e raffinatezza. Il suo animo inquieto e tormentato (che purtroppo lo ha portato al suicidio nel 1979) lo ha reso anche uno degli artisti più ispirati e consapevoli della soul-music di tutti i tempi, oltre che un musicista influente e capace di lasciare un segno indelebile negli anni a venire. Oggi vi portiamo indietro di 50 anni per celebrare uno dei suoi album più belli, “Extension Of A Man”, che segue a tre lavori altrettanto preziosi come “Everything Is Everything”(1970), l’omonimo del 1971 e il live del 1972 e che si avvale di una scaletta di 10 brani eccellenti.

 

Tra questi come non citare il singolo, divenuto di diritto un classico del suo repertorio, “Someday We’ll All Be Free”, un pezzo in cui Donny esprime la sua speranza di poter essere finalmente libero dai demoni della depressione e che diventerà anche un brano simbolo della lotta per la libertà della comunità afroamericana. L’interpretazione sofferta e dannatamente soul pervade pure la cover del classico di Al Kooper “I Love You More Than You’ll Never Know”, ma c’è anche spazio per ottimi pezzi strumentali come “Valdez In The Country”, dalle tinte smooth-jazz, e la funkeggiante “The Slums”. Meritevoli anche la positiva, briosa e groovy “Flying Easy, la funky “Come Little Children”(con i fiati che citano “All Blues” del grande Miles Davis) e il boogie-blues di “Magdalena”(dal repertorio di Danny O’Keefe”). In un anno come il 1973, in cui sono stati pubblicati album come “Let’s Get It On” di Marvin Gaye, e “Innervisions” di Stevie Wonder, “Extension Of A Man” ha saputo dare una marcia in più alla soul-music, forte anche delle superlative doti interpretative di Donny Hathaway, che qui in questo disco trovano il suo apice, e che fanno trasparire la sua voglia di riscatto e di rispondere alle negatività della vita.

 

 

E la musica è il miglior modo per farlo, grazie anche al gran gusto degli arrangiamenti, che rendono quest’opera variegata pur nella sua omogeneità, con gli archi e i fiati che ben risaltano gli stati d’animo di Donny, sia che si tratti delle ballate, intense, ricche di pathos, ma mai artefatte o enfatiche, che di pezzi dal groove trascinante e positivo. Sono tanti gli artisti neo-soul e contemporary R&B che hanno fatto propria la lezione del mitico soul-brother di Chicago, tra questi come non citare Frank McComb, con il quale condivide, oltre che la timbrica, anche le grandi doti di tastierista senza esserne un clone, oppure D’Angelo e Maxwell, per via degli arrangiamenti complessi delle loro composizioni. Anche il bravissimo Raul Midon, artisticamente, si può considerare discepolo di Donny, per via della vocalità alla quale aggiunge sonorità latineggianti, acustiche e folk. Se è vero che soul-music vuol dire musica dell’anima, beh “Extension Of A Man” rappresenta a pieno titolo la vera musica dell’anima, quella capace di dar voce ai sentimenti interiori e contrastanti dell’animo umano. Oggi più che mai abbiamo sempre bisogno di Donny Hathaway e della genuinità della sua arte, che a 50 anni di distanza riesce sempre a far breccia nel cuore dei più grandi appassionati del soul, sia che si tratti di musicisti, che di semplici ascoltatori attenti alla qualità.

Francesco Favano

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