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Emo e Pistole

Emo E Pistole – Talking Petercat

Rapido passaggio di come siamo passati da odiare i finti gangster ad amare gli emo con le pistole in mano.

18 aprile 2008 il rapper di Montreal di fama internazionale, Roi Heenok, viene arrestato in diretta dal suo studio di registrazione per possesso illegale di armi.

Roi Heenok divenne famoso ai tempi creando questo personaggio gangster che andava in giro a cantare le sue varie affiliazioni con gang americane e francesi (presumibilmente). Ma quello che lo rese realmente virale furono i suoi, ai tempi mossa d’avanguardia, video trasmessi in diretta dal suo studio di registrazione che mostrava la sua vasta collezione di armi da fuoco con tanto di armadi pieni di giubbotti antiproiettile, e ovviamente cocaina.
Ad insaputa del Cocaino Rap man, la polizia Canadese gli stava dietro da un bel po’ finché non lo hanno arrestato a casa sua mentre era in diretta streaming.

11 anni dopo, la mia bacheca Instagram è sommersa da profili di questi ragazzini tatuati in faccia con le lenti colorate e pistole in mano. Capita anche che questi stessi ragazzini pubblicano dei progetti musicali che chiamano Rap.

 

Qua arriva il mio problema. Stare in Italia, per me, ha significato esser preso in giro perché ascoltavo quella musica yoyoyo. Oggi la parola Rap è in bocca di davvero tante persone che non conoscono realmente il significato.
“Il Rap è tornato perché Il Rap è in classifica, perché vende tanto” questo è ciò che dicono, ma la realtà dei fatti è ben diversa. “La Venerazione della Criminalità” è ciò che realmente succede.
Personaggi che diventano fenomeni virali promuovendo l’utilizzo di droghe pesanti e armi, vestiti e truccati come Amy Lee degli Evanescence. Fanno delle canzoni che sembrano più Gothic Rock che altro, e ci tengo a precisare: non è questo che mi infastidisce, bensì il classificare queste persone e ciò che fanno, come rap (oggi hanno sostituito il termine con trap, ma non hanno capito neanche quello).

Questa gente ha ben poco da spartire o da dare al rap e non sto parlando tanto di sonorità o di testi, l’evoluzione avviene, ma è proprio il rispetto che manca, perché tutte queste persone hanno deciso di parlare ad un certo punto a nome del rap, quando questo ultimo iniziava a diventare un genere più conosciuto, facendo poi tutt’altro. Appropriazione Culturale. Gli americani chiamano queste persone le Culture Vultures, ma di questo parlerò più dettagliatamente più avanti.
Il rap ha valori, principi, atteggiamenti e non starò muto a veder crollare tutto questo. Il rap è la competizione sana, ma anche l’essere arroganti e sboroni. Il rap è divertimento, egotrip, poesia, insegnamento, lotta e puro cazzeggio. Tutto questo è permesso. Tutto è permesso. Ma non sono ben accetti tutti quelli che prendono in prestito il nome affinché possa far loro comodo perché non saprebbero come altro esprimersi.

“Talkin’ ’bout the West Coast, I’m the face of it
Gangster in designer clothes, I’m the face of it
I told them hoes to get low, I’m the face of it
I put on the bros, I’m the face of it
Drove the Maybach to the block, I’m the face of it
Dissin’ all the opps, I’m the face of it
Hard bottoms, white socks, I’m the face of it
We gon’ do this one for hip-hop”

-YG

Io amo questo genere musicale, comunità, visione, mondo, chiamatelo come volete. Io e tantissime altre persone e ci piace davvero ogni sfaccettatura, ma non nutro alcun rispetto per chi ci ha sempre preso in giro.
Il mio contributo e presa di posizione? Continuare a scrivere di ciò che amo, per far innamorare anche altre persone.

Ps, sicuramente Roi Heenok è stato più gangsta di tutti questi soggetti messi insieme.

Idriss Hannour

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