Erykah Badu & The Alchemist

Erykah Badu & The Alchemist – Before The World Blows

Before The World Blows è l’ultimo album di Erykah Badu & The Alchemist. Qualcosa funziona, qualcosa no.

Sono passati 16 anni dall’album “New Amerykah Pt. 2 – Return Of The Ankh” e 11 dal mixtape “But You Can’t Use My Phone”. Ci sono artisti che sono schiavi del tempo, spesso costretti a pubblicare lavori con breve distanza di anni tra un disco e l’altro. E altri che invece riescono a non farsi dimenticare pur facendo passare lunghi lassi di tempo tra una pubblicazione e l’altra. Erykah Badu appartiene a questa seconda categoria e ha da poco rotto il silenzio pubblicando un nuovo album intitolato “Before The World Blows”. Per questo nuovo disco si è affidata ai beat e ai suoni di The Alchemist, rinomato produttore hip-hop che vanta un curriculum di collaborazioni con i più grandi esponenti del rap come Mobb Deep, Dilated Peoples, Snoop Dogg, Nas, tra gli altri. Ha anche all’attivo vari remix anche per nomi al di fuori del circuito black, come ad esempio i Linkin Park o i Crazy Town. Insieme, sia lui che la Regina del Neo-Soul, hanno unito le loro forze per questo nuovo lavoro intitolato “Before The World Blows”, che tradotto equivarrebbe al nostro “Prima che il mondo esploda”. Prima di parlarvene vogliamo farvi una premessa. Non aspettatevi un “Baduizm”, un “Mama’s Gun” o un “Worldwide Underground” versione 2026. I tempi di quelle perle sono ormai passati.

 

 

Qualcosa funziona, qualcosa no, sono 16 tracce per un lavoro sì variegato e multiforme, ma forse dispersivo e altalenante e che difetta di una buona messa a fuoco. Fortunatamente i pezzi buoni ci sono e rispondono ai titoli di “Witch Doctor” e “Next 2 U”, che sono i singoli portanti del disco, il secondo costruito campionando i Mobb Deep, vecchie conoscenze di The Alchemist. Tra gli altri brani degni di nota ci va di segnalare “Love Me Not”, il pezzo più vicino al sound al quale Erykah Badu ci ha abituati, e “They Aint’ You”, brano raffinato e smooth che si avvale del contributo del bravissimo Thundercat, tra i massimi esponenti della black-music contemporanea. Un altro pezzo meritevole è “Black Box”, di chiara impronta jazzy e che trae linfa vitale dal sax di Kamasi Washington. Non mancano tuttavia brani poco incisivi come per esempio “I Know That Man” in cui Earl Sweatshirt dà sì il meglio, ma mette in ombra Erykah Badu, oppure “Echos”, forse un po’troppo prolissa, un po’ di editing avrebbe potuto giovare e ottimizzare il brano.

 

Anche pezzi come “Breezy” e “To The Moon”(Plan C)”pur essendo ricchi di buone intenzioni, anche per la presenza di Steve Lacy nel secondo, non decollano. Intendiamoci, l’onestà artistica da parte di Erykah Badu e The Alchemist c’è, loro ci offrono un lavoro che è sì dignitoso, ma il suo essere variegato a livello di sonorità sembra essere la sua forza e allo stesso tempo il suo limite. Una certa scrematura, un tocco di editing e anche una riduzione della scaletta avrebbero forse salvato il disco dall’essere monocorde e dispersivo, perchè sì non mancano ottimi brani, ma il lavoro sembra mancare di una certa coerenza, di pezzi forti e capaci di poter rendere il tutto memorabile. Per i fan storici di Erykah Badu questo suo nuovo lavoro potrebbe risultare piacevole, come una riconferma della sua classe e della sua caratura artistica. I neofiti farebbero meglio ad orientarsi su classici come “Baduizm”(1997), “Mama’s Gun”(2000) e “Worldwide Underground”(2003), tuttora dischi capaci di essere influenti verso le nuove generazioni soul. Ma al di là di tutto Erykah Badu resta sempre la Regina del Neo-Soul, un’artista che ha saputo negli ultimi 30 anni offrire un volto nuovo alla nostra amatissima black-music, facendosi apprezzare da chi ama la musica moderna fatta con anima e cognizione di causa.

Sito Ufficiale

Francesco Favano

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