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Bill Withers Happy Birthday

Happy birthday Bill Withers – “+Justments”

Happy birthday Bill Withers! Noi lo festeggiamo andando indietro nel 1974 con l’album “+Justments”

Il 4 Luglio 1938 nasceva a Slab Fork, in West Virginia, uno dei più grandi soul-men di tutti i tempi: Bill Withers. Pochi album incisi nella sua carriera, ma che hanno lasciato un segno e fatto scuola per le generazioni di cantanti soul successive. Dopo aver dato alle stampe tra il 1971 e il 1973 tre pregevoli lavori come “Just As I Am”, “Still Bill” e il live al Carnagie Hall del 1973, il nostro caro zio Bill tornava alla grande con un altro sorprendente disco dal titolo “+Justments”(1974). Lo stile è sempre quello dei precedenti album, un raffinato soul dalla vena bluesy con accenti funky, oltre che un songwriting incisivo che attinge da vari momenti di vita quotidiana. Tutto accompagnato dalla sua voce calda, espressiva, confidenziale che, pur non avendo grande estensione come quella di molti suoi colleghi dell’epoca, è capace di esprimere al meglio i sentimenti dell’amore, dell’amicizia e della vita di tutti i giorni, una vocalità  pacata e a volte anche malinconica. Ma che non perde mai positività, i suoi brani sono anche veri e propri inni alla vita.

 

 

Il disco si apre con “You”, che sembra un sequel di pezzi come “Use Me” o “Who Is He (And What Is He To You)” e prosegue con “The Same Love That Made Me Laugh”, uno dei momenti migliori. Carezzevole è invece “Stories”, con quel piano introspettivo e le delicate note d’arpa di Dorothy Ashby, mentre “Green Grass” è un chiaro invito a non farci ingannare dalle apparenze. Meritevoli anche “Heartbreak Road”, caratterizzata da un ritmo medio e poderoso allo stesso tempo, e la delicata “Can’t We Pretend”, in cui troviamo un Josè Feliciano più in forma che mai a conferire al pezzo un mood latin-folk con i suoi brillanti arpeggi chitarristici. Questo lavoro, meno popolare dei suoi precedenti ma comunque ricco di chicche, fu l’ultimo inciso per l’etichetta indipendente Sussex prima di passare alla Columbia. Con quest’ultima inciderà altri apprezzabili lavori con arrangiamenti più sofisticati fino al 1985, anno in cui Bill decide di ritirarsi a vita privata. Questa scelta fu da lui presa con saggezza, consapevole di aver dato molto alla musica degli anni ‘70 e dei cambiamenti che si stavano facendo strada durante il decennio successivo. Sono tanti i motivi che ci fanno amare l’arte dello zio Bill. Per esempio il suo modo di cantare con il cuore in mano, semplice, introspettivo, come fosse un nostro amico, un parente intimo.

 

 

E anche la sua riservatezza, il suo essere una sorta di anti-divo, il non essersi voluto piegare ai contratti capestro delle case discografiche che all’epoca lo volevano una star della musica a tempo pieno. Lui infatti, dopo l’esperienza con i Marines, lavorava come assemblatore per varie compagnie aeree e nonostante la musica mantenne tale impiego, considerando il mondo dello show business incostante .I suoi brani continuano sempre a fare scuola, come testimoniano le varie cover da parte di voci come Joe Cocker, Mario Biondi, Al Jarreau o l’olandese Sabrina Starke, che nel 2013 pubblicò “Lean On Me”. Artisti come Anthony Hamilton, India Arie, Ben Harper o Michael Kiwanuka devono molto all’arte di Bill Withers. “+Justments” è un disco che merita di essere riscoperto per via dei suoi arrangiamenti complessi e immediati allo stesso tempo, ricchi di calore soul e anche per le grandi doti interpretative dello zio Bill, un autore genuino, impeccabile che si ritaglia un importante spazio insieme ad altri colossi della musica soul anni ’70.

Francesco Favano

The Italian Soul TEAM
Info@theitaliansoul.com
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