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Maxwell Urban Hang Suite

Happy Birthday Maxwell – “Urban Hang Suite”

Festeggiamo il compleanno di Maxwell con “Urban Hang Suite”. Happy Birthday Maxwell!!

Il 23 Maggio del 1973 nasceva a Brooklyn Gerald Maxwell Rivera, semplicemente Maxwell, uno dei più importanti esponenti del neo-soul. Per festeggiare il suo compleanno ci va di parlare di un suo classico, il bellissimo debutto intitolato “Urban Hang Suite”(1996). Peculiarità di Maxwell sono una timbrica calda fatta anche di impeccabili falsetti e un suono di classe che coniuga tradizione soul debitrice degli anni ’70 ai beat urban anni ’90. Viene portato avanti e perfezionato il discorso iniziato l’anno prima da D’Angelo con il suo “Brown Sugar”. “Urban Hang Suite” è impeccabilmente prodotto ed arrangiato e si avvale dell’importante contributo di Stuart Matthewman, collaboratore fidato di Sade, che si occupa anche di arrangiamenti e strumentazione.

Ad aprire il disco ci pensa l’intro “The Urban Theme”, pezzo funky strumentale con l’interessante trovata del fruscio del vinile che gira sotto la puntina, a dare quel tocco vintage in più. Da menzionare anche l’irresistibile “Sumthin’ Sumthin’ “(composta a 4 mani con il mitico Leon Ware), il vellutato singolo “Ascension (Don’t Ever Wonder)”, mentre la funkissima “Dancewitme” sa di Prince e si fa apprezzare per la sua poderosa linea di basso. Ma la musica di Maxwell sa anche essere sensuale e lo dimostrano ballate come “Til The Cops Come Knockin’ “ e “Suitelady (The Proposal Jam)”. Caratterizzati da una libidinosa drum-machine soffice ed incalzante al tempo stesso, questi 2 brani ci mostrano un altro convincente volto di Maxwell. Menzione a parte merita la ballatona da brivido “Whenever Wherever Whatever”, pezzo dannatamente soul dal meraviglioso arrangiamento “unplugged” con chitarra e voce in primo piano, vagamente spagnoleggiante.

Nonostante siano passati 23 anni dalla sua pubblicazione, questo lavoro dimostra di essere invecchiato bene in quanto sa essere tradizionale e moderno al tempo stesso, grazie a un sound suonato e per nulla campionato e che predilige un uso abbondante di chitarre col wha-wha, sax, fiati, linee di basso incisive e beat urban ben calibrati e mai ridondanti, oltre che inserti strumentali davvero efficaci. Fa inoltre la differenza la vocalità di Maxwell che rimanda a grandi soul-singers del passato come Marvin Gaye, Prince e Al Green, tra gli altri, ma sempre con un approccio personale e senza strafare in esercizi stilistici fini a sé stessi.

Dopo questo lavoro Maxwell proseguirà con l’ottimo “Embrya”(1998), disco dagli arrangiamenti ancora più complessi e a tratti eterei, fino ad arrivare all’ultimo “black SUMMERS’ Night”, uscito nel 2017. Prende intervalli di tempi lunghi tra una pubblicazione e l’altra, ma alla fine la nostra pazienza viene sempre lautamente ricompensata con degli ottimi prodotti in grado di collocarsi qualitativamente molto più in alto rispetto a produzioni smaccatamente mainstream. L’eleganza e la produzione magistrale fanno di “Urban Hang Suite” un classico del neo-soul anni ’90, uno di quei lavori che hanno anche fatto scuola a varie voci soul/R&B negli anni a venire.

Francesco Favano

 

The Italian Soul TEAM
Info@theitaliansoul.com
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