Instant Vintage - Raphael Saadiq - The Italian Soul

Instant Vintage – Raphael Saadiq

Con Instant Vintage intento di Raphael Saadiq è quello di sciorinare un soul “retro-moderno”

Se c’è nella scena neo-soul un artista versatile, eclettico e in grado di rendere oro tutto ciò che maneggia, beh quello risponde semplicemente al nome di Raphael Saadiq. Charlie Ray Wiggins, questo il suo nome anagrafico, vanta una carriera ultratrentennale iniziata durante la metà degli anni ‘80 con i Tony!Toni!Tonè!, gruppo lanciato dalla batterista e percussionista californiana Sheila E, e che ha fatto da supporter al mitico Prince durante i tour dell’album “Parade”, nel 1986. Con questa band ha inciso un paio di ottimi lavori fino al 1996, per poi lanciarsi nel progetto Lucy Pearl, insieme ad Ali Shaheed Muhammad (A Tribe Called Quest) e Dawn Robinson (En Vogue). Scioltosi il gruppo, ha modo di poter portare avanti la propria genialità e creatività producendo vari brani per i più disparati artisti soul-R&B/hip-hop del periodo.

 

 

Ed è nel 2002 che dà alle stampe il suo primo lavoro solista intitolato “Instant Vintage”, di cui vi parleremo oggi in occasione del ventennale della sua pubblicazione. Il titolo è tutto un programma. Intento di Raphael Saadiq è quello di sciorinare un soul “retro-moderno”, a cavallo tra tradizione e modernità, più o meno ciò che fece con i suoi Tony!Toni!Tonè con l’album “Sons Of Soul”, bellissimo lavoro di proto neo-soul datato 1993, e anche ciò che fece D’Angelo nel 1995 con il suo “Brown Sugar”. Tutto questo viene portato in una nuova dimensione, quella degli anni ‘2000. Per fare tutto ciò si avvale dei suoi collaboratori fidati tra cui Kelvin Wooten, Jake & The Phatman e Battlecat. Pensa bene a condire questa sua nuova ricetta musicale mettendoci a più riprese sezione fiati e archi, dando vita a un suono che lui stesso definirà “Gospeldelic”, un inebriante cocktail di soul, funk, R&B, doo-wop, rock, jazz, atmosfere psichedeliche e quiet storm. Il ricettario di Raphael Saadiq è davvero corposo, sono 19 pezzi in scaletta dagli umori e dai sapori più vari. Basta lasciarsi rapire dal singolo “Be Here”, arricchito dalla partecipazione di D’Angelo, o dalla jazzy “Still Ray”, con l’efficace utilizzo della tuba. Angie Stone e Calvin Richardson offrono il loro contributo speciale in “Excuse Me”, mentre T-Boz delle TLC appare nella pregevole “Different Times”. Segnaliamo anche il groove funky della mid-tempo “Faithful” e la finale “Skyy, Can You Feel Me”, dalle atmosfere dense e raffinate e dedicata alla stella del contemporary R&B Aaliyah, deceduta tragicamente nel 2001.

 

 

Con questo lavoro Raphael Saadiq centra il suo obiettivo riuscendo a confezionare un neo-soul di gran classe, soprattutto suonato e che non ricorre all’utilizzo dei sample, pur non disdegnando allo stesso tempo la tecnologia in studio. E’un concetto che sposerà per tutta la sua carriera, proseguendo con altri album ineccepibili come “As Ray Ray”(2004), perfetto ponte tra le sonorità della blaxploitation anni ‘70 e i moderni beat urban, “The Way I See It”(2008) e “Stone Rollin”(2011), questi ultimi di taglio retro-soul, vintage. Fino ad arrivare all’ultimo, nel 2019, intitolato “Jimmy Lee”. Raphael Saadiq ama molto la perfezione, ma ciò che fa non risulta mai freddo, in quanto il soul e il feeling si fanno sentire, grazie anche a brani a volte di taglio autobiografico e personale in cui vengono messi a nudo tutti i suoi sentimenti. Grande amante del suono strutturato, articolato e suonato, centellina anche i featuring con i rapper, stando attento a scegliere quelli più in linea con il suo modo di fare musica. Per chi cerca ottime sonorità, che sappiano accontentare gli amanti del classico ma anche del moderno, la discografia di Raphael Saadiq, e perchè no, anche quella con i Tony!Toni!Tonè! e Lucy Pearl, fa la sua più che degna figura in una collezione di grande qualità. A 20 anni di distanza da questo disco possiamo semplicemente esprimere tutta la nostra gratitudine a Raphael Saadiq per averci sempre offerto lavori di grande caratura e per le grandi emozioni e il groove che traspaiono da essi. Thank you so much Ray Ray, go on! 

Francesco Favano

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