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Hot-Buttered Soul - Isaac Hayes

Isaac Hayes – Hot Buttered Soul

1969: esce Hot Buttered Soul, album di Isaac Hayes che ha fatto e continua a fare la storia della musica black.

Grande è stata l’importanza di Isaac Hayes per quanto riguarda la storia della musica soul. Voce calda, profonda, baritonale e sensuale, oltre che pianista, organista, sassofonista e polistrumentista, il musicista di Covington è sempre stato, e lo è tuttora, una figura carismatica per quanto riguarda il genere. In coppia con David Porter, agli inizi della carriera, ha firmato molti successi dell’etichetta Stax, tra cui la celeberrima Soul Man, composta per il mitico duo Sam & Dave. Negli anni Isaac è diventato un importante punto di riferimento per nutrite schiere di cantanti soul-R&B e rapper, che non hanno mai nascosto la stima verso di lui campionando molti suoi pezzi. La sua carriera solista annovera album dal notevole spessore qualitativo, su tutti Shaft (1971), colonna sonora del film omonimo, e Black Moses (sempre del 1971).

 

Oggi qui su The Italian Soul vogliamo proporvi Hot Buttered Soul, suo lavoro datato 1969. Non bastano le parole per descrivere la grande musica offerta qui, tutto è curato nei minimi dettagli grazie ad arrangiamenti e sperimentazioni psichedeliche straordinarie. L’album è formato da quattro soli brani, due cover e due originali, quasi tutti di lunga durata. Stupisce il modo in cui questi pezzi vengono rieseguiti, composti e scomposti in maniera sorprendente, come a voler aggiungere qualcosa in più, donando loro sfumature inedite, ma senza disperderne il fascino originario. E allora lasciamoci trasportare da Walk On By, classico di Burt Bacharach e Hal David, dodici minuti di pura estasi sonora grazie a uno stupefacente mood psichedelico, belle parti di chitarra, organo Hammond, cori celestiali e la voce di Isaac Hayes a rendere prezioso il tutto con la sua interpretazione carica di pathos. A tutto questo si aggiunge anche l’incisione con effetto riverbero, quasi come fosse un pezzo dub ante-litteram. Siete ancora desiderosi di sorprese sonore? Allora ecco arrivare la seconda traccia, uno dei due pezzi originali del disco, Hyperbolicsyllabicsesquedalymistic. Il brano unisce funk, blues, jazz e psichedelia grazie a chitarre di ispirazione hendrixiana, la voce di Isaac Hayes che sciorina un intrigante inserto spoken-word, il pianoforte di Michael Thomas e l’impeccabile sezione ritmica dei mitici Bar-Kays. Più nella forma canzone, ma sempre di livello ottimo, è One Woman, la traccia più breve del disco (5 minuti e 7 secondi), una ballad di gran classe resa accattivante dal crooning di Isaac Hayes e dall’interazione coi cori femminili. Il disco si chiude con la superba rilettura del classico di Jimmy Webb, By The Time I Get To Phoenix, una suite di 18 minuti e 40 secondi circa, che parte con un lungo incipit parlato di Isaac Hayes, per poi confluire in una sontuosa parte orchestrale sinfonica con tanto di archi e sezione fiati.

Hot Buttered Soul è un lavoro che aggiunge un nuovo tassello alla musica soul, che qui viene strapazzata e stravolta con soluzioni armoniche di ineccepibile livello. In questo disco infatti calzerebbe a pennello la definizione di Progressive Soul. Ma l’arte di Isaac Hayes trascende etichette e steccati di genere, si tratta semplicemente di musica creata con grande amore e  passione, un suono in grado di traghettare l’ascoltatore in un’inedita dimensione spazio-temporale. Molti artisti neo-soul e rapper negli anni a venire non mancheranno infatti di tributare la loro ammirazione al soul-singer di Covington. Perché, anche se Isaac Hayes ci ha lasciato nell’Agosto del 2008, il suo groove ha lasciato e continuerà a lasciare un’impronta indelebile nella musica soul e in ogni genere. E a noi non resta altro che dire semplicemente: “Grazie di cuore, mitico Fratello Black Moses!” 

Francesco Favano

Michele Capasso
assomiki@gmail.com
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