Jazzmatazz - Guru - The Italian Soul

Jazzmatazz, il capolavoro di Guru

Hip Hop e Jazz: due generi solo apparentemente distanti, come dimostra Jazzmatazz, album capolavoro del rapper Guru

Hip-Hop e Jazz. Due espressioni differenti della black-music, la prima nata durante la metà degli anni ’70, la seconda con una storia ancora più lunga iniziata ai primi decenni del ventesimo secolo. Entrambe sono accomunate da voglia di rivoluzione, di riscatto, entrambe  da considerare come la voce del ghetto. Era possibile trovare un punto di contatto musicale tra le due espressioni e farle convivere in perfetta armonia? Se il disco di cui vi parliamo oggi è Jazzmatazz, del compianto rapper Guru,  la risposta non può che essere positiva. Siamo nel 1993 e prima di allora stavano per prendere piede tentativi di far coesistere entrambe le forme. Ci provò Miles Davis, poco prima di lasciarci, con il suo ultimo album Doo Bop, uscito postumo e incompiuto e  in cui il grande trombettista di Alton si avvaleva dell’apporto del beatmaker Easy Mo Bee. Ci provarono anche gli A Tribe Called Quest con i loro primi due album. Nel 1993 ci pensa il rapper Guru (che insieme a DJ Premier fa parte del duo hip-hop dei Gang Starr) a perfezionare il tutto, dando alle stampe il primo volume della serie Jazzmatazz.

In un periodo in cui andava forte la corrente dell’acid-jazz, consistente nel recupero di sonorità jazz-funk degli anni ’70, il rapper di Roxbury ci stupiva con un’opera che maneggiava rap e jazz con un approccio rivoluzionario e utilizzando strumentazione dal vivo. Guru è dotato di una voce calda, rassicurante e quasi sussurrata e il suo flow ha molto di jazzistico, si adagia perfettamente su queste sperimentazioni sonore. Inoltre è anche un abile storyteller dotato di una scrittura per nulla banale, una sorta di poeta metropolitano. A dare maggior vitalità al disco è anche la scelta degli ospiti. C’è Donald Byrd che con la sua tromba rende magica Loungin, e anche la voce dolce e soave di N’Dea Davenport (già nei Brand New Heavies) che impreziosisce brani più soulful come When You’re Near e Trust Me. Come non citare il singolone No Time To Play, con la voce di D.C. Lee (per lungo tempo moglie di Paul Weller degli Style Council), o pezzi come Transit Ride e Take A Look (At Yourself), il primo con le affiatate interazioni tra il rap di Guru e il sax di Branford Marsalis, il secondo con il vibrafono del mitico Roy Ayers. MC Solaar, grande esponente dell’hip-hop francese, compare in Le Bien, Le Mal, mentre la voce di Carleen Anderson regala tanto calore soul alla finale Sights In The City. Guru in questo brano ci offre uno spaccato della vita quotidiana metropolitana della New York anni ’90, attraverso uno storytelling dal grande impatto emotivo. 

Questo e altro si trova proprio in Jazzmatazz, primo volume di una serie che il rapper del Massachusetts porterà avanti brillantemente conciliando e alternando anche la sua discografia con i Gang Starr. Sono in tutto quattro volumi (l’ultimo risale al 2007) e sono tutti ricchi di collaborazioni di prim’ordine e dal notevole standard qualitativo. Ma il primo è un ottimo punto di inizio e da solo vale anche gli altri. La grande forza di Jazzmatazz è stata quella di aiutare le generazioni hip-hop di quel periodo ad avvicinarsi al jazz. Entrambe queste espressioni artistiche vengono maneggiate sapientemente da Guru, riescono a essere ben armonizzate a favore di un suono di gran classe e raffinatezza ma che non manca di esprimere il suo spiccato senso del groove. Si può dire che forma e sostanza in questo disco sono ben bilanciate e il suo acquisto è consigliabile sia agli amanti del rap duro e puro, che ai cultori del jazz, per via del suo perfetto equilibrio tra contemporaneità e tradizione, ma con un occhio proiettato nel futuro. Guru, purtroppo. ci ha lasciato il 17 Aprile del 2009, a soli 48 anni per un mieloma multiplo. Ma il suo flow pacato e i suoi testi lucidi, diretti e mai scontati,  ce lo rendono ancora vivo e noi non smetteremo mai di portare avanti il suo ricordo e la sua arte. 

Francesco Favano

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