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Jill Scott – Who is Jill Scott?, Vent’anni dopo

Back in the day con Who is Jill Scott? – Words & Sounds vol.1: Francesco Favano ci parla del debutto di Jill Scott vent’anni dopo la sua uscita

Nata a Philadelphia, il 4 Aprile 1972, Jill Scott è una delle più importanti esponenti del neo-soul del terzo millennio. Il 18 Luglio del 2000 perfeziona il discorso intrapreso da D’Angelo ed Erykah Badu dando alle stampe il suo appassionante debutto intitolato Who is Jill Scott? – Words & Sounds. Jilly from Philly nasce come poetessa urbana, e prima di iniziare la carriera discografica era solita esibirsi in vari locali recitando i suoi spoken words, ovvero poesie su musica e groove. La sua bravura colpisce i The Roots, che la invitano in studio a comporre insieme il brano You Got Me, contenuto nel loro album Things Fall Apart (1999) e il cui refrain venne cantato da Erykah Badu (fu anche incisa live con la Scott e successivamente in studio). Who is Jill Scott? si avvale dell’apporto di produttori appartenenti al team A Touch of Jazz, del quale fanno parte Andre Harris, Vidal Davis, Darren Henson, Keith Pelzer, Carvin Haggins. Il tutto sotto la supervisione di Steve McKeever e DJ Jazzy Jeff Townes (con Will Smith nel duo Jazzy Jeff & The Fresh Prince), entrambi produttori esecutivi.

 

 

Neo-soul, R&B, hip-hop e spoken word sono le coordinate in cui si muove questo lavoro a cui si aggiunge anche una pregevole vena jazz. Tra i tanti brani che meriterebbero di essere menzionati ricordiamo le soffici e intense Do You Remember e Gettin’ In The Way, oppure A Long Walk, morbida e groovy al tempo stesso. Tanta raffinatezza in  He Loves Me (Lyzel in E Flat), dedicata al suo marito di allora Lyzel Williams e arricchita da suggestiva orchestra d’archi, drum-machine ipnotica e soavi vocalizzi. Più briosa e dai sapori funky-jazz  è invece It’s Love, con una sezione fiati da urlo. Meritevoli anche Love Rain (presente anche come ghost-track con il rapper Mos Def), pezzo a metà strada tra rap e poetry, e la spagnoleggiante One is The Magic #, vero e proprio inno all’autostima, un brano capace di regalare tanto ottimismo grazie alla sua melodia solare. Per il resto l’album si fa apprezzare per le doti di Jill Scott, capace di mettere a nudo sé stessa con le sue emozioni e storie quotidiane narrate attraverso il suo stile semplice e poetico senza cadere nella banalità.

La cantante di Philadelphia possiede una vocalità morbida, sensuale e che al punto giusto sa anche essere graffiante, oltre che un songwriting brillante e incisivo che esplora le varie angolature delle relazioni sentimentali e dell’animo umano. A distanza di vent’anni possiamo dire che Who is Jill Scott? mantiene ancora intatto il suo fascino e riesce a distinguersi alla grande da produzioni plastificate in cui dominano edonismo, lusso sfrenato e riferimenti sessuali. La freschezza del sound e le doti vocali e compositive di Jill Scott sono tutti elementi che rendono questa sua opera prima degna di essere aggiunta ai migliori album neo-soul, un lavoro privo di cadute di stile e capace di regalare grandi brividi dal primo all’ultimo brano.

Francesco Favano

Michele Capasso
assomiki@gmail.com
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