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Jon Batiste – WE ARE

Jon Batiste ci ha stupiti con il suo nuovo album, WE ARE. Ve lo facciamo scoprire traccia per traccia, in un viaggio nei meandri della musica black contemporanea.

Dopo sette album di stampo jazz Jon Batiste, pianista, chitarrista e cantante di New Orleans, torna sulle scene con un nuovo lavoro che vira più su soul/R&B e loro affini, dal titolo We Are. Già resident band leader del Late Show di Stephen Colbert (in onda sulla CBS) e vincitore del Golden Globe per la colonna sonora del film d’animazione Soul, con questo nuovo disco il musicista ci offre un album variegato tra tradizione e modernità, un prodotto fresco, frizzante, energico e solare. Sin dal passato sono stati molti i musicisti jazz che hanno scelto di approcciarsi al soul e al funk e molti di loro lo hanno fatto con risultati interessanti. Basti pensare a nomi come Donald Byrd, Patrice Rushen, George Benson o Roy Ayers, tra i tanti, ma anche artisti come Roy Hargrove coi suoi RH Factor, Branford Marsalis col progetto Buckshot Lefonque, oppure Robert Glasper coi suoi Experiment.

In tredici brani, per la durata di circa 38 minuti, Jon Batiste ci porta in un entusiasmante viaggio che miscela sapientemente gospel, funk, soul, R&B e hip-hop. Il disco ha origine dalla title-track, uscita lo scorso Maggio 2020, a sostegno del movimento Black Lives Matter. E ciò che traspare in questo lavoro è il suo senso di positività, la speranza che nel mondo possa esserci saggezza, pace e armonia tra popoli, il tutto raccontato con un piglio leggero ma mai superficiale. Nella scaletta c’è spazio per il gospel della title-track, eseguito insieme alla St. Augustine High School Marching 100 e la Gospel Soul Children, brano dal ritmo marziale. Come non citare il funk retrò stile The Meters di Tell The Truth, che ci riporta alla atmosfere della New Orleans dei tempi che furono, oppure le outkastiane I Need You, dal ritmo boogie travolgente, e Whatchutalkingabout, in cui Jon Batiste si lancia in un ipnotico rap. Nello strumentale pianistico Movement 11, il compositore di New Orleans si riappropria delle sue radici jazzistiche, mentre il funk la fa da padrone in Boyhood, che vede le partecipazioni di PJ Morton e Trombone Shorty, qui in grande stato di grazia. Stupisce anche Show Me The Way, che ci ricorda le migliori soul-ballads del passato degli Earth Wind & Fire, e in cui Batiste si avvale della collaborazione della scrittrice Zadie Smith.

 

Che altro c’è da aggiungere? Che ci troviamo di fronte a un disco omogeneo nella sua varietà, un lavoro che ci dispensa musica genuina, di gran classe e gusto, oltre che suonata, grazie alle ottime doti esecutive di Jon Batiste, che mostra anche una brillante vocalità, a volte sul cantato, a volte sul rappato, rivelandosi versatile. Nonostante spesso We Are viri su un sound retrò, non risulta affatto manieristico, in quanto il sentimento e la passione sono presenti e riescono a personalizzare il tutto, forte anche del messaggio di grande speranza e ottimismo che emerge in ogni pezzo, tutte cose delle quali oggi ne abbiamo bisogno più che mai. E allora quale miglior modo per dare il bentornato a Jon Batiste e complimentarci con lui se non quello di consigliarvi questo disco qui su The Italian Soul? In un contesto musicale come quello di oggi, caratterizzato da produzioni elettroniche e voci manipolate dall’autotune, We Are è una sana boccata di ossigeno, un album che ci dimostra come il neo-soul può ancora regalarci ottima musica e bei messaggi. Welcome back Jon!

Francesco Favano

Michele Capasso
assomiki@gmail.com
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