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Justin Timberlake - The 20/20 Experience - The Italian Soul

Justin Timberlake – The 20/20 Experience (2013)

The 20/20 Experience di Justin Timberlake, un orgasmo di stile e di groove.

Oggi vi portiamo a fare un viaggio nel passato più recente, precisamente nel 2013. Il disco che stiamo per raccontarvi è il terzo album di Justin Timberlake, intitolato “The 20/20 Experience”. Dopo l’acclamatissimo “FutureSex / LoveSound”(2006), l’artista di Memphis fece passare ben 7 anni per dare vita a un album in cui puntava ancora più in alto, un disco più di stampo neo-soul, a cavallo tra classico e moderno e arricchito da groove e suoni più articolati e sofisticati. In questi sette anni Justin non è stato fermo. Oltre a darsi al cinema, ha anche prodotto album per conto terzi. Tra questi, per quanto riguarda la musica soul, c’è “Big”(2007) di Macy Gray. Molti dei pezzi presenti in “The 20/20 Experience” superano i 4 minuti, a dimostrazione che qui l’artista di Memphis abbia voluto fare le cose in grande, rivestendo i brani di doppi arrangiamenti, quasi come fossero dei remix. E soprattutto ha voluto creare qualcosa che non sia il semplice prodotto da classifica, ma in cui siano presenti la sostanza e il grande amore per il soul dei bei tempi che furono.

 

 

Basta ascoltare tracce come l’iniziale “Pusher Love Girl”, con il suo groove morbido e stiloso e con archi che rimandano alla Love Unlimited Orchestra, oppure il singolo “Suit & Tie”, con il featuring rap di Jay-Z, per capire le ambizioni di questo lavoro. Ottime anche “Strawberry Bubblegum”, con reminescenze di Barry White ma filtrate attraverso il sound del contemporary R&B, l’ariosa e soulful “Spaceship Coupe” e “That Girl”, il pezzo più breve del disco (dura 4 minuti e 47 secondi) e anche quello più soul in senso più canonico. Gli echi di Michael Jackson vengono fuori invece in “Let The Groove Get In”, a cavallo tra la disco e l’afro-beat, quasi come una “Wanna Be Startin’ Somethin” in versione 2013, ma senza esserne la copia conforme. Al di là dell’immagine da sex-symbol, Justin Timberlake ha dimostrato, negli ultimi anni, di avere anche grandi doti artistiche. Il talento ce l’ha in quanto possiede un’ottima voce soul che spesso si lascia andare in ottimi falsetti, è un impeccabile ballerino e in lui traspare il grande amore per il groove, il soul, il funk, la disco, le influenze di Prince e Michael Jackson.

 

 

 

“The 20/20 Experience” avrà anche un degno e apprezzabile seguito pochi mesi dopo con “The 20/20 Experience – 2 of 2”, un’altra ulteriore prova del talento e della versatilità di Justin Timberlake, in cui prosegue il discorso di stabilire punti di contatto tra suono classico e futuristico. Caratterizzati da groove trascinanti e da produzione e suoni sopraffini, questi lavori dimostrano che, al di là dei soliti singoli più mainstream, Justin ha dalla sua una grande padronanza della materia soul e di avere appreso bene la lezione dei grandi maestri del passato, rendendoli appetibili alle generazioni contemporanee e soddisfando allo stesso tempo anche i gusti di chi ama sonorità di stampo più classico.

Francesco Favano

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