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lianne la havas

Lianne La Havas – Lianne La Havas

E’ uscito oggi Lianne La Havas, nuovo album dell’omonima cantante londinese di origini greche e giamaicane.

Oggi è un grande giorno per gli appassionati di musica black. Da qualche ora è infatti disponibile su tutte le piattaforme Lianne La Havas, il nuovo album della cantante londinese di origini greche e giamaicane che dà il nome al disco stesso, distribuito da Warner Records UK e pubblicato da Nonesuch. Undici tracce che spaziano tra neo soul, R&B e funk con accenni pop, rock e folk sparsi qua e la, tipici dello stile “british” di Lianne. Un disco che, già dalla copertina, potrebbe preannunciarsi come solare e genuino, perfetto per accompagnare i giorni centrali dell’estate, magari con una bella vista sul mare davanti, ma che nasconde in realtà lati anche più riflessivi ed introspettivi.


Lianne La Havas arriva infatti cinque anni dopo il secondo album della cantante, Blood, e non a caso il titolo corrisponde al nome dell’autore: Lianne è appena uscita dalla fine di una relazione importante, fatto che potrebbe spiegare gli aspetti più malinconici e riflessivi dell’album, oltre alla sensazione di ricerca di risposte che a tratti avvertiamo nello scorrere dei brani (la traccia Paper Thin ne è un chiaro esempio). Ci sono, ovviamente, anche episodi in cui Lianne La Havas mostra la forza e la maturità di un’artista ormai nel pieno della sua carriera, seppur ancora molto giovane (classe 1989); d’altronde anche il processo di realizzazione dell’album è diverso rispetto agli anni precedenti, essendo stato completamente autoprodotto da Lianne e dalla sua band durante l’ultimo tour. Molto interessante anche la rivisitazione di Weird Fishes, un classico dei Radiohead, brano che dimostra la grande capacità della La Havas di rendere proprio qualcosa di apparentemente lontano dalla sua sensibilità.

Se volessimo trovare un difetto a questo disco, potremmo affermare che manca di un brano veramente “radiofonico”, un singolo in grado di portare Lianne nelle classifiche musicali inglesi ed internazionali. Eppure, osservando il disco come fosse un mosaico, e paragonando le tracce a delle tessere colorate, ci accorgiamo che è il disegno che conta, i colori scelti nelle loro varie sfumature, la misura delle varie tessere, cesellate per creare una precisa immagine che è poi la Lianne La Havas del 2020: più matura, consapevole, capace di introspezione così come di una grande solarità e genuinità. Lianne La Havas è un gran bel disco, e non possiamo fare altro che invitarvi a gustarvelo con calma ed attenzione: non ve ne pentirete.

Michele Capasso
assomiki@gmail.com
1 Comment
  • enrico turci
    Posted at 17:09h, 06 Ottobre Rispondi

    in loop da ormai 2 mesi….talento naturale….mai banale sia nelle idee musicali che nei testi… l’ho conosciuta grazie al tuo articolo…. …non vedo l’ora di vederla live….thanx!

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