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Meshell Ndegeocello Plantation Lullabies

Meshell Ndegeocello – Plantation Lullabies – Back in the day

Plantation Lullabies, album di debutto della cantante e bassista Meshell Ndegeocello uscito nel 1993

Nel 1993 una promettente e giovane artista di nome Michelle Lynn Johnson fa il suo ingresso nel mondo della musica dando alle stampe il debutto Plantation Lullabies. Il lavoro viene inciso per la Maverick, neonata etichetta della pop-star Madonna, e in quel periodo Michelle adotta come nome d’arte Meshell Ndegeocello, che tradotto dalla lingua swahili vuol dire “Michelle libera come un uccello”. E in effetti il nome è tutto un programma: la sua musica è libera da etichette e dalle rigide regole del mercato discografico, e lo stile che propone è un variegato e complesso mix di soul, funk, R&B, hip-hop, poetry, reggae, jazz, rock e folk.

Plantation Lullabies è uno dei lavori in cui viene fuori al meglio la sua creatività grazie alle grandi doti compositive e testi che toccano tematiche di denuncia sociale, sensualità, sesso, gioie e dolori della passione amorosa. In più Meshell è anche un’abile bassista e polistrumentista. Il funk viene fuori in pezzi come I’m Diggin’ You (Like an Old Soul Record), Shoot ‘n Up and Gettin’ High e If That’s Your Boyfriend, mentre Dred Loc si fa apprezzare per il suo mood tra jazz, reggae e poetry. Imperdibili anche Step Into The Projects, il trascinante rap di Call Me e le ballads Outside Your Door e Sweet Love, più soulful la prima, più dub la seconda.

Plantation Lullabies si può considerare a tutti gli effetti come un disco che anticipa il movimento neo-soul, con un sound che unisce innovazione e tradizione e grazie anche all’apporto di musicisti provenienti dal jazz come Joshua Redman, Geri Allen e David Fiuczynski. Notevoli anche le problematiche trattate, afro-centriche e conscious, oltre che la vocalità di Meshell, non particolarmente estesa come quella di molte sue colleghe dell’epoca, ma capace di grande espressività in quanto sa essere sensuale, sussurrata e spesso a metà strada tra rap e poetry.  L’artista statunitense col tempo si guadagnerà la stima di colleghi illustri come John Mellencamp, Rolling Stones, Chaka Khan, Alanis Morrissette, ma anche di grandi nomi del jazz. Per il suo sound multisfaccettato Plantation Lullabies si ritaglia uno spazio tutto suo tra i migliori lavori soul-R&B anni ’90 e per Meshell Ndegeocello segna l’inizio di una produzione discografica brillante, eclettica, coerente alla qualità artistica ma soprattutto incapace di cadere nella prevedibilità e nella ripetitività. Go on sis!

Francesco Favano

Michele Capasso
assomiki@gmail.com
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