Nino Moschella - The Fix

Nino Moschella – The Fix (2006)

La nostra macchina del tempo torna al 2006 con l’incredibile disco di esordio di un un californiano di origine siciliana. “The Fix” di Nino Moschella

Spesso, qui su The Italian Soul, amiamo andare alla ricerca di artisti e album poco noti ma meritevoli di riscoperta. Che siano del passato, o recenti, non ha importanza, l’importante è soprattutto la loro capacità di trasmettere vibrazioni positive, tanto groove e tanto soul. Tra novità e classici, andando a ritroso e avventurandosi nei più disparati sentieri della musica, capita di imbattersi in delle chicche molto interessanti. E infatti oggi vogliamo portarvi con la nostra macchina del tempo del soul nel 2006, facendovi scoprire un disco particolare, insolito: “The Fix”, album di esordio di Nino Moschella. Californiano ma di origini siciliane, classe 1976, è un abile polistrumentista e cantante che sin dall’infanzia ha respirato musica, grazie a una famiglia di artisti. Durante la seconda metà degli anni ‘2000, quando il neo-soul ci stava già regalando delle perle, Nino tira fuori questo suo sorprendente esordio, inciso nel suo studio casalingo, avvalendosi di una produzione grezza, essenziale, ma di grande impatto.

 

Suoi riferimenti artistici sono Sly & The Family Stone, Stevie Wonder, Funkadelic, Shuggie Otis, Prince, D’Angelo, ma anche il rock anni ‘70, il blues e le sonorità lo-fi di Beck. Per comprendere al meglio lo spirito di questa sua opera prima basta tuffarsi nel funk minimale e granitico della title-track, nel blues di “Strong Man” e “Decisions”(dalle tinte retrò), oppure nel neo-soul al fulmicotone di “If You Believe”, impreziosito da impeccabili assoli di organo. Come non lasciarsi catturare anche dall’incalzante groove funky di “Better Off”, con tanto di beat-box e ritmica ipnotica,  e dal gospel della finale “Holding On”… “The Fix” si rivela un ottimo lavoro neo-soul che ci insegna che la tradizione può anche essere usata a scopi innovativi e sperimentali, rifiutando decisamente manierismi fini a loro stessi. Ciò che produce Nino Moschella suona personale, pur non dimenticando i grandi nomi del passato. Lui è uno dei tanti artisti che, pur non avendo avuto il successo di altri colleghi più noti, è riuscito a tirare fuori idee e soluzioni armoniche di grande caratura e ricercatezza, rifuggendo da stilemi fin troppo convenzionali.

 

Anche il fatto che questo suo primo disco sia stato prodotto dall’etichetta californiana Ubiquity è un valore aggiunto. Questa casa discografica infatti possiede un catalogo molto interessante e attento alla qualità, che annovera  album come quelli di Darondo, Eddie Harris, Sa-Ra Creative Partners, Arturo Sandoval, RAMP (mitica band soul-jazz anni ‘70 supervisionata da Roy Ayers, per chi non li conoscesse). Dopo “The Fix” Nino Moschella pubblicherà l’altrettanto pregevole “Boom Shadow”(2009), per poi dedicarsi a produzioni per conto terzi e all’attività di ingegnere del suono in varie pubblicazioni indipendenti. La qualità musicale, le abilità strumentistiche di Nino, ma soprattutto lo spiccato senso del groove che traspare da ogni traccia, fanno di “The Fix” un disco coinvolgente, capace di deliziare le orecchie più esigenti e offrire un volto inedito del neo-soul, quello più autentico e che non si piega alle dure leggi del mercato. 

Francesco Favano

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