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Oscar Jerome – Breathe Deep

Il 2020 è stato anche l’anno di Oscar Jerome, cantante e chitarrista londinese fuori con il suo primo, splendido album, Breathe Deep.

Oggi torniamo a parlare della scena black inglese, da decenni forse la più florida del nostro continente insieme a quella francese. Londra, soprattutto, è una città che produce tanti artisti eccellenti, oltre ad attirarne molti altri, sia per le opportunità di studio, sia per le occasioni di carriera che offre. Pensiamo ad esempio a Jordan Rakei, che da Brisbane, Australia, ha deciso qualche anno fa di trasferirsi proprio nella capitale del Regno Unito. O a Nyah Grace, talento diciottenne che da mesi seguiamo con attenzione, la quale ha scelto di venire in Inghilterra addirittura dagli Stati Uniti. Insomma, Londra ed il Regno Unito si stanno dimostrando sempre di più un punto di riferimento fondamentale per musicisti e appassionati di black music di tutto il mondo. Uno degli ultimi nomi usciti da questa floridissima scena è quello di Oscar Jerome, il protagonista dell’articolo di oggi, il quale ha da poco pubblicato il suo primo album Breathe Deep. 

Non sappiamo granché della vita Oscar Jerome, se non che è nato a Norwich una trentina di anni fa per poi trasferirsi a Londra, dove ha studiato chitarra jazz al London’s Trinity Laban (forse non casualmente lo stesso conservatorio dove studiò Fela Kuti). Sappiamo un po’ di più invece della sua carriera, sbocciata grazie alla band afro-beat Kokoroko (ecco il collegamento con Fela Kuti, il re incontrastato dell’afrobeat), e che lo ha visto collaborare, in qualità di chitarrista, compositore e cantante, con grandi nomi della scena londinese, come Yussef Dayes, Habaka Hutchings e Moses Boyd. Nel 2016 inizia a farsi notare come solista grazie all’EP omonimo Oscar Jerome, il quale ottiene un buon successo nell’ambiente. Nel 2018 Jerome pubblica il secondo EP, Where Are Your Branches?ma è il singolo Do You Reallypubblicato qualche mese dopo, a dargli la definitiva notorietà, ottenendo milioni di streaming online (attualmente sono ben più di quattro milioni su Spotify).

 

Arriviamo quindi ai giorni nostri, più precisamente al 10 luglio, giorno in cui Jerome debutta con il suo primo vero e proprio album, Breathe Deep, pubblicato dall’etichetta Caroline International. Iniziamo col dire che Oscar Jerome non si è risparmiato nel circondarsi di ottimi musicisti, pescando tra i migliori della scena musicale londinese. Qualche esempio? Abbiamo il bassista Tom Driessler (Adele, Yussef Kamaal, Jordan Rakei), il tastierista Joe Armon-Jones (Ezra Collective, Nubya Garcia, Tony Allen), il percussionista Crispin “Spry” Robinson (Galliano, Reel People), il batterista Tom Skinner (Sono of Kemet) e il trombettista Dylan Jones (Ezra Collective). E ne abbiamo citati solo alcuni. Una perfetta rappresentanza di quello che è il “London Sound” attuale, un mix di funk, soul, afro-beat, jazz con echi di musica latin, acid jazz, elettronica e house. E così si presenta infatti Breathe Deep, un disco che non deluderà gli amanti della black music e chi cerca la contaminazione.

“Breathe Deep è una rappresentazione abbastanza completa di chi sono musicalmente e del viaggio che ho intrapreso per arrivare al punto dove sono ora. Su un livello più personale è invece il riflesso dello sforzo che ho impiegato nel mio percorso per diventare migliore, sia emotivamente che in generale nella vita”.

Queste le parole di Oscar Jerome nei confronti dell’album; parole che centrano il punto, dato che abbiamo davanti un disco dal sound già maturo, in cui si avverte il proficuo percorso musicale del cantante e chitarrista di Norwich. Brani come Give Back What U Stole From Me Gravitateil “singolone” dell’album, sono un esempio di tutto ciò: c’è del peso specifico a livello musicale, unito però alla capacità di produrre melodie efficaci e groove coinvolgenti, sopra ai quali Jerome canta e suona in maniera egregia. Anche la parte lirica, ovviamente realizzata da Oscar stesso, non è assolutamente banale: vengono trattati temi politici e sociali come la disuguaglianza economica (Give Back What U Stole From Me), immigrazione e Brexit (Your Saint) e cambiamento climatico (Sun for Someone), ma c’è anche spazio per una grande dose di fiducia nell’umanità, per esempio in un pezzo come Joy Is You che, attraverso la celebrazione di una nascita, quella del nipote, celebra anche il presente ed il futuro dell’uomo, il quale, anche in un mondo difficile come quello di oggi, riesce a cavarsela.

Breathe Deep è in definitiva uno dei più bei dischi di questo 2020, perfetto rappresentante del floridissimo movimento soul e jazz inglese. Anche in questo disco troviamo una perfetta integrazione tra tradizione e contemporaneità, ingrediente secondo noi imprescindibile per la buona riuscita di un progetto musicale, soprattutto in un ambito molto legato alla tradizione come quello della black music. E poi, con un titolo così, in un periodo del genere: mettiti comodo, accendi lo stereo, schiaccia “play”… e Respira ProfondamenteSiamo certi che ti farà bene.

Michele Capasso
assomiki@gmail.com
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