OTIS BLUE, IL CAPOLAVORO SOUL DI OTIS REDDING

Otis Blue, il capolavoro soul di Otis Redding

Otis Blue, terzo album della leggenda Otis Redding: un capolavoro della soul music in tutta la sua pura e semplice genuinità.

In ogni collezione discografica che si rispetti, che sia di soul, ma anche di tutta la bella musica in generale, non possono mancare gli album del mitico Otis Redding. Il disco di cui vi parleremo oggi è il suo terzo album intitolato Otis Blue/Otis Redding Sings Soul, uscito nel 1965 e che rappresenta la summa dell’intero genere, un’opera entrata di diritto nella storia della musica e che col tempo si è guadagnata la posizione numero 78 nella classifica dei 500 migliori album della rivista Rolling Stone. Registrato in sole 24 ore e principalmente costituito di cover (più tre brani composti dallo stesso Otis), si avvale dell’apporto di grandi nomi come Isaac Hayes e Booker T. Jones (piano e organo), Steve Cropper (chitarra), Donald Dunn (basso) e delle sezioni fiati dei Mar-Keys e Memphis Horns.

Sono da ricordare brani come Ole Man Trouble, Respect (che verrà resa celebre nella magistrale e nota versione di Aretha Franklin) e I’ve Been Loving You (Too Long), tutti e tre composti da Otis e che mostrano la sua doppia anima, quella più energica ed esplosiva e quella più sentimentale. Come non resistere alle pregevoli cover di classici come A Change Is Gonna Come (Sam Cooke), Down In The Valley (Solomon Burke), My Girl (The Temptations) e Satisfaction (Rolling Stones), tutte composizioni già belle nelle loro versioni originali, ma che qui assumono ancora più fascino grazie alle doti interpretative della voce di Otis, una vocalità poderosa e densa di drammaticità e che riesce a donare ai brani una veste inedita, come se fossero composti da lui. Un altro pezzo che merita di essere ricordato è la cover finale di You Don’t Miss Your Water, dal repertorio di William Bell, e anche qui non bastano le parole per descriverne la bellezza.

 

Otis Blue è l’album per eccellenza del mitico soul-brother di Dawson e alla domanda su quale sia il disco che incarni al meglio l’essenza del soul, possiamo tranquillamente rispondere che è proprio questo. Ci troviamo di fronte a un’opera  creata con tanto amore e passione, nata di getto e che merita di sedere accanto a grandi capolavori come quelli di Aretha Franklin e Sam Cooke. Ogni album di Otis Redding può essere acquistato a occhi chiusi, ma chi volesse approcciarsi per la prima volta alla sua arte non può fare a meno di partire proprio da questo grande capolavoro. Seguiranno ad esso gli altrettanto encomiabili The Soul Album (1966)  e  Complete & Unbelievable – The Otis Redding Dictionary Of Soul, sempre del 1966,  in cui la grande genialità di Otis continua a stupire e toccare vette alte. Peccato soltanto per la prematura dipartita avvenuta in un incidente aereo il 10 Dicembre del 1967 e che ci fa pensare a quanto altro avrebbe potuto regalarci con la sua splendida voce. Ma Otis resta sempre immortale e la sua musica ancora oggi continua a fare proseliti. Basti pensare al grande fermento attuale della scena retro-soul, in cui giovani voci riproducono fedelmente sonorità vecchio stampo attraverso registrazioni e strumentazioni degne dei tempi che furono. Ed è proprio grazie a questo filone che anche giovani orecchie possono appassionarsi ai grandi classici e Otis Blue rappresenta appunto un passaggio obbligato per comprendere al meglio la vera essenza del soul e dell’arte di Otis Redding. 

Francesco Favano

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