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Rahsaan Patterson - Back in the Day - The Italian Soul

Rahsaan Patterson e il suo album omonimo del 97 – Back in the Day

Outsiders del neo-soul: Rahsaan Patterson e il suo album omonimo del 97

Esistono nella musica vari artisti che, pur offrendo un importante contributo e portando delle ottime idee, non sempre godono della giusta spinta mediatica o riescono ad avere grande fortuna discograficamente. Anche nel soul non ci sono eccezioni. Un esempio è Rahsaan Patterson, nato a New York l’11/01/1974. Dotato di una timbrica calda, vagamente nasale ma carica di anima ed espressività, ha iniziato la sua gavetta nel mondo dello show-business sin da bambino nel 1984, partecipando allo show televisivo “Kids Incorporated”, insieme a nomi come Fergie dei Black Eyed Peas, Martika e Shanice. Dopo quest’esperienza comincia a muovere i suoi primi passi come autore e corista per voci come Brandy, Martika e Tevin Campbell. Contrattualizzato dalla MCA nel 1995, 2 anni dopo pubblica il suo primo album omonimo. Si tratta di un lavoro impeccabilmente prodotto e arrangiato, un’opera sulla scia di artisti come D’Angelo e Maxwell, che proprio in quel periodo avevano dato il via a un nuovo linguaggio soul. Sono 14 le tracce presenti e tra le più significative spiccano le funkeggianti “Stop By” e “So Fine”(con un brillante impiego di tastiere elettriche dal sapore wonderiano).

In pezzi come “Spend The Night”, “Can’t We Wait A Minute” e “Don’t Wanna Lose It”, Rahsaan mostra anche grandi doti da crooner. Caratterizzati da brillanti arrangiamenti d’archi, questi brani sono delle ottime ballads romantiche che valorizzano al meglio un altro volto del cantante newyorchese. C’è anche spazio per il gospel a cappella come nella breve “Joy”(a cui danno il loro importante contributo i cori di parte dei Take 6), ritmi latineggianti in “My Sweetheart”(con una corposa e travolgente sezione fiati) e non è da meno nemmeno “Come Over”, con brevi ed efficaci note di sitar e una drum-machine morbida e sostenuta al tempo stesso. Imperdibili anche “Where You Are” e la finale “Soul Free”, impreziosita dall’organo del mitico Billy Preston. 

 

Nonostante il grande successo di critica, ma non di pubblico, questo disco può ritagliarsi un suo spazio tra i migliori lavori neo-soul del periodo. Ottima la scelta dei suoni e delle produzioni (grazie al fidato Jamey Jaz, presente a più riprese), articolate, moderne e classiche al tempo stesso e soprattutto mai patinate,  adatte a risaltare al meglio le qualità vocali di Rahsaan Patterson. Dopo questo lavoro il vocalist newyorchese continuerà a deliziarci con altri pregevoli album come “Love In Stereo”(1999), “After Hours”(2004), “Wines & Spirits”(2008), “Bleuphoria”(2011), di stampo elettronico e musicalmente vicino agli anni ’80 e il più recente “Heroes & Gods”, uscito lo scorso anno. Pur non avendo avuto lo stesso successo di altri suoi colleghi del genere, Rahsaan ha saputo fare la differenza grazie a uno stile personale, di classe e libero da ridondanze ed esercizi stilistici fini a sé stessi. Anche lui come Maxwell prende lunghi anni sabbatici tra una pubblicazione e l’altra, ma qualitativamente il risultato risulta di buona fattura. Rahsaan Patterson è sempre stato un artista  coerente ai suoi principi musicali, non si è mai svenduto a produzioni smaccatamente commerciali e si è anche guadagnato la stima di voci come Rachelle Ferrell, Lalah Hathaway, Ledisi e Van Hunt, tra gli altri. E pur senza bisogno di featurings nei suoi dischi, riesce sempre ad alzare l’asticella della qualità musicale contemporanea. Big up bro, vai sempre alla grande e continua a stupirci con tanta altra bella musica!!

Francesco Favano

The Italian Soul TEAM
Info@theitaliansoul.com
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