Rick James - Street Songs - The Italian Soul

Rick James – Street Songs

Un viaggio tra sacro e profano: parliamo di Street Songs, uno dei capisaldi della discografia del cantante e polistrumentista Rick James

Verso la seconda metà degli anni ’70, in un periodo dominato dalla discomusic, artisti come Rick James e Teena Marie portarono idee molto interessanti per quanto riguarda la scena soul-funk. Il primo, di cui ci occuperemo in questo nuovo articolo, incise dal 1978 al 1983 degli ottimi album, ricchi di arrangiamenti straordinari, carichi di senso del groove e che a differenza della disco imperante, si mostravano molto più articolati musicalmente. Tra questi lavori, oggi scegliamo Street Songs, che fu pubblicato il 7 Aprile del 1981, ed è quello in cui lo stile di Rick James diventa più compiuto e meglio definito.

Vero nome James Ambrose Johnson, jr., nato a Buffalo il 1 Febbraio del 1948, in quegli anni è stato uno degli artisti di punta della Motown. Esordì suonando per nomi del calibro di Neil Young e Joni Mitchell, per poi approdare all’etichetta di Berry Gordy durante la metà degli anni ’70. Lì conosce Marvin Gaye, che lo incoraggerà e gli consiglia di adottare il nome d’arte Rick James. Street Songs è il suo disco che lo avvicina anche al pubblico bianco e si contraddistingue per la massiccia presenza di groove funky, in cui sintetizzatori e sezione fiati sono ben compensati tra loro. I testi assumono connotati più espliciti, si passa dal sesso salace, al romanticismo mai stucchevole e anche ad argomenti più conscious. E allora come non farsi travolgere dal groove accattivante del singolo Super Freak, che nel 1990 piacerà molto al rapper MC Hammer, e che vede la partecipazione dei Temptations ai cori, oltre ad essere caratterizzato da una linea di basso killer. Tanto groove anche in Give It To Me Baby, sensuale e ammiccante, mentre la coscienza sociale viene fuori in Ghetto Life e  Mr. Policeman, brano di matrice reggae e di denuncia contro gli abusi di potere della polizia americana e in cui ci offre una bella parte di armonica il mitico Stevie Wonder. Un’ospitata, la sua, che appare come la ciliegina sulla torta. Amore ed erotismo invece sono caratteristiche di brani come Make Love To Me e Fire and Desire, quest’ultimo duetto dannatamente soul con un’altra grande voce, nonché grande amica di Rick James: Teena Marie. In entrambi i pezzi c’è il sax dell’ottimo Gerald Albright.

Dopo Street Songs, Rick James pubblicherà altri 2 album ineccepibili come Throwin’ Down (1982) e Cold Blooded (1983), fino ad andare poi incontro a un lento e inesorabile declino artistico, minato anche dalle sue dipendenze da droga e alcol, che lo porteranno alla morte il 6 Agosto del 2004. Al di là di tutto questo il suo contributo al soul-funk e alla Motown di quel periodo resta sempre importante. Nonostante la disco-music dominasse il mercato, il cantante e polistrumentista di Buffalo, pur non adoperandola il maniera esplicita, seppe andare oltre la schematicità del genere, creando un trait d’union tra essa e le strutture più complesse del soul-funk. Rick James era anche dotato di ottima presenza scenica, come dimostrano i video dei brani Super Freak e Give To Me Baby. In questi veniva accompagnato da modelle e ballerine avvenenti, tanto è vero che la neonata emittente televisiva MTV trasmetteva i video soltanto in tarda fascia notturna. Tutto questo non fu però visto di buon occhio dal mitico David Bowie, che contestò la scelta dell’emittente, accusandola di fare razzismo musicale a danno degli artisti di colore. Nonostante le riluttanze della rete, Street Songs ottenne grande successo di vendita, guadagnandosi certificazione platino. E’ un disco che ha dato tanto alla scena hip-hop e R&B degli anni a venire e ancora continua a dare tanto, al punto da essere annoverato tra gli album che hanno influenzato artiste contemporanee come la bravissima Janelle Monae. Sacro e profano convivono armoniosamente in quest’opera, che porrà le basi per quello che verrà chiamato Contemporary R&B. La grande forza di Street Songs è stata quella di aver saputo contestualizzare la tradizione soul a i suoni tipici dei primi anni ’80, proiettandola allo stesso tempo verso il futuro. 

Francesco Favano

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