Robert glasper

Robert Glasper torna con Black Radio III

Nove anni dopo il secondo capitolo della saga Robert Glasper torna  a deliziare gli appassionati con Black Radio III, un concentrato di black music di altissima qualità

Ritorna sulle scene Robert Glasper. A nove anni di distanza da Black Radio II, secondo capitolo di una fortunata serie di album in cui il pianista di Houston metteva al servizio delle sonorità urban la sua formazione jazzistica, decide di dare un seguito con Black Radio III. Anche questo nuovo capitolo si muove sulle stesse coordinate tracciate dai precedenti, grazie a ospiti come Meshell Ndegeocello, Q-Tip, Esperanza Spalding, Gregory Porter, Ledisi, Musiq Soulchild, BJ The Chicago Kid, India.Arie, PJ Morton, Yebba, tanto per nominarne alcuni.

Tra granitici groove di batteria reminescenti di Questlove e J-Dilla e tematiche inerenti l’amore e problemi sociali, ancora una volta Robert dimostra di sentirsi a suo agio su questi sentieri sonori, dando vita a tredici pezzi multisfaccettati e che rendono allo stesso tempo il lavoro omogeneo. Tra le tracce più meritevoli ci piace citare Why We Speak, con la partecipazione della bella voce di Esperanza Spalding, che con disinvoltura canta passando dallo spagnolo, al francese e all’inglese. Q-Tip, con il suo rap rassicurante e pacato offre un valore aggiunto al brano. Ottima anche Better Than I Imagined, con le voci di H.E.R. e Meshell Ndegeocello. Quest’ultima ci regala un pregevole inserto spoken word. Ben riuscita è anche la cover del classico dei Tears For Fears Everybody Wants To Rule The World, qui in un’inedita versione grazie a un morbido e allo stesso tempo ipnotico groove di batteria, più la sensuale voce di Lalah Hathaway e il rap di Common, consapevole e afrocentrico come sempre. Da segnalare anche la dance morbida e soulful di pezzi come Everybody Love, con ospiti Musiq Soulchild e Posdnuos dei De La Soul, più un efficace solo pianistico di Robert Glasper, e Out Of My Hands, cantata dalla vibrante e graffiante voce di Jennifer Hudson. La super-soul It Don’t Matter si fa apprezzare invece per il duetto tra Gregory Porter e Ledisi.

 

Con Black Radio III Robert Glasper si rivela ancora una volta un artista versatile, un abile cesellatore di suoni e groove. Anche la scelta degli ospiti risulta azzeccata, con i suoi impeccabili tappeti sonori il pianista di Houston riesce a interfacciarsi alla grande con loro creando un’alchimia e una sintonia di grande impatto. Forse rispetto ai precedenti due capitoli manca l’effetto novità e a volte si ha l’impressione che Glasper voglia percorrere territori già collaudati e che in un certo senso rappresentino la sua comfort-zone, ma la qualità resta comunque alta e il disco risulta ben messo a fuoco, mai dispersivo, pur sfiorando i 70 minuti. E soprattutto ci dimostra come il suo suono sia una garanzia per gli amanti del neo-soul e dei sincretismi sonori e possiamo certamente ringraziare Robert Glasper per essere rimasto sempre coerente alle sue scelte artistiche oneste e ineccepibili che lo hanno reso uno degli alfieri più significativi del groove degli ultimi 20 anni.

Francesco Favano

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