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Talking Ten 2019

TALKING TEN – Talking Petercat

TALKING TEN, un viaggio musicale fra i top ten album per chiudere il 2019 di Talking Petercat

Back like we’ve never left, eccomi nuovamente ad elencarvi la mia “10 personal pick” di questo anno. A questo giro per non trovarmi all’ultimo a ricercare tutti i dischi che mi sono ascoltato questo anno per poi valutarli, li ho segnati tutti man mano che uscivano e li ascoltavo, ma, devo ammettere, che non è servito a niente.
Ci ho impiegato circa 2 settimane per selezionare solo dieci progetti musicali usciti questo anno.
Come sempre, prima di iniziare, ecco qua il mio disclaimer:

Ci tengo a precisare che questa lista non ha lo scopo di giudicare questi album dal meno al più meritevole. Riordinateli come meglio credete, secondo il vostro gusto, e fate come se questi titoli fossero solo i miei personali 10 dischi maggiormente ascoltati, in un anno abbondante di musica bella.

 

Di seguito trovate la playlist della Talking Ten dalla numero 10 alla 1 seguendo l’ordine dei brani nell’articolo.

 

 

 

Painted by Lucky Daye

Decimo Posto

Ho scoperto Lucky con il suo singolo “Roll Some Mo” e lì ho capito che meritasse un tipo diverso di attenzione. C’era qualcosa di diverso in quella canzone, qualcosa che mi mancava ascoltare da molto. C’è questa piccola storiella che mi piacerebbe raccontarvi:
Il primo pensiero che ho avuto è stato “wow, mi ricorda tantissimo Raphael Saadiq”. Poi per assurdo il disco di Lucky è uscito e il disco di Raphael (dopo 7 anni) è uscito. Non ci credevo. E quando mi sono ritrovato a fare la classifica ho dovuto pure scegliere fra uno e l’altro. Alla fine ho scelto “Painted” perché è il primo album di un artista che presto lo ascolterete tutti. Molto presto. Quindi vi consiglio di ascoltarvi il suo disco mentre invece io vi  metto questa perfetta conclusione alla mia storiella:

 

 

miglior brano: Roll Some Mo

 

 When I Get home by Solange.

nono posto

Solange sta componendo della musica che nessuno mai riuscirà a replicare. E su questo non voglio più discutere.

Io mi ritengo personalmente fortunato ad essere presente in questo periodo storico dove il genio di Solange è all’apice della sua creatività ed è nella sua estasi più lunga e libera.

Con il suo tocco unico e l’estetica targata “Solange” è ufficialmente diventata l’architetto della musica contemporanea. Questo disco non è altro che il diario di bordo di una donna che torna a casa sua; nella via; nel paesino; nella cittadella; nella regione dove è cresciuta, dopo aver girato il mondo.

“Houston is in the House”

Con questo disco ha portato alla luce un genere unico, completando quello che iniziò con “A Seat at the Table” (anche se credo arriverà un terzo e ultimo capitolo a questo mondo fantastico).

Ho letto in giro mesi fa una definizione ed ero d’accordissimo:
“Avant-gard Jazz misto al Chopped & Screwed di Houston”

Spero che possa arrivare a tutti questi disco e che possa essere veramente capito, per poterlo apprezzare nella sua complessità ed incompletezza, sincerità e descrizione… No, il Chopped & Screwed non ve lo spiego di certo io, ma potreste partire dai Kings dell’Underground, UGK, Houston’s very own.

miglior brano: Dreams

 

GREY AREA by Little Simz

ottavo posto

Semplicemente una forza della natura. La cosa più bella che sta succedendo ultimamente è che il sistema solare intero sta ruotando intorno all’Inghilterra e, tra musica, cinema e il resto delle arti, stiamo tutti scoprendo tantissimi artisti e scoprendo una nuova cultura ricca di storia e undergroundismo, affezionandoci. 

E’ stato un anno intenso e pieno di cose per Simbi. Tra la nuova stagione di Top Boy e il disco che ha portato in giro per tutto il mondo, è stata decisamente una delle Donne più acclamate dalla critica. 

Ho avuto la possibilità di vedere questo disco in tournée e dire che è stato mozzafiato sarebbe riduttivo, quasi. 

Un “All White” set, con Simz che saltava da uno strumento all’altro, cantando in alcune parti attraverso un megafono. Potenza, decisione, sicurezza. Questi sono gli ingredienti che hanno reso possibile questo disco dove nessuna canzone è fuori posto e sono unite fra di loro con una finissima colla che è lo storytelling unico di Little Simz.

miglior brano: Boss

The Return by Sampa The Great

settimo posto

A mio parere, una delle rapper più forti di questo anno. E questo disco mi da sempre più brividi ogni volta che lo ascolto. Un viaggio tra Zambia e Botswana, tra spiritualità e Black Excellence, tra quanto sia bello essere Donna e quanto sia difficile essere Donna in questa Music Industry. 

La genialità, la scelta compositiva e la direzione artistica di questo disco mi riporta ad uno dei miei album preferiti di tutti i tempi: Like Water For Chocolate di Common. 

Senza tirarla per le lunghe, se non vi siete ancora ascoltati questo disco, forse vi manca uno spazio all’interno della vostra collezione da dover riempire e decorare. 

miglior brano: Diamond In the Ruff 

Oxnard by Anderson .Paak

sesto posto

Purtroppo, come ho detto anche l’anno scorso, Anderson .Paak è un bravissimo musicista ed un cantante tanto bravo quanto innovativo, ma molti di voi sono rimasti ossessionati da “Malibu”. Certo, è stato un disco che hanno amato assolutamente tutti, ma lui sta continuando a crescere, portando alla luce dei progetti solidi e differenti (stilisticamente impeccabili) e “nessuno” se li sta ascoltando. Questo anno ho incontrato due tipi di ascoltatori di .Paak: Quelli che non hanno ascoltato il disco e diranno che “Malibu era meglio” e quelli che invece lo hanno ascoltato e hanno detto che “è fantastico”.

In quale gruppo vorresti rientrare tu?

miglior brano: Good Heels*

*vorrei durasse di più

May The Lord Watch by Little Brothers

quinto posto

Il disco che non credevo di avere bisogno, in poche parole. Nessuno, ma nessuno ormai si aspettava più un nuovo disco dei Little Brothers (composto da Rapper Big Pooh e Phonte – che li vede molto attivi da solisti-).
Devo ammettere che non sono assolutamente un fan dei progetti di “reunion”, ma il punto è che questo non è una reunion. Un album fresco, attuale, ma anche fuori da ogni linea temporale e resterà sempre così, come il resto dei loro dischi. Vanta produzioni di artisti come Khrysis, Devon Morrison e Black Milk. Purtroppo 9th Wonder non ha messo mano a questo progetto, ma in cambio lo ha fatto Phonte!!! Prendetevi del tempo per godervi questa ode alla “Black Excellence” e al “Diventare Grandi” con la solita ironia negli skit tra una canzone e l’altra.

B L A C K N E S S S S S S

miglior brano: Black Magic (Make It Better)

Shea Butter Baby by Ari Lennox

quarto posto

Ho aspettato per così tanto tempo il primo disco di Ari Lennox e non mi ha deluso. Anzi, direi che ha superato ogni mia aspettativa. Questa ragazza è di una semplicità e schiettezza unica, con una voce che racconta mille storie senza filtri. Questo album è una lettera a tutte le altre ragazze la fuori che ancora cercano la propria via e libertà, e “fai tutto quello che ti pare, senza rendere conto a nessuno” è il consiglio più importante e veritiero che da.

I just got a new apartment

I’m gonna leave the floor wet

Walk around this bitch naked

And nobody can tell me shit”

miglior brano: Chicago Boy

 

Bandana by Freddie Gibbs & Madlib

terzo posto

Potessi rispondere al perché Gibbs sul podio, metterei solo l’emoji del tipo che alza le spalle come per dire: “serve veramente spiegare?”.
Freddie Gibbs è una delle persone più precise, prolifiche e “real talking” che ci siano in circolazione. Non fa niente altro che registrare, pubblicare e ripetere il processo (e postare delle stories assurde. provare per credere). Il suo modo di far musica lo ha reso originale distinguendosi dal resto dei suoi colleghi. Con questo disco (il secondo insieme al meticoloso e multiforme Madlib) ha ricevuto la giusta acclamazione dalla critica. il tiny desk, la performance da COLORS, insomma si sono finalmente accorti di Kane. Se avete amato Piñata quando uscì, questo è ancora meglio. La maggior parte di questi testi sono stati scritti quando Freddie è stato incarcerato erroneamente in Austria (quattro mesi in prigione, più tutta la sentenza) e la perturbazione e paranoie del tempo si possono quasi toccare fra le sue rime. A mio parere, il disco migliore di Freddie di tutta la sua Carriera. Ma lasciando perdere i miei pareri personali, accettate l’invito ad ascoltare questo “Masterpiece, hands down”.

miglior brano: Cataracts

 

Revenge Of The Dreamers III by Dreamville

secondo posto

“A man from the people, not above but equal[…]”

Ci ha messo 10 anni, 7 album e 1 sogno lucidissimo per raggiungere finalmente uno dei suoi obbiettivi: quello di portare la sua famiglia musicale, la sua Dreamville, ad un successo mondiale restando veri, genuini impegnandosi solo in quello che meglio sanno fare, musica.

La storia di questo disco è molto interessante: 

Sostanzialmente hanno preso uno studio nella città di Atlanta (perché proprio Atlanta? scoprilo cliccando qui), per 10 giorni di fila invitando circa 350 cantanti e produttori registrando intorno alle 145 canzoni. Una volta l’album è rimasto in top classifica per settimane e settimane, vendendo circa 200 mila copie (copie effettive, non streams o altro) come se fossero i prima anni 2000. In poco tempo ha ottenuto molte certificazioni fra doppi dischi d’oro e tripli dischi di platino. Per non parlare delle due nomination ai Grammy. Se credi che ho posizionato questo album per le vendite fermati subito. Questo è il punto -lo dirà anche nel mini documentario che hanno fatto durante le Recording session- : Parlando con il suo team, a&r e manager vari compresi; ha chiesto di portare in studio tutti. Tutti gli artisti che ritenevano meritassero una opportunità. E così è stato. Alcuni artisti su questo disco sono ancora sconosciuti, mentre tutti gli altri sono i nuovi emergenti, la nuova scuola. In tutto l’album gli unici artisti che sono già rinomati e sulla scena da un bel po’ sono J Cole e Ty$ e T.I. 

Questa è una cosa bellissima. Esattamente un anno fa vi parlavo di quanto odiassero tutti Cole per nessun motivo apparente (forse solo perché era rimasto l’unico a non parlare di nonsense) e adesso è l’artista più nominato, apprezzato e seguito dell’anno, l’unico artista che ha ceduto un album a dei ragazzini (tra cantanti e producers) fidandosi, accettando il cambiamento, rinnovandosi e, così facendo, premiando tutta una squadra di up coming artists di cui parleremo tutti fra due o tre anni. 

ps, grazie Kendrick Lamar per il miglior ritornello del prossimo decennio.

miglior brano: Don’t Hit Me Right Now

 

Ugh, those feels again by Snoh Aalegra

primo posto 

Mi chiedono spesso come scelgo l’album da mettere al primo posto. Beh direi che se lo riproduci in loop almeno 3 volte al giorno forse è quello.

Ho una fissa per questa ragazza qua da un bel po’. Ha una voce così intensa e diversa da ciò che il mercato adesso partorisce che non puoi non innamorartene. Di lei, principalmente, amo come riesce a suonare così hip hop. Il suo è RnB figlio del Rap, partendo dal suo produttore NO.ID (producer di Common e Jay Z). Una streetness nel linguaggio come un bello storytelling rap ma eseguito nel modo più elegante e soul possibile. 

Traccia dopo traccia (a partire dall’intro) questo album ti risucchierà e ti accarezzerà la mente facendoti stare bene. L’enjambement perfetto tra l’intro e la prima canzone, tra Njoy e Nothing to Me, gli scratch sull’ultima canzone, è solo incantevole. E’ veramente impossibile mettere in pausa il disco o saltare qualche brano. Neanche te ne accorgi del susseguirsi della tracklist. Scorre dolcemente tenendoti ipnotizzato a fissare un mondo davanti a te, disegnato da lei.

Goditelo, te lo meriti.

Certo, ero combattuto se mettere questo album o quello di J Cole al primo posto, ma negare di aver ascoltato il nuovo disco di Snoh Aalegra per 4560 minuti su Spotify, sarebbe stato poco corretto. 

miglior brano: Nothing to Me

 

Idriss Hannour

Idriss Hannour
tipi.contact@icloud.com
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