Red Balloon è il nuovo favoloso album della band di New Orleans Tank & The Bangas zeppo di guest di alto livello!
Una delle novità recenti che ci piace segnalare, per quanto riguarda la nostra amata soul-music, è “Red Balloon”, nuovo album per la band di New Orleans Tank & The Bangas. Per chi non li conoscesse, hanno all’attivo due album: l’autoprodotto “Think Thank”(2013) e “Green Balloon”(2019). Il loro stile abbraccia funk, soul, R&B, rock, hip-hop e spoken word, quest’ultimo perchè la loro leader, Tarriona “Tank” Ball, è una brillante poetessa e storyteller. Con “Red Ballon” aggiungono un nuovo capitolo interessante alla loro carriera, forte anche della presenza degli ospiti coinvolti, nomi del calibro di Questlove, Georgia Anne Muldrow, Lalah Hathaway, The Hamiltones, Trombone Shorty, Jacob Collier, tra gli altri.
Sì respira un groove che aggiorna gli stilemi del neo-soul anni ‘90 e ‘2000, grazie a una musica suonata anzichè campionata. Per farsi coinvolgere dal loro groove esplosivo basta ascoltare tracce come “Mr. Bluebell”, dai colori jazz-funky, o le atmosfere intense e dalle tinte gospel di “Communion in My Cup”, impreziosita dalla presenza degli Hamiltones. Ancora funk dal piglio deciso in “Why Try” e nel singolo “No ID”, dal trascinante ritmo disco, ottima anche “Cafè Du Monde”, con l’assolo del trombonista loro concittadino Trombone Shorty, la cui presenza che è come la ciliegina sulla torta. Tank è anche una brillante poetessa e in pezzi come “Oak Tree” e “Easy Goes It” dà prova delle sue abilità lirico-oratorie. Nella seconda traccia è presente anche la bella voce di Lalah Hathaway, figlia del grande Donny e una delle più grandi portabandiera del neo-soul. La ritroviamo anche nella finale “Where Do We All Go”, un altro dei pezzi meritevoli di menzione, insieme al mago della vocalità soul contemporanea Jacob Collier.
Tank & The Bangas hanno partorito questo loro nuovo lavoro durante il periodo della pausa forzata della pandemia. In quei momenti hanno avuto modo di interrogarsi sui vari perchè della vita, affinando così la qualità della loro scrittura attraverso dei testi di spessore che trattano i mali e le contraddizioni dell’America e celebrano la bellezza della vita della comunità afro-americana. “Red Balloon vuole farti commuovere, pensare, amare, anche persone che appaiono molto diverse, viene diretto dal cuore e non solo”, afferma Tarriona “Tank Ball. E possiamo tranquillamente darle ragione e dire che l’obiettivo di questo loro nuovo disco è centrato appieno. Prodotto principalmente dalla band e inciso per la storica etichetta Verve, “Red Balloon” ci offre musica sostanziosa, sprizza groove e stile da ogni traccia e, pur strizzando l’occhio in alcuni momenti a certi suoni electro, riesce a essere un disco coerente e genuino, l’utilizzo delle sonorità vintage non fa cadere il lavoro in manierismi fini a loro stessi. Non ci resta che dare il nostro più che caloroso benvenuto a questa band, che merita di essere tenuta d’occhio, sperando che possa continuare a stupirci proseguendo su questa strada della buona musica.
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Francesco Favano







