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D'Angelo - Brown Sugar Happy Birthday

Tanti auguri D’Angelo! – Brown Sugar

Oggi è il compleanno del re del neo soul, D’Angelo, che compie 47 anni. Lo festeggiamo andando a riscoprire il suo primo album, Brown Sugar.

La scarna discografia di D’Angelo è la pura dimostrazione come con pochi lavori si possano apportare importanti innovazioni alla musica, in questo caso al soul contemporaneo. Infatti, pur con solo tre album all’attivo, quattro se aggiungiamo il Live At Jazz Cafè del ’96, non menzionato nella discografia ufficiale, l’artista di Richmond viene considerato l’alfiere del neo-soul. Artisti come Tony!Toni!Tonè (con l’album Sons Of Soul del 1993), Joi (con l’album The Pendulum Vibe del 1994), Meshell Ndegeocello e Omar già stavano ponendo le basi per un suono che conciliasse la tradizione con i nuovi linguaggi urban. Ci penserà appunto D’Angelo a perfezionare il tutto, grazie al suo esordio Brown Sugar, uscito nel 1995.

Michael Eugene Archer (questo il suo vero nome) suona spesso e volentieri vari strumenti nel disco, oltre che occuparsi della produzione e avvalersi di contributi notevoli come quelli di Ali Shaheed Muhammad (A Tribe Called Quest), Raphael Saadiq ed Angie Stone (suo il testo di Jonz In My Bonz). Ed è in brani come la title-track e Alright che viene fuori il suo spiccato senso del groove, mentre Me And Those Dreaming Eyes Of Mine brilla per il mood ovattato, la calda voce in falsetto di D’Angelo e un ottimo solo di chitarra, vagamente bensoniano. Vira più sul blues Shit, Damn, Motherfucker, incentrata sul tema del tradimento, ma c’è spazio anche per una brillante cover come Cruisin’, classico di Smokey Robinson. Il pezzo si distingue per via del suo arrangiamento orchestrale di grande impatto. Non sono da meno brani come la jazzy When We Get By, il soft-funk del singolo Lady (che si avvale dell’arrangiamento e della produzione di Raphael Saadiq e di parte dei Tony!Toni!Tonè!) e la finale Higher, tendente al gospel e che tratta il binomio spiritualità e amore carnale molto caro a Prince, un altro totem di D’Angelo.

 

Brown Sugar otterrà grande riscontro di pubblico e critica dando ufficialmente il via al movimento neo-soul, oltre che aprire la strada ai lavori di Maxwell ed Erykah Badu, tra gli altri. Passeranno ben cinque anni prima che D’Angelo consegni alla storia un altro grande disco che è Voodoo, un’evoluzione delle tematiche e degli arrangiamenti presenti nel suo predecessore. E quattordici anni passeranno per il suo ritorno sulle scene nel 2014 con lo psichedelico Black Messiah. Come si dice, pochi lavori ma buoni, quando la qualità conta più della quantità. E comunque sia D’Angelo, che oggi spegne 47 candeline, resta uno dei più importanti innovatori della soul music contemporanea, un artista in grado di comunicare grazie a una musica spesso suonata live, con un occhio puntato alla tradizione ma allo stesso tempo ben ancorato al presente e proiettato al futuro. I suoi arrangiamenti, strutturati e allo stesso tempo immediati, rimandano a grandi del passato come Donny Hathaway e Stevie Wonder, mentre il suo falsetto intenso e aspro ci riporta a nomi come Prince, Curtis Mayfield, Smokey Robinson e Al Green. Ovviamente senza cadere nell’effetto revival, con un tocco di personalità in più. A D’Angelo vanno quindi i nostri migliori auguri di buon compleanno, la sua musica continua sempre a guidarci e portarci sul sentiero dell’impeccabilità artistica. E siamo sempre in attesa che ci doni un nuovo lavoro: quando torna sulle scene è sempre un grande piacere, ogni suo album riesce sempre sempre a muovere le acque sonnacchiose della musica attuale. Happy birthday bro’! 

Francesco Favano

Michele Capasso
assomiki@gmail.com
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