Terrace Martin Drones - The Italian Soul

Terrace Martin – Drones

Terrace Martin è uno dei musicisti e produttori di musica black contemporanei più profilici ed eclettici. Drones è il suo ultimo album, e non vi deluderà

Terrace Martin si conferma come uno dei produttori e musicisti più sornioni della scena black contemporanea. Dopo un paio di apparizioni discografiche di altissimo livello nel 2020 come Village Days, disco a suo nome, e Dinner Party, disco uscito a nome dell’omonimo supergruppo completato da Robert Glasper, Kamasi Washington e 9th Wonder, Terrace il 2 novembre ha annunciato a sorpresa l’uscita del suo nuovissimo e attesissimo album, Drones. A sorpresa perchè, sebbene fosse noto che stesse lavorando a questo progetto, non era chiaro quando sarebbe uscito, e nessuno si sarebbe aspettato un preavviso così breve (solo tre giorni, il disco è uscito il 5 novembre). Ma a chi non piacciono questo genere di sorprese?

Già solo la line-up di featuring presenti nell’album ci può far intuire il suo livello. Stiamo parlando di nomi quali  i già citati Kamasi Washington e Robert Glasper, Ty Dolla $ign, Snoop Dogg, Cordae, Channel Tres, Kim Burrell, Leon Bridges, YG, James Fauntleroy, Smino, Hit-Boy e diversi altri super nomi.

“Ci sono tracce di jazz, R&B, musica latin, hip-hop, musica classica, musica del West Africa, house. Insomma, sentirete un po’ tutti gli elementi della black music in questo disco. Non posso lasciare fuori niente se voglio essere considerato un artista black”.

Queste sono le parole con le quali Terrace Martin ha presentato Drones al pubblico. Una vera manna per chi, come noi, ama e ricerca una black music il più possibile eclettica e contaminata. L’ascolto dell’album conferma, ovviamente, lo statement di Martin, come possiamo notare sin dal primo brano, Turning Poison Into Medicinein cui già appaiono molti degli elementi stilistici elencati dall’artista nella propria dichiarazione. Con la title-track piombiamo direttamente negli anni ’80/’90, in un brano caratterizzato da un gustoso riff di piano elettrico e dai featuring con Kendrick Lamar, Snoop Dogg, Ty Dolla $ign e James Fauntleroy. Leave Us To Be ci riporta verso sonorità più funk, così come il brano successivo, Work It Out, che vede il featuring del rapper Cordae. Funk che si mescola con R&B, hip hop e neo soul in This Morning, pezzo che vede ospiti Arin Ray e Smino. Tapped (Channel Tres e Celeste gli ospiti), Reflection (con la seconda collaborazione di James Fauntleroy) e Leimert Park sono tre brani di transizione verso uno dei pezzi che ci sono più piaciuti, ovvero Griots of the Crenshaw District, pezzo in cui hip hop, R&B, jazz e  neo soul si fondono in un’alchimia perfetta, grazie anche alla sapienza Artistica dei tre featuring: Kamasi Washington, Robert Glasper e Hit Boy. Notevole anche il brano seguente, Evil Eyes, nel quale spiccano le performance del rapper YG e della cantante Malaya, mentre Sick of Cryin‘, a tutti gli effetti una specie di bossa, si candida ad essere uno dei migliori brani del disco, anche grazie al contributo di Leon Bridges e D Smoke. Drones conclude il suo viaggio con Don’t Let Gobrano interamente vocale in cui domina l’utilizzo dell’autotune (ricorda molto alcuni lavori di Bon Iver) e un altro bellissimo pezzo prettamente neo soul, Listen, in cui le voci di Kim Burrell e James Fauntleroy e il piano di Robert Glasper creano un’atmosfera veramente magica, perfetta per chiudere il disco.
Non c’è dubbio che Terrace Martin sia un po’ un deus ex machina della scena black americana. Meno famoso e meno appariscente di suoi colleghi come lo stesso Glasper, o Kamasi Washington, Thundercat e anche i vari Louis Cole e simili, riesce però a essere perennemente presente in molte delle produzioni contemporanee più importanti (Kendrick Lamar, Snoh Alegra, Wiz Khalifa e molti, moltissimi altri) e, ogni tanto, riappare con un progetto solista, nelle quali la crème de la crème del panorama hip hop/neo soul/R&B internazionale sembra fare gara per avere una collaborazione o un featuring. Perchè? Be’, ascoltate Drones e lo capirete da voi.

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