28 anni fa usciva The Pendulum Vibe, il primo album della cantante R&B Joi, un disco che ha per certi versi anticipato alcuni tratti del neo soul
Il bello della musica soul (ma anche di tutta la musica in generale) è che spesso è ricca di outsiders, artisti mai troppo considerati ma che riescono a offrire un importante contributo, a lasciare un segno. Oggi vogliamo occuparci di Joi e del suo album di debutto intitolato The Pendulum Vibe, disco datato 1994. Originaria di Atlanta e protetta del duo hip-hop Outkast, con i quali ha spesso condiviso il palco, classe 1971, fa il suo ingresso in quel periodo pubblicando un disco che, per certi versi, si può dire anticipi il movimento neo-soul. Nonostante il grande apprezzamento da parte della critica, The Pendulum Vibe non fu un grande successo di vendite, tant’è vero che divenne in poco tempo fuori commercio. Ma il tempo sembra aver dato ragione a quest’album, infatti è spesso considerato un oggetto di culto per i grandi appassionati del soul e dell’R&B contemporanei.
Peculiarità del lavoro è il suo mood psichedelico oltre che il gusto per la contaminazione grazie a elementi funk, rock, hip-hop, gospel e jazz. Alla produzione troviamo Dallas Austin, dietro a opere di artisti come le TLC, i Boyz II Men e N’Dea Davenport, e vi è una particolare predilizione per un suono suonato e che allo stesso tempo non disdegni la tecnologia. Anche le tematiche trattate hanno grande importanza e vertono su spiritualità, emancipazione femminile e relazioni personali. Basta tuffarci nell’ascolto di pezzi come Freedom e Sunshine & The Rain, caratterizzate da beat densi, fumosi e quasi trip-hop, oppure negli africanismi al fulmicotone di Find Me, un’altra delle chicche di questo lavoro in cui il suono del flauto e i beat regalano al brano un mood tribale. Le atmosfere jazzy e smooth pervadono tracce come Fatal Lovesick Journey e Narcissa Cutie Pie, più orientate sul gospel sono le brevi Stand, Adoremus Te Christe (preghiera mistica e laica allo stesso tempo) e If Weren’t Who We Are.
La grande forza di questo tesoro nascosto del vasto oceano del soul-R&B è proprio la sua capacità di coniugare alla perfezione sacro e profano, come se ognuno di questi elementi fosse complementare. La calda e vibrante voce di Joi fa anche tutto il resto, grazie ai tappeti sonori cuciti appositamente per lei da Dallas Austin, rendendo il disco compatto e senza cadute di tono. A distanza di 28 anni The Pendulum Vibe si colloca nella scena urban come un lavoro avanti, che sposa alla perfezione classico e moderno, un disco precursore del filone neo-soul, che l’anno successivo riuscirà a perfezionare il bravissimo D’Angelo con il suo primo album intitolato Brown Sugar. Dopo quest’opera Joi Gilliam proseguirà con altri lavori, centellinati e pubblicati in lunghi lassi di tempo, in cui si avvarrà della collaborazione con l’impeccabile Raphael Saadiq e capaci di offrire un valore aggiunto alla scena soul contemporanea. The Pendulum Vibe rappresenta un ottimo inizio per l’ascolto della musica e della voce di Joi, una perla nascosta ma degna di riscoperta.
Francesco Favano







