The Time - What Time Is It

The Time – What Time Is It? (1982)

 Nel 1982 usciva “What Time Is It” dei The Time, uno dei tanti progetti prodotti da Prince.

La grande industriosità e genialità di Prince sono a noi ben note. Sappiamo benissimo quanto si desse da fare nell’industria discografica, non solo con album a proprio nome, ma anche come produttore, arrangiatore, polistrumentista per conto terzi. Infatti oggi vi vogliamo portare nel 1982, parlandovi di un disco in cui come produttore e musicista troviamo proprio il Principe di Minneapolis. Il lavoro in questione è “What Time Is It?” della band The Time, ottimi musicisti che hanno contribuito al Minneapolis Sound. Leader è il cantante Morris Day, amico di vecchia data di Prince, bravissimo ballerino e ottimo performer nelle esecuzioni dal vivo.

 

Basti pensare ai suoi bizzarri e originali passi di danza o al fatto di interrompere all’improvviso le performances per guardarsi allo specchio e pettinarsi (con lo specchio portato dal fidato Jerome Benton al richiamo “Mirror, please!”). E che dire anche di Jimmy Jam e Terry Lewis, eccellenti polistrumentisti, che negli anni a venire daranno un importante contributo al contemporary R&B e al neo-soul con il team di produzione Flyte Tyme? E ci sono anche Jellybean e Jesse Johnson, quest’ultimo chitarrista di chiare influenze hendrixiane e ispirate a Sly & The Family Stone. Prince produce, arrangia e suona la maggior parte degli strumenti accreditandosi con il nome Jamie Starr (sono tanti gli alter-ego utilizzati da lui utilizzati nel corso della sua carriera). Forte dell’ottimo riscontro ottenuto con il loro esordio eponimo del 1981, i  Time danno maggiore forza al loro stile impregnato di funk, soul, R&B, rock ed elettronica anni ‘80 con il secondo album “What Time Is It?”, lavoro che trova i suoi apici in pezzi groovosissimi come “777-9311”(che 2Pac utilizzerà come sample per la sua “What’s Ya # “ dall’album “All Eyez On Me”), il boogie-rockabilly di “Oneday Imgonnabesomebody”, i 9 minuti e mezzo super-funky di “The Walk” e la ballata dannatamente soul “Gigolos Get Lonely Too”.
La presenza di Prince sotto mentite spoglie potrebbe fare pensare a un bluff, come se i Time fossero all’epoca un gruppo costruito a tavolino dal Principe di Minneapolis. Ma è una sensazione destinata a dimostrarsi infondata, in quanto  nelle esibizioni dal vivo Morris Day, Jimmy Jam, Terry Lewis e tutto il resto della band si dimostrano degli ottimi animali da palcoscenico, capaci di dare vita ad adrenalinici concerti senza freni, oltre che per le già citate ed estrosissime trovate di Morris Day. Dopo questo disco i musicisti parteciperanno al film “Purple Rain”(1984), interpretando loro stessi come gruppo rivale dei Revolution, la band di Prince (che nella pellicola interpreta The Kid).

 

Seguiranno altri brillanti lavori discografici come “Ice Cream Castles”(1984), “Pandemonium”(1990), fino ad arrivare a “Condensate”, pubblicato nel 2011 e in cui la band si accredita con il nome The Original 7even. Morris Day pubblicherà 4 album solisti, tra questi degni di menzione i primi 2: “Color Of Success”(1985) e “Daydreaming”(1987). Di Jesse Johnson solista come non citare dischi come “Jesse Johnson’s Revue”(1985) e “Shockadelica”(1988), lavori di ottimo funk-rock e Minneapolis Sound. Nonostante non sia presente Prince sembra che tutti questi album siano prodotti proprio da lui. Riguardo Jimmy Jam & Terry Lewis è bene ricordare il loro grande e significativo apporto all’R&B anni ‘80 e ‘90 nelle produzioni di Alexander O’Neal, nella SOS Band e in artisti come Jannet Jackson, Mint Condition, Usher, Mary J.Blige, Boyz II Men, Mariah Carey e tanti altri durante gli anni ‘90 e ‘2000. La discografia dei Time appartiene ai vari tesori nascosti del groove degli ultimi 40 anni e “What Time Is It” è un ottimo punto di inizio per scoprire la grande musica di questa band, l’essenza del suono di Minneapolis, un suono che, grazie al mitico Prince, rappresenta un unicum nella storia della black-music, qualcosa di strabiliante e mai imitato. 

Francesco Favano

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