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Weather – Meshell Ndegeocello

Weather – Meshell Ndegeocello

Diego Mariani recensisce Weather di Meshell Ndegeocello.

Come un fulmine in una giornata di pioggia. No, non avete letto male, è quello che ho pensato dopo vari e attenti ascolti di Weather, lavoro discografico del 2011 di Meshell Ndegeocello. Trovato in un negozio per caso tra i classiconi e la musica usa e getta il suddetto long playing di Meshell faceva capolino ad un prezzo molto interessante, quindi non me lo sono lasciato scappare.

Conoscevo M. in modo frazionario, di fama per essere una grande bassista dal suono paragonabile a quello incomparabile di Marcus Miller e in seguito per la sua voce, forte e dolce allo stesso tempo. Avevo ascoltato alcuni suoi brani più funky, quelli tratti per intenderci da Cookie: The Anthropological Mixtape o quelle atmosfere r&b psichedeliche di Comfort Woman

Ci sono voluti 4 o 5 ascolti prima di capire finalmente che certi dischi vanno ascoltati per quello che sono e non per ciò che ognuno di noi si aspetta. Weather è intriso di atmosfere cupe, di colori scuri e nebbiosi con sfumature sottilissime da cui la musica black emerge soltanto negli spiragli lasciati dai ritmi lenti e cadenzati, mescolati con armonie folk americane al contrario dei lavori precedenti di Meshell. Non a caso per questa avventura discografica ha scelto di farsi guidare dalla saggia mano di Joe Henry, produttore e songwriter noto per la sua scrittura che rimane a cavallo fra folk, blues, jazz, rock e country.

Dalla prima all’ultima traccia dell’album pare che le note e gli accordi escano col contagocce per far risuonare le nostre parti più nascoste, costruendo trame che fanno vibrare all’unisono l’orecchio con l’anima. Non ci sono né crescendo né pezzi cosiddetti “forti” (l’unico brano a mio avviso che va verso questa categoria è Dirty World, episodio irripetibile di funk-indie rock- electro). L’album intero viaggia sulle onde sommesse e commoventi del registro vocale di Meshell, sottolineate in maniera minimale e mai banale delle orchestrazioni suonate da compagni di viaggio quali Deantoni Parks (giovane batterista sperimentale che vanta collaborazioni con i Mars Volta), Chris Bruce (chitarrista di fama noto per collaborazioni con Seal, Doyle Bramhall II e Jill Jones), Keefus Ciancia (pianista collaboratore del grandissimo T Bone Burnett) ed altri nomi interessanti del panorama musicale pop. Che dire quindi se non: fatevi cogliere impreparati da “Weather” e rimarrete piacevolmente rinfrescati da un vento di suoni ed emozioni che cadono lentamente come gocce di pioggia in un temporale estivo.

Diego Mariani

The Italian Soul TEAM
Info@theitaliansoul.com
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