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Whitey Brownie

WHITEY BROWNIE – ANOTHER PINK – INTERVIEW

Whitey Brownie si raccontano e rispondono alle nostre domande

Uscito il 20 dicembre ‘Another Pink’ è il primo EP dei Whitey Brownie, band di Latina composta da Alessandro Trani (batteria), Micol Touadi (voce) e Alessandro Pollio (tastiere).
Il loro primo lavoro ufficiale dopo i singoli “Never” e “Lighthouse” è affidato alla produzione dell’etichetta indipendente Rest In Press.

Noi di The Italian Soul abbiamo parlato con Micol e Alessandro Trani del nuovo EP che, attraverso i colori, ci hanno descritto ogni traccia: una commistione tra Soul, Funk e Jazz.

Green: verde, come la speranza. Quella di uscire da una situazione mentale in cui ci si sente incastrati: un inno di liberazione dai sensi di colpa. È un pezzo invernale, da ascoltare sorseggiando un bel tè caldo, magari davanti al camino, pensando al mare mosso e a come la nostra vita sia sempre in movimento.

Never: è guardare il mondo attraverso un paio di occhiali rosa. Tutto diventa incredibilmente fanciullesco, semplice e leggero, perché il tuo cuore lo è. È un pezzo estivo, fresco, da ascoltare e cantare ad alto volume in macchina, con il finestrino abbassato, il braccio fuori ed il vento in faccia.

As you like: blu: come il mare che ti porta via, lontano da tutto e da tutti. Rappresenta la fuga dal mondo reale, da ciò che ci circonda e che a volte non ci piace. La musica ha il potere di farti viaggiare, più lontano di quanto si possa immaginare. È un viaggio fuori dai cliché e dagli schemi della società. As you like va ascoltato nei momenti di evasione, perché a volte non serve salire su un aereo per scappare: basta indossare un paio di cuffie.

Carillon: è un pezzo romantico e malinconico, arancione, quasi un rosso appassito. Riesce a descrivere la tristezza dell’abbandono, ma allo stesso tempo porta in sé la dolcezza di qualcosa di diverso, la fantasia di un altro finale. Va ascoltato con a fianco del cioccolato, che guarisce sempre tutto… Perché ogni stagione è buona per curare il cuore.

Clouds: grigio, come le nuvole, ma con qualche raggio giallo che le attraversa. Un preludio alla primavera, il cambio di stagione, un trasloco. Descrive tutto ciò che non si è definito ma che sta per farlo o che magari rimarrà così per sempre. Da ascoltare in un momento di cambiamento, quando il clima è “parzialmente nuvoloso”.

Abbiamo in seguito realizzato una breve intervista con la voce e l’autrice dei Whitey Brownie che ha risposto alle nostre domande:

 

In un panorama come quello italiano dove la black music difficilmente mette il pane in tavola, voi quali obiettivi e quali aspettative avete per il vostro progetto?

I nostri obiettivi sono portare il più possibile la nostra musica in giro, ci piacerebbe avere più persone possibili che cantano le nostre canzoni e si rispecchiano nei nostri testi. Insomma, il nostro traguardo sarebbe riuscire ad esprimere, attraverso la nostra musica, qualcosa in cui tutti si possano riconoscere e si possano emozionare.

Pensate anche voi di tentare la migrazione in territori più appaganti oppure volete lottare insieme alla scena soul emergente italiana per cambiare le cose?

Non pensiamo assolutamente di andare via. Ci farebbe sicuramente piacere che la nostra musica fosse apprezzata anche al di fuori del confine italiano, ma penso che la soddisfazione di riuscire nel nostro paese sarebbe immensa, proprio perché quello che siamo è il prodotto di una generazione moderna, italianissima, e dobbiamo farci valere, musicalmente, artisticamente e anche, perché no, socialmente.

Che tipo di difficoltà avete incontrato per realizzare questo progetto?

Le difficoltà in realtà si sono mostrate solo nel momento in cui cercavamo qualcuno che volesse produrci senza necessariamente cambiare il nostro sound e il nostro flusso creativo. Abbiamo poi avuto la fortuna di trovare Pantu di ‘Rest In Press’ che ci ha dato tutta la fiducia e il sostegno che ci serviva per rendere tutto più professionale.

Quali sono o sono stati gli artisti di riferimento per essere quelli che siete ora e quali sono ora, parlando di artisti contemporanei, anche emergenti? Parlo di tutta l’arte, non solo la musica.

Per quanto riguarda me, Micol, la mia cantante di riferimento è sicuramente Erykah Badu e, per quanto riguarda la scrittura, visivamente visualizzo alcune opere di Monet: amo i suoi colori e la sua eleganza e dolcezza, ma mi perdo anche nella sua infinita malinconia. Per quanto riguarda la parte prettamente musicale, potrei fare una marea di nomi ma mi vengono in mente Robert Glasper, Yussef Kamaal, Hiatus Kayote.

La musica italiana (e nel caso, chi) ha avuto un’importanza per la vostra crescita artistica?

A 8 anni mi regalarono l’album di Giorgia “Come Thelma & Louise” e iniziai a sentirlo a loop. Solo e soltanto anni dopo, quando riuscii a cantare tutti i brani senza fatica, mi reputai una cantante sufficientemente capace.

Ci sono brani dell’EP che sembrano registrati in presa diretta, live. Quanto è importante per voi la performance live per comunicare ed esprimervi?

Per noi la performance live è fondamentale. senza quella non esisteremmo perché la nostra impronta si trasmette prettamente dal vivo. Il nostro approccio si basa sull’improvvisazione, molti pezzi sono nati così ed il miglior modo per rendersene conto è essere presenti ad uno dei nostri spettacoli.

Potete acquistare l’EP dei Whitey Brownie qui Another Pink
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The Italian Soul TEAM
Info@theitaliansoul.com
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