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J. Cole

J. Cole – 2014 Forest Hills Drive

F*ck money, spread love. La rivincita di J. Cole.

Jermaine Lamarr Cole, meglio conosciuto come J. Cole, è uno dei volti più discussi del rap moderno americano. Fresco di nomination ai Grammy insieme al suo amico Kendrick Lamar, J ha appena rilasciato la versione live del suo ultimo disco, “2014 Forest Hill Drive”. “2014 Forest Dill Drive” è stato pubblicato l’ 8 dicembre 2014 ma ancora non stanca nessuno, anzi, la fanbase di Cole cresce giorno dopo giorno e ovunque suoni: il sold out è assicurato!

Ma partiamo dall’ inizio: l’ album che precedeva “FHD”, “Born Sinner” (18 Giugno, 2013), mi aveva lasciato senza parole. A parte il soul presente nelle melodie, a parte i beat pazzeschi (per la maggior parte autoprodotti), erano le lyrics ad avermi colpito! I testi non erano “la solita cosa” che sentivo ultimamente. Su ventuno tracce Cole mantiene quel flusso di liriche profonde, ma pronunciate con decisione, a tratti quasi rabbia. Ricordo perfettamente un viaggio in treno mentre sentivo la traccia “Trouble” che mi fece totalmente perdere per 4 minuti: due cose completamente opposte come quei cori gospel e quel “kick” così profondo da sembrare un 808, fuse perfettamente su un pezzo. Questo riassume il pensiero che si ha ascoltando quel disco: elementi apparentemente incompatibili che invece si sposano perfettamente creando un tappeto con un soul, un’anima che solo Cole sa avere. È poi stato così folle da campionare Jennifer Hudson. E che hit ha creato!

Ma torniamo al suo lavoro che oserei definire “più maturo”, perché parliamoci chiaro, la qualità dell’ultimo disco è così alta da sfiorare la perfezione. Tutto il disco è strutturato come il film di un viaggio di un ragazzo dal nulla ad Hollywood. “2014 Forest Hill Drive” (nome che fa riferimento alla casa in cui J è cresciuto con la mamma, il fratello ed il padre adottivo) è un album che trasuda passione ed anima.

Tutto parte con un intro, accordi di piano e la sua voce che continua a ripetere: “Do you wanna be happy”?, “Vuoi essere felice?”, per poi passare a: “Do you wanna be free?”, “Vuoi essere libero?”. Io l’ ho colto come un invito, è una domanda che mi pongo spesso, voglio essere davvero felice, libero? Il primo vero e proprio pezzo (“Jan. 28th”), riprende il tema dell’intro ma passa dalla calma malinconica del primo pezzo ad un accenno di rabbia con una batteria lenta ma marcata. Dopo i cori dell’outro di “Jan. 28th” si passa ad un’ atmosfera decisamente più accesa e energica: “Wet Dreamz”. La sensazione che si ha per i primi 40 secondi del pezzo è: “Ma davvero sta parlando di questo?” Ebbene si! Sta davvero spiegando le emozioni che ha provato al primo rapporto sessuale, e la creatività del pezzo è perfettamente in sintonia con quella dei videomaker che ne hanno realizzato un video a dir poco perfetto. Seguono tre pezzi in cui Cole tratta temi come il “sogno americano” e dichiara apertamente che il suo ideale di felicità è stabilità, pace e successo, anche se non è attratto da posti come “St. Tropez” (traccia sette). Nella versione live precisa che è scorretto idolatrare l’1% della popolazione che vive in case da urlo con mogli da prima pagina: è il 99% restante che ha la chiave della felicità. 

Si passa poi ad un momento che per me è il clou dell’ album: “G.O.M.D”. (letteralmente “Get Off My D*ck”), il momento in cui l’ipotetico protagonista di questo film scrive dalla terra della fama. Egli capisce che quello che lo circonda lo sta cambiando, e che vuole tornare ad essere Jermaine. Il titolo è proprio un invito a “lasciarlo in pace”, ad allontanarsi da lui.

I pezzi finali rappresentano una profonda analisi di coscienza di J che torna ad essere Jermaine e capisce che i soldi e il successo non gli hanno dato la felicità. L’ unico modo per essere felici è tornare a parlare e vivere l’amore. Molto originale è la trovata dell’ ultimo pezzo (“Note To Self”) una ballad-gospel, accompagnata da cori bellissimi, in cui Cole tira le somme e ridefinisce le priorità della propria vita. Inizia poi a ringraziare tutto lo staff e chiunque lo abbia supportato nella realizzazione del disco, quasi come fossero dei titoli di coda di un film (infatti invita ad alzarsi ed uscire dalla sala in caso non interessassero). Ringrazia ovviamente il suo Dreamville Team, Dio, Kendrick Lamar, i suoi amici più fidati, i vari producers e così via…

J. Cole ha anche girato una web-series sulla realizzazione del suo album e dei suoi live shows dal titolo, appunto, “F*ck Money, Spread Love”. Un’interessantissima serie di documentari che ci danno la possibilità di assistere alla vita di un ragazzo così famoso, ma ben concentrato sulla realizzazione della propria felicità. Uno dei pochi, forse…

Federico De Nicola

Michele Capasso
assomiki@gmail.com
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