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Nate Williams

Nate Williams – Got To Let Go

Got To Let Go è il primo ed unico album di Nate Williams. Non lo conoscete? Leggete qui sotto…

Oggi abbiamo deciso di portarvi nei meandri della floridissima scena black britannica, sempre pronta a offrire qualcosa di interessante all’appassionato/ascoltare/musicista di turno in cerca di qualcosa per saziare le proprie orecchie. Il disco di cui parleremo oggi, per la verità, è uscito esattamente due anni fa, ma data la sua bellezza ci sembrava ingiusto non parlarne su questo blog, così come ci sembrava ingiusto non raccontare la storia del suo talentuoso creatore. Sappiamo che non state più nella pelle, volete sapere tutto, anno, autore, titolo. Be’… Eccovi accontentati: Got To Let Go, Nate Williams, ottobre 2014.

Ma partiamo da lontano, dall’inizio. Nate Williams nasce a Bangor, nel nord del Galles, in una data che forse non verrà mai svelata al grande pubblico. Cresciuto in una famiglia dedita alla musica, come per molti suoi colleghi l’approccio a questa forma d’arte è naturale sin dalla più tenera età, sviluppando da subito un approccio multi-strumentale (piano, batteria, tuba). Il suo talento musicale lo porta ad essere uno stimato session-man, tanto da riuscire a suonare sui più importanti palchi d’Europa al fianco di artisti come Eliza Dolittle. Katy B e Vula Mulinga. Ma non c’è solo la musica dal vivo per Nate: vari college musicali londinesi lo assumono come insegnate di teoria, produzione e arrangiamento, lavoro lasciato da parte negli ultimi tempi per dedicarsi a tempo pieno alla produzione della propria (e altrui, perché no) musica. Solo nel 2014, però, la sua personale vena artistica si concretizza in un vero e proprio disco. Ed è qui che la mia storia si intreccia con quella di Nate Williams.


Ricordo bene il giorno in cui sentii per la prima volta il nome di questo straordinario musicista: era il sei ottobre del 2014 (appunto) e, bazzicando su Twitter, lessi un Tweet di Ghemon che recitava più o meno queste parole “Gilles Peterson and Massimo Oldani should listen to Nate Williams’ album Got To Let Go, because it’s beautiful!” (“Gilles Peterson e Massimo Oldani dovrebbero ascoltare l’album Got To Let Go di Nate Williams perché è stupendo!”). Subito, mosso da una forte curiosità (mi fido molto dei gusti del rapper avellinese, il quale condivide parecchie passioni musicali col sottoscritto), mi fiondai a dare un ascolto al disco. La reazione a quella massiccia dose di neo soul, funk e raffinato R&B di prima qualità fu di assoluti entusiasmo ed eccitazione, tanto che l’album rimase per diverse settimane in rotazione nelle casse del mio stereo.

Nate Williams in questo disco riesce a rendere omaggio a diverse epoche e diversi stili riuscendo a essere al 100% sé stesso. Innanzitutto per uno stile di produzione unico, focused, originale ma allo stesso tempo ricolmo di una tradizione che si rifà al meglio della groove music intercorsa tra gli anni ’70 e gli anni ’00, pur risultando all’orecchio un disco degli anni ‘10 senza ombra di dubbio alcuna. Prince, Michael Jackson, D’Angelo, Brian McKnight sono solo alcuni dei nomi che vengono in mente ascoltando Got To Let Go, anche se la lista potrebbe essere infinitamente più lunga. Comunque, ciò che più colpisce (o almeno, ciò che più ha colpito chi scrive) è l’indiscutibile capacità produttiva, compositiva ed esecutiva di Nate, autore, arrangiatore e, appunto, produttore di quasi tutto il disco. Si sente il gusto di chi ha ascoltato, suonato e amato la black music per lungo tempo – forse tutta la vita? -, un gusto che si riflette sulla scelta dei suoni, degli arrangiamenti e delle molteplici sfaccettature musicali che il musicista riesce a inserire in modo diverso in ogni traccia. Ho ripreso ad ascoltare questo disco qualche giorno fa, due anni esatti dopo l’ultima volta e con alle spalle mesi di un intenso percorso musicale che mi ha portato a conoscere più approfonditamente molto di ciò che prima non conoscevo bene, portando il mio gusto personale ad evolversi in direzioni nuove. Non è cambiato niente: le stesse bellissime sensazioni di due anni fa sono rimaste immutate dinnanzi a uno dei dischi che ritengo tra i più interessanti della scena soul europea degli ultimi due anni.

Purtroppo dopo Got To Let Go sono state poche le novità che hanno riguardato Nate Williams, il quale, dopo un breve tour, è sembrato quasi ritirarsi sempre di più dalle scene rilasciando solo un brano sul proprio canale YouTube (un’incredibile cover di Hello, recente successo di Adele), togliendo il suo unico album da diversi Streamer come Spotify ed Apple Music e diradando la sua presenza sui social. Eppure, dopo un esordio così, non si può che sperare in un secondo capitolo della carriera di Nate Williams. Non resta che attendere e incrociare le dita…


Clicca qui per ascoltare Got To Let Go su Soundcloud.

Michele Capasso
assomiki@gmail.com
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