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Grammys & Black Music: le nomination per il 2017

Anche quest’anno ai Grammys la black music sarà grande protagonista.

Come ogni anno l’attesa cresce per l’evento musicale più importante e seguito al mondo, i Grammys o Grammy Awards che dir si voglia. Il premio, arrivato alla cinquantanovesima edizione, è più che mai pieno di musica black e affini, anche se dovremo sopportare assenze pesanti come quella di Frank Ocean il quale, pur avendo pubblicato ben due album in questo 2016, non sarà della competizione. In ogni caso non mancheranno belle sorprese, anche per chi, come voi e noi, ama generi che non fanno parte di quello che il mercato musicale di massa propone solitamente. Andiamo a vedere più nel dettaglio quali saranno i “nostri” protagonisti di questa ricchissima edizione.

Nella categoria Album Of The Year spiccano Lemonade di Beyoncè, visual album acclamatissimo da critica e pubblico, vero e proprio caleidoscopio di stili e generi, Views di Drake e 25 di Adele, nominato anche per il Best Vocal Pop Album dell’anno. I tre artisti compaiono anche nella categoria Record Of The Year con i brani Formation (Beyoncè), Hello (Adele) e Work (Rihanna feat. Drake). Solo le due cantanti, invece, sono state nominate per la categoria Song Of The Year, sempre con i due brani sopracitati. Le vere sorprese arrivano però con la classe Best New Artist. La prima di queste è Anderson .Paak, l’autore di quello che riteniamo essere uno degli album migliori di questo 2016, Malibu, disco capace di portare il grande pubblico ad apprezzare ed esplorare generi come soul, funk, r&b e neo soul come pochi altri hanno saputo fare. Non da meno è sicuramente l’altra sorpresa della categoria, Chance The Rapper, uno dei nostri artisti preferiti in ambito hip hop, soprattutto per la sua capacità di creare vera e bella musica, contornandosi di musicisti e collaboratori di primo livello.


Scorrendo i vari riconoscimenti ci imbattiamo nella categoria Best Rock Performance, nella quale troviamo Joe (Live From Austin City Limits) degli Alabama Shakes ed in Don’t Hurt Yourself dell’onnipresente Beyoncè, una delle regine di questi Grammys, in questo caso accompagnata dalla chitarra di Jack White. L’ex Destiny’s Child non poteva ovviamente mancare nella classe Best Urban Contemporary Album con il suo capolavoro Lemonade, ovviamente ben accompagnata da tre belle rivelazioni del 2016 come Gallant (Ology), KING (We Are The King) e il già citato Anderson .Paak. La categoria Best Rap Album è ovviamente pane per i nostri denti; al suo interno possiamo trovare il plurinominato Chance The Rapper (presente anche nella categorie Best Rap Performance e Best Rap Song con No Problem feat. Lil Wayne e 2 Chainz  con il suo bellissimo Coloring Book e i De La Soul con And The Anonymous Nobody, oltre al solito Kanye West (The Life Of Pablo). Sempre in ambito rap/hip hop/R&B (Best Rap/Sung Performance) possiamo trovare la solita Beyonce, accompagnata da Kendrick Lamar in Freedom, Drake con il tormentone Hotline Bling e Broccoli di D.R.A.M., giovane artista parecchio interessante, ultimo pallino di Erykah Badu. Nella categoria Best Music Video, infine, troviamo un’altra delle rivelazioni black del 2016, Leon Bridges, capace di emozionare il pubblico con il videoclip di River. E non poteva ovviamente mancare la signora Knowles e la sua Formation.

Per quanto riguarda le categorie minori, sono molti i nomi che ci interessano e che vorremmo inserire questo articolo, a cominciare dagli Snarky Puppy, presenti nella classe Best Contemporary Instrumental Album. Non possiamo poi esimerci dal prendere in considerazione la categoria Best R&B Performance, dove figurano vecchie e nuove glorie come Musiq Soulchild (I Do), BJ The Chicago Kid (Turnin’ Me Up) Solange (Cranes In The Sky… Che anno per la famiglia Knowles!). Per la Best Traditional R&B Performance e la Best R&B Song c’è, ovviamente, solo l’imbarazzo della scelta; noi segnaliamo la bellissima Woman’s World del solito BJ The Chicago Kid, Angel di Lalah Hathaway Can’t Wait di Jill Scott per la prima categoria, mentre per la seconda consigliamo Lake By The Ocean di Maxwell. Per finire la carrellata R&B troviamo ancora BJ The Chicago Kid con il suo album In My Mind, Lalah Hathaway con Lalah Hathaway Live Terrace Martin con il meraviglioso Velvet Portraits (disco consigliatissimo, una perla fin troppo nascosta del 2016 musicale).


In ambito jazz non poteva mancare uno dei dominatori incontrastati del genere negli ultimi anni, Gregory Porter, il quale, grazie al disco Take Me To The Alley, ottiene una nomination per la categoria Best Jazz Vocal Album assieme a illustri colleghi come il Branford Marsalis Quartet feat. Kurt Elling (Upward Spiral). Non potevamo poi non citare il nostro amato Robert Glasper, il quale ottiene la possibilità di poter vincere il premio di Best Compilation Soundtrack For Visual Media grazie allo strepitoso Miles Ahead, colonna sonora dell’omonimo film. Nella stessa categoria segnaliamo la presenza anche delle colonne sonore di Straight Outta Compton e di Vinyl: The Essentials Season 1. Dopo aver citato il buon vecchio Glasper, non possiamo non andare con pensiero ad un altro prodigio musicale quale è Jacob Collier, nominato ben due volte grazie a You And I (Best Arrangement, Instrumental Or A Capella) ed a Flinstons (Best Arrangement, Instrumental And Vocals). Infine, proprio in una delle ultime categorie, la Best Engineered Album, Non-Classical, troviamo quello che suona come un omaggio ad uno dei nostri miti, Prince, il quale, grazie alla qualità del suo ultimo album Hit N Run Phase Two rischia di diventare uno dei pochi artisti ad aver vinto un Grammy… Postumo.

Come l’anno scorso, anche il 2016 si conferma come parecchio positivo per la musica nera, e le nomination ai Grammys non fanno altro che ricordarcelo, rimarcando una tendenza che ormai sta modificando il mercato musicale spesso anche in maniera radicale; basti pensare ai vari Bruno Mars, Justin Timberlake, Rihanna o anche lo stesso Justin Bieber, artisti i quali hanno avuto delle virate verso musica meno commerciale rispetto allo standard al quale ci avevano abituati. Qualcosa sta effettivamente cambiando? Anche quest’anno i Grammy Awards ci potranno dare un’indicazione importante sulla strada che prenderà la musica nel prossimi mesi. Non resta che sperare che sia quella giusta…


Fonte: Grammys’ Website.

Michele Capasso
assomiki@gmail.com
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