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Omar Lye-Fook

Omar Lye-Fook Live at Biko Milano

Sabato eravamo al Biko a goderci il concerto del Re del neo soul britannico, Omar Lye-Fook.

Negli ultimi vent’anni circa la scena black britannica non ha fatto altro che crescere, regalandoci costantemente nuovi artisti capaci di conquistare la scena internazionale; molti di questi (dai classicissimi Lewis Taylor, Lynden David Hall e Jamie Lidell, ai più nuovi Jacob Collier, Lianne La Havas e Yussef Kamaal) sono transitati dal nostro blog, a testimoniare quanto sia viva e ricca la tradizione R&B e soul del Regno Unito. Eppure, in mezzo a questo gran numero di artisti, ce n’è uno in particolare che, per longevità, qualità e costanza, si merita senza dubbio l’appellativo di “Re del (neo) soul britannico”: stiamo ovviamente parlando di Omar A.K.A. Omar Lye-Fook.

Come sapete, Omar sabato scorso ha fatto visita al Biko; naturalmente noi eravamo lì, ansiosi di ascoltare per la prima volta uno degli artisti che preferiamo nell’ambito del soul moderno, e le nostre aspettative sono state esaudite. Già le premesse ci erano parse ottime: il fatto che Omar avesse al proprio seguito un’intera band è stato un ulteriore incentivo ad acquistare il biglietto per la serata. Ed è proprio tra i componenti della band che abbiamo avuto un’altra bella notizia: assieme a Andy McLean (basso), Hawi Gondwe (chitarra), Darren Abraham (batteria), Chris Ballin (cori) e lo stesso Omar, sul palco, alle tastiere (differentemente da quanto scritto nella descrizione del concerto), armeggiava un nostro vecchio amico e collaboratore, Carmelo “Karme” Caruso. Una gran bella sorpresa per chi, come alcuni di noi, lo conosce da tempo.


Poi è arrivata la musica. Chi ha ascoltato Omar sa quanto personale e riconoscibile sia il suo stile, colorato, eclettico, colmo delle influenze più disparate, insomma, uno stile non facile da interpretare, con il rischio di non poterlo rendere al meglio dal vivo. Questi erano i dubbi che ci ronzavano in testa prima del concerto, dubbi subito dissipati dopo pochi minuti. I pezzi scorrono fluidi e naturali, pregni di soul fino al midollo, con l’inconfondibile voce di Omar a fare da collante tra armonia e ritmo. In scaletta, oltre a diversi pezzi provenienti da Love In Beats, album appena uscito di cui abbiamo parlato pochi giorni fa (e da cui vi segnaliamo il bellissimo brano Insatiable feat. Natasha Watts), il concerto ha raggiunto il suo culmine nella seconda parte, con Be Thankful, un brano di William De Vaughn, riproposto nel 1991 con i Massive Attack , e Everybody Loves The Sunshine di Roy Ayers, per poi continuare con la riproposizione di due dei suoi successi, le meravigliose The Man There’s Nothing Like This, con la quale ha chiuso in bellezza. Soul, funk, jazz, hip hop, bossa, samba, neo soul… sono tantissimi gli stili incorporati nel linguaggio “parlato” da Omar e dai musicisti che lo seguono dal vivo; un coacervo di influenze che rende impossibile per il pubblico non muoversi a tempo di musica.

Dopo quasi due ore di concerto Omar e la band lasciano il palco per godersi qualche minuto di meritato riposo. Quello che non lascia la mente di chi ha appena assistito al concerto è invece la piacevole sensazione di godimento e di spensieratezza che questo artista è in grado di trasmettere attraverso la sua musica, la stessa anche “live”. Una dote che non tutti gli artisti possono vantarsi di avere. Omar si ripresenta dopo pochi minuti vicino al banco suoni per scambiare qualche parola col pubblico e per firmare autografi e copie del proprio CD; abbiamo l’occasione di parlare con lui qualche minuto, giusto il tempo di renderci conto quanto l’uomo Omar, umile,   piacevole, aperto e stravagante, si rispecchi nella propria musica. “Visto che siete giovani studenti, allora il mio CD vi dovrò fare un prezzo per studenti… Per voi c’è il 50% di sconto”. Andiamo via felici. Ci vediamo presto, Omar Lye-Fook.

Michele Capasso
assomiki@gmail.com
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