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Metodo Della Torta - Music Business

IL METODO DELLA TORTA – Talking Petercat

Nozioni sulle fondamenta del music business italiano seguendo il metodo della Torta.

C’era una volta un regno dove ogni abitante si sentiva il Re e passava la giornata intera a dare la caccia ad una fantomatica torta che non avrebbe dovuto condividere con nessuno, una volta ottenuta. 
Nessuno faceva altro che quello, attaccando chiunque si fosse trovato sulla sua strada.
Era un regno di nemici e le relazioni che nascevano erano puramente strategiche. Una enorme scarica di nonnismo e megalomania a forma di meteorite cadde sul regno lasciando quasi tutti infetti e contaminati. Con il passare degli anni questa ostilità e diffidenza divenne così forte che fu tramandata di generazione in generazione, fino ad arrivare a oggi: 

LA SCENA MUSICALE IN ITALIA NEL 2019.

Come ci siamo arrivati qua? Con calma. 
Mettete in play la canzone sopra e godetevi il viaggio.
Vorrei partire da una terminologia curiosa e intrigante, Co-sign, quello che in italiano alla lettera potrebbe essere tradotto come “referenza”, esattamente il contrario del metodo della Torta sopracitato.
In questo ambito il co-sign potrebbe avvenire in mille modi, ma non avviene in nessuno. E quando dico nessuno non è un’iperbole, perché ancora si soffre della sindrome della torta intera.
Provo a darvi qualche esempio. Prendiamo gli Stati Uniti, normalmente la cosa più “primitiva”, “datata”, ma comunque efficace, che viene fatta come forma di co-sign è l’apertura di un tour. Un nuovo artista anche emergente -per non dire sconosciuto- riesce a mettersi in contatto con un altro artista un poco più rilevante e, se i gusti sono compatibili, affiancherà il tour intero o sicuramente delle date per fargli da apertura nei locali (poi per come arrangiarsi e mettersi d’accordo ci penseranno dopo). Spesso ti fai pagare solo il trasporto, o solo l’albergo oppure ti fa condividere la strumentazione oppure dovrai mettere tutto di tasca tua. Esattamente! Andare in tour con qualcuno non vuol dire fare soldi ma FARSI CONOSCERE. 
Nel video qua sotto si può sentire un Big K.R.I.T di qualche anno fa che parla di quando andò in tour con Wiz Khalifa, spendendo un sacco di soldi fra viaggi, merch e alberghi. 
Dice pure “It wasn’t a bad decision, it was a promo decision.”
Il co-sign potrebbe essere un featuring, una foto insieme sui social, un “Shout Out” come ai vecchi tempi in una intervista, o durante un live, ecc ecc. Il co-sign potrebbe essere spontaneo (cioè: mi piace qualcuno che è veramente sconosciuto mentre io no, e quindi lo nomino o lo cito in qualche modo), oppure richiesto (non che succeda per forza, però se magari hai un minimo di confidenza, magari ti verrebbe da chiedere tipo “se ti dovesse mai andare, potresti condividere il mio nuovo pezzo sulle stories” o qualcosa del genere). E che non venga fraintesa una cosa molto importante, secondo me: nessuno chiede niente a nessuno, né favori, né aiuti, ma è più un cogliere la palla al balzo.
Prendiamo il caso dell’ultimo disco Daylyt, un rapper americano, ma di fama underground.
In questa intervista qui sotto spiega come un commento di Drake sia stata la mossa per promuovere il suo disco.

 

Molto bene! Adesso che sapete cosa è un co-sign la prossima cosa che vi serve sapere è che qua in Italia non esiste niente di tutto questo. Non sentirai nessuno che dirà in una intervista che ha scoperto uno sconosciuto e lo trova bravo (perché non è un co-sign quando fai i complimenti ad uno più conosciuto di te, ehm). Non sentirai parlare di un nuovo artista che affiancherà il tour di qualcun altro. Non succederà. A malapena succede che uno apra solo una serata, figuriamoci andare in tour.
Ma se è per questo, uno potrebbe anche farne a meno di aspettare che un artista consigli al suo pubblico un emergente o uno sconosciuto solo perché è bravo: tanto ci sono quelli che si occupano di questo, vi starete chiedendo. Le radio, i magazine, i blog, i giornalisti, no? 
No.
Neanche quello succederà. Nessuno parlerà di te solo perché sei bravo, perché hai del talento. Non basta, o meglio, non serve. Serve che tu sia amico di queste persone, serve che tu vada ai loro eventi, ritrovarli alle stesse serate, bere e mangiare insieme. Ridere e scherzare come se foste amici. 
Certo, esistono anche le stazioni radio e i blog che invece sanno fare il loro lavoro perché lo amano e lo fanno con passione, ma sono veramente pochi e alcuni non riescono a spiccare per mille motivi. 
Quello che vorrei dire ai rappers e altri artisti è che non dovete puntare a far sentire il vostro materiale a chi potrebbe darvi un contratto, farvi un’intervista o farvi salire sul palco, perché sprecherete tempo ed energie e con il passare del tempo diventerà frustrante e crederete di sbagliare voi. Quello che dovete fare con tutto il corpo e spirito e far sentire la vostra musica all’ascoltatore, a quelli che potrebbero apprezzare la vostra musica e a nessun altro, perché nessuno vi aiuterà. Sapete perché? Perché hanno paura. Hanno tutti paura. Credono tutti di aver trovato questa leggendaria Torta che non devono condividere con nessuno e che, se dovessero farlo, resterebbero senza e sparirebbero nel nulla, mentre qua nessuno vuole perdere il posto, anche da vecchi decrepiti e bigotti. Hanno paura di voi e delle vostre capacità. Tutti, compreso il dj che non passerà mai un tuo pezzo, compreso il locale che non ti farà mai esibire.
Fate il vostro e fatelo arrivare all’ascoltatore, bypassate chi sta nel mezzo fra di voi, non vi servirà e vi cercherà una volta che avrete già il vostro giro creato dal nulla e in quel momento potrete gridare “Fuck The Middleman”.

Come diceva Nipsey Hussle:

“And I come through fly (check) no co-sign
I ain’t need radio to do mine, I done fine”

 

 

E l’altra cosa che vorrei dire è rivolta all’ascoltatore. Non limitatevi ad ascoltare quello che vi consigliano ovunque, o quello che capita in radio, sempre la stessa rotazione con gli stessi nomi. Fatevi le vostre ricerche da soli, fidatevi dell’istinto e state attenti al vostro quartiere che magari la prossima grande scoperta vive nel vostro condominio.

 

Idriss Hannour
tipi.contact@icloud.com
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